• Fund Raising 15.11.2007

    Warrenn Buffett e la donazione piu’ grande della storia. Guardate il video.

    Il video e’ l’annuncio pubblico della donazione di Warenn Buffett (secondo uomo piu’ ricco della Terra) di 10 milioni di azioni di tipo B della Berkshire Hatathaway Corporation alla Bill & Melinda Gates Foundation, valore a quel momento circa nell’ordine di 31B $, ripeto, 31 miliardi di dollari!
    Buffett diventa cosi’ il piu’ grande filantropo di tutti i tempi.

    Cosa spinge una persona a donare quasi tutto il suo patrimonio personale ad una buona causa?
    A che eta’ si suppone si arrivi a fare una scelta di questo tipo?
    Voi mi direte, c’entra qualcosa tutto questo con l’Italia?! e’ possibile fare questo genere di elucubrazioni anche qui da noi?

    Il primo momento di analisi, quindi, e’ la territorialita’. Sicuramente il fenomeno delle grandi donazioni non e’ uguale da un Paese ad un’altro, ma possiamo trovare molti elementi in comune.

    Partendo proprio dal video di Buffett, quindi da un Paese anglosassone, vediamo come molte delle motivazioni che lui affronta sono convinzioni diffuse in America. Primo fra tutti il dovere morale nel restituire alla societa’ quello che gli e’ stato donato durante la vita.
    Il liberismo americano ha creato il sogno americano dove tutti potevano/possono affermarsi con impegno per una competizione leale. Dio e la societa’ fanno il resto e cosi’ nascono persone come Buffett che, ad una certa eta’, si guardano indietro e fanno scelte come questa.
    Sicuramente in Italia questa posizione non e’ cosi’ presente. Lo stimolo per una grande donazione, generalmente, proviene da facilitazioni fiscali (argomentazione peraltro preponderante anche in America dove il sistema fiscale e’ molto piu’ favorevole) e da un ritorno di immagine.

    Secondo punto, quanto conta l’eta’?
    Gli studi sui grandi donatori in Italia non sono molti e, per di piu’, sono realizzate da aziende (quindi orientate all’aspetto finanziario e allo studio dell’immagine).
    Negli Stati Uniti si e’ calcolato che la prima donazione da 50.000$ viene elargita dopo 13 anni dalla prima donazione. Questo significa, evidentemente, che la grande donazione arrivera’ con ogni probabilita’ da persone sopra i 40 anni.

    Oggi ho cercato di ragionare sulle motivazioni. La prossima volta parliamo dell’approccio al grande donatore, il momento dell’asking. Come fare la domanda?
    Defiscalizzazione, ritorno di immagine, vicinanza alla buona causa. Come avvicinare il grande donatore?

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    Posted by Jacopo @ 13:51

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  • 4 Responses

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    • paracielo Says:

      Secondo me lo strumento per avvicinare il “grande donatore” è quello del Cause-Related Marketing. In questo modo si offre al donatore la possibilità di legare la sua immagine alla promozione di un prodotto/servizio a sfondo sociale e si crea una partnership tra l’Ong e l’impresa o l’attività politica del grande donatore. Sicuramente attirare risorse così ingenti significa che l’Organizzazione deve essere sufficientemente grande e strutturata e possedere già un marchio ben identificabile e consolidato. Significa anche che l’organizzazione deve effettuare una programmazione efficace della campagna che intende promuovere, dei canali attraverso cui realizzarla per risultare più credibile ed “appetibile” agli occhi del grande donatore.
      Se l’Ong è già presente sul mercato da molti anni o comunque ha già una sua immagine pubblica ben riconoscibile il grande donatore può essere il target giusto per dare vita ad un progetto condiviso che se ben gestito può produrre elevati “ritorni” in termini di immagine dell’organizzazione, visibilità e concretamente di progetti.
      Un punto critico, a livello etico soprattutto, è quantificare quale ammontare delle risorse del grande donatore verranno utilizzate in Comunicazione e Pubblicità e quante effettivamente verranno canalizzate in vere e proprie azioni concrete.
      C’è anche da dire che se attraverso la “grande donazione” si lancia un campaigning efficace in termini di sensibilizzazione del grande pubblico, per l’Ong ci può essere anche un grande riscontro a livello di una crescita della raccolta fondi e quindi incremento della propria attività.

    • Jacopo Says:

      Cara Paracielo, grazie al tuo intervento prendo l’occasione per provare a chiarire la relazione fra i mercati.

      Anzitutto voglio specificare che il termine “Grande Donatore” e’ trasversale alle strategie e ai mercati. Mi spiego: per il mercato delle aziende avremo grandi donatori definiti tali per donazioni oltre una certa soglia. Per il mercato delle persone fisiche avremo altri GD che, per avere questa connotazione, dovranno superare una certa soglia che e’ sicuramente minore rispetto quella per le aziende. La connotazione “grande donatore”, quindi, non e’ legata all’ammontare donato se non in relazione al mercato di provenienza e, evidentemente, alla natura e all’entita’ dell’organizzazione (dimensione, target, progetto da finanziare,…).

      Definito il “grande donatore” mi preme sottolineare che l’iniziativa di CRM a cui ti riferisci e’ solamente uno dei possibili progetti che una associazione puo’ scegliere di avviare. In tal caso l’incrocio fra strumenti e mercati e’ obbligato (il CRM sara’ evidentemente in relazione con il mercato delle aziende).
      Il grande donatore a cui ti riferisci, quindi, e’ un’azienda, non una persona fisica. I soldi che entrano in cassa dell’associazione non sono di proprieta’, ad esempio, di Warrenn Buffett, ma dell’azienda di cui e’ amministratore delegato. Nel caso da me citato, invece, Buffett ha donato quasi tutto il suo patrimonio personale, come Bill Gates per fondare la sua Fondazione…
      Questo, parlando di CRM, nel caso l’accordo per il progetto preveda una donazione complementare alla vera e propria attivita’ di CRM.

      Parlando, invece, specificatamente di CRM non si puo’ parlare di GD ma di un’azienda piu’ o meno impegnata. Il rendimento del progetto, infatti, non e’ pre-fissato (non necessariamente esiste una “donazione”) bensi’ e’ frutto dell’impegno comune dell’azienda e dell’onp (Cause-Related-Marketing).

      A supporto di questa posizione si noti anche che le motivazioni che spingono un’azienda ad avviare una campagna di CRM sono ben diverse da quelle che spingono un GD. Sono, appunto come dici tu, la visibilita’, l’attenzione all’investimento, etc…!

      Grazie di avermi dato la possibilita’ di toccare questo importante dettaglio.

    • Jacopo Says:

      NOTIZIA!!!!
      New York, 14:30, nonno Hilton dichiara di voler donare il 97% del suo patrimonio in beneficienza….. il 97%!!!!

      ..ma allora cosa rimane x la dolce Paris?! poverina, solo 5 milioni di euro..
      finalmente un gesto sensato ;)

    • Jacopo Says:

      Nuova Grande Donazione (venduta come tale anche se a me sembra più una marchetta..).
      L’autore e’ il vecchio Bill Gates che, assieme ad un ex-Microsoft e celebre spaziofilo Charles Simonyi, intende donare 30 milioni di dollari per un progetto che ha ben poco a che fare con la lotta alla povertà e alle malattie. Il progetto vuole costruire un telescopio (Large Synoptic Survey Telescope) già definito come il “maggiore del mondo”. In Cile.
      Questo telescopio permetterà agli internauti di avere a disposizione terabite di dati provenienti dallo spazio. Pronto nel 2014.
      Complimenti e grazie dal pianeta, ottimo investimento.

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