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	<title>Commenti a: Parliamo di face to face</title>
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	<description>Blog sul Fund Raising e su tutto il mondo nonprofit. Contenuti, discussioni, media.</description>
	<lastBuildDate>Sat, 13 Feb 2010 21:32:19 +0100</lastBuildDate>
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		<title>Di: lia</title>
		<link>http://www.jbgazzola.it/blog/2008/09/parliamo-di-face-to-face/comment-page-1/#comment-613</link>
		<dc:creator>lia</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 23:44:12 +0000</pubDate>
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		<description>io martedì ho un colloquio per amnesty...ho mandato il curriculum perchè è un&#039;associazione che seguo e sostengo. mi piacerebbe lavorare per loro,se il lavoro può essere compatibile allo studio. se gli orari sono veramente quelli che dice lea,dovrò rifiutare</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>io martedì ho un colloquio per amnesty&#8230;ho mandato il curriculum perchè è un&#8217;associazione che seguo e sostengo. mi piacerebbe lavorare per loro,se il lavoro può essere compatibile allo studio. se gli orari sono veramente quelli che dice lea,dovrò rifiutare</p>
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		<title>Di: Lea</title>
		<link>http://www.jbgazzola.it/blog/2008/09/parliamo-di-face-to-face/comment-page-1/#comment-611</link>
		<dc:creator>Lea</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 00:14:00 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Jacopo,
ti scrivo da dialogatrice, lavoro da poco più di un anno presso un&#039;agenzia che si occupa di diverse ONP.

Purtroppo è vero ke tanti miei colleghi sono &quot;macchine da guerra&quot;, e posso confidarti tranquillamente che tra colleghi spesso ne parliamo, xkè possiamo quasi qualificarci in 2 branche: quelli ke lo farebbero anke come volontari e quelli ke no.

Una cosa però te la posso assicurare: non troverai MAI un volontario che fa il nostro lavoro x le stesse ore e con gli stessi risultati!
Ti spiego: la nostra giornata comincia verso le 10.30 di mattina in ufficio per organizzare le squadre e fare formazione. Per le 14 dopo qualche minuto x il pranzo usciamo sul campo e suoniamo alle porte e marciamo x strada fino alle 20.30 di sera. Tutti i giorni. Dal Lunedì al Venerdì. Più il Sabato e la Domenica nei centri commerciali e aeroporti d&#039;Italia. Ci prendiamo un giorno di riposo a settimana, di solito. E tutto questo lo facciamo da mesi o anni col sorriso sulle labbra e con piacere. Perchè se a volte insistiamo un attimo di più con qualke persona, potrà sembrarti strano, ma è xkè alla causa ci teniamo, o tutto questo non lo faremmo neanche.

Mi spiace se alcuni di noi non sono riusciti a stabilire con te o con altri, il giusto &quot;calore&quot;, posso anche provare a indovinare quando hai incontrato persone magari più nuove e quindi ancora un attimo più timide e inesperte.

Non capisco come il fatto di essere pagati ci renda meno umani rispetto ai volontari, o più incapaci di stabilire un rapporto con i donatori, non vedo proprio un nesso logico tra le 2 cose: è come se un medico, x fare un esempio, quando va un mese a fare il volontario in Africa è + bravo nel suo lavoro diquando lo fa a Roma, pagato.
Boh.

Tra l&#039;altro, se interpellati, noi dialogatori siamo tenuti a dire che non siamo volontari, giusto x far riferimento a quel famoso &quot;codice etico&quot; di cui parlavi. Ma sono pochissime le persone a cui interessa, mentre sono moltissime quelle che decidono di aiutare. Anzi, il più delle volte, quando spieghiamo alle persone il lavoro che facciamo, sono contente che veniamo pagati perchè vedono il nostro impegno e la nostra passione.

Chiudo dicendo che, almeno per quanto riguarda l&#039;organizzazione della mia agenzia (che si occupa di Save The Children, UNHCR e AIRC), non siamo autorizzati a ricevere donazioni in contanti o assegni così come non ci forniscono loro x primi di bollettini da distribuire, ma ci teniamo noi x primi a spiegare alle persone non interessate al RID che visitando il sito internet possono trovare moltissimi altri metodi di donazione (e se invitiamo sul sito è anche e soprattutto x far considerare forme alternative al sempre costoso bollettino postale, come le donazioni una-tantum online o tramite bonifico).

Buone feste!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Jacopo,<br />
ti scrivo da dialogatrice, lavoro da poco più di un anno presso un&#8217;agenzia che si occupa di diverse ONP.</p>
<p>Purtroppo è vero ke tanti miei colleghi sono &#8220;macchine da guerra&#8221;, e posso confidarti tranquillamente che tra colleghi spesso ne parliamo, xkè possiamo quasi qualificarci in 2 branche: quelli ke lo farebbero anke come volontari e quelli ke no.</p>
<p>Una cosa però te la posso assicurare: non troverai MAI un volontario che fa il nostro lavoro x le stesse ore e con gli stessi risultati!<br />
Ti spiego: la nostra giornata comincia verso le 10.30 di mattina in ufficio per organizzare le squadre e fare formazione. Per le 14 dopo qualche minuto x il pranzo usciamo sul campo e suoniamo alle porte e marciamo x strada fino alle 20.30 di sera. Tutti i giorni. Dal Lunedì al Venerdì. Più il Sabato e la Domenica nei centri commerciali e aeroporti d&#8217;Italia. Ci prendiamo un giorno di riposo a settimana, di solito. E tutto questo lo facciamo da mesi o anni col sorriso sulle labbra e con piacere. Perchè se a volte insistiamo un attimo di più con qualke persona, potrà sembrarti strano, ma è xkè alla causa ci teniamo, o tutto questo non lo faremmo neanche.</p>
<p>Mi spiace se alcuni di noi non sono riusciti a stabilire con te o con altri, il giusto &#8220;calore&#8221;, posso anche provare a indovinare quando hai incontrato persone magari più nuove e quindi ancora un attimo più timide e inesperte.</p>
<p>Non capisco come il fatto di essere pagati ci renda meno umani rispetto ai volontari, o più incapaci di stabilire un rapporto con i donatori, non vedo proprio un nesso logico tra le 2 cose: è come se un medico, x fare un esempio, quando va un mese a fare il volontario in Africa è + bravo nel suo lavoro diquando lo fa a Roma, pagato.<br />
Boh.</p>
<p>Tra l&#8217;altro, se interpellati, noi dialogatori siamo tenuti a dire che non siamo volontari, giusto x far riferimento a quel famoso &#8220;codice etico&#8221; di cui parlavi. Ma sono pochissime le persone a cui interessa, mentre sono moltissime quelle che decidono di aiutare. Anzi, il più delle volte, quando spieghiamo alle persone il lavoro che facciamo, sono contente che veniamo pagati perchè vedono il nostro impegno e la nostra passione.</p>
<p>Chiudo dicendo che, almeno per quanto riguarda l&#8217;organizzazione della mia agenzia (che si occupa di Save The Children, UNHCR e AIRC), non siamo autorizzati a ricevere donazioni in contanti o assegni così come non ci forniscono loro x primi di bollettini da distribuire, ma ci teniamo noi x primi a spiegare alle persone non interessate al RID che visitando il sito internet possono trovare moltissimi altri metodi di donazione (e se invitiamo sul sito è anche e soprattutto x far considerare forme alternative al sempre costoso bollettino postale, come le donazioni una-tantum online o tramite bonifico).</p>
<p>Buone feste!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Jacopo</title>
		<link>http://www.jbgazzola.it/blog/2008/09/parliamo-di-face-to-face/comment-page-1/#comment-607</link>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Aug 2009 14:33:51 +0000</pubDate>
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		<description>alcune associazioni (save the children, freenpeace,...) hanno creato un &quot;modello&quot; definendo le linee etiche e professionali per questo strumento.
personalmente non ho trovato differenze con il prima e, ugualmente a te, rimango sempre sconcertato dalla mancanza di calore relazionale con i dialogatori.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>alcune associazioni (save the children, freenpeace,&#8230;) hanno creato un &#8220;modello&#8221; definendo le linee etiche e professionali per questo strumento.<br />
personalmente non ho trovato differenze con il prima e, ugualmente a te, rimango sempre sconcertato dalla mancanza di calore relazionale con i dialogatori.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Elena</title>
		<link>http://www.jbgazzola.it/blog/2008/09/parliamo-di-face-to-face/comment-page-1/#comment-606</link>
		<dc:creator>Elena</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Aug 2009 14:10:38 +0000</pubDate>
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		<description>Senza offesa, ma sti dialogatori mi sembrano gli ennnesimi truffatori pagati a provvigione, come se non bastassero i venditori del folletto, gli operatori di call center e tutti questi altri venduti per pochi spiccioli.
No, non mi piacciono. E io ammiro chi fa del bene agli altri, ho sempre dato e sempre darò offerte per gli animali, i barboni, i Medici senza frontiere, i diritti umani e altre cose. Ma trovo ignobile questa ennesima stronzata precaria.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Senza offesa, ma sti dialogatori mi sembrano gli ennnesimi truffatori pagati a provvigione, come se non bastassero i venditori del folletto, gli operatori di call center e tutti questi altri venduti per pochi spiccioli.<br />
No, non mi piacciono. E io ammiro chi fa del bene agli altri, ho sempre dato e sempre darò offerte per gli animali, i barboni, i Medici senza frontiere, i diritti umani e altre cose. Ma trovo ignobile questa ennesima stronzata precaria.</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Di: Jacopo</title>
		<link>http://www.jbgazzola.it/blog/2008/09/parliamo-di-face-to-face/comment-page-1/#comment-573</link>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Apr 2009 20:01:15 +0000</pubDate>
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		<description>Cara Tina, e&#039; molto bello quello che dici ed e&#039; proprio così che dovrebbe essere un dialogatore. Credere nella causa e fare di tutto per l&#039;associazione per cui lavora. Credo che lavorare con uno stipendio in gran parte fisso sia stato per te un deterrente per allontanare le dinamiche individualistiche/utilitaristiche fisiologicamente derivate da un compenso a percentuale.
A questo lega anche il fatto che, personalmente, condivido l&#039;idea che la vera differenza fra raccolta fondi e fundraising sia creare una relazione con il donatore. E&#039; evidente che già&#039; di per se&#039; il lavoro di dialogatore non porta ad essere fundraiser, ma il pagamento a percentuale lo e&#039; ancora di meno.
Quindi, scrivi per quale associazione lavori/hai lavorato. Con quello che ci hai detto farà sicuramente un&#039;ottima impressione.
Grazie ancora!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Tina, e&#8217; molto bello quello che dici ed e&#8217; proprio così che dovrebbe essere un dialogatore. Credere nella causa e fare di tutto per l&#8217;associazione per cui lavora. Credo che lavorare con uno stipendio in gran parte fisso sia stato per te un deterrente per allontanare le dinamiche individualistiche/utilitaristiche fisiologicamente derivate da un compenso a percentuale.<br />
A questo lega anche il fatto che, personalmente, condivido l&#8217;idea che la vera differenza fra raccolta fondi e fundraising sia creare una relazione con il donatore. E&#8217; evidente che già&#8217; di per se&#8217; il lavoro di dialogatore non porta ad essere fundraiser, ma il pagamento a percentuale lo e&#8217; ancora di meno.<br />
Quindi, scrivi per quale associazione lavori/hai lavorato. Con quello che ci hai detto farà sicuramente un&#8217;ottima impressione.<br />
Grazie ancora!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Tina</title>
		<link>http://www.jbgazzola.it/blog/2008/09/parliamo-di-face-to-face/comment-page-1/#comment-571</link>
		<dc:creator>Tina</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Apr 2009 18:02:14 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.jbgazzola.it/blog/?p=101#comment-571</guid>
		<description>ciao,
ho lavorato per molti anni come dialogatrice, per una delle organizzazioni che stimo di più in assoluto e che ha portato in Italia questo metodo di fundraising.
Vi scrivo pertanto conoscendo i fatti!
Sono d&#039;accordo con chi sostiene che bisogna distinguere il dialogatore dal volontario. Io facevo la dialogatrice per molte ore alla settimana e mi pagavano e per molte meno ore facevo anche la volontaria.
Per essere precisa - così come tanti altri miei ex colleghi, prima sono diventata dialogatrice e solo dopo ho dedicato del tempo al volontariato.
Il lavoro inizia con una formazione, molto accurata - parlo della mia esperienza ovviamente, e continuata, in comunicazione e sui temi dell&#039;organizzazione. Poi inizia il lavoro, tante ore in strada a parlare con persone di tutti i tipi, chi ti risponde bene e chi invece ti manda a quel paese!! Lo fai perchè ci credi nel profondo, credi che sono fondi che l&#039;organizzazione userà con coerenza, sono fondi necessari perchè l&#039;organizzazione ha fatto una scelta, sono fondi che porteranno un risultato concreto, sono fondi gestiti da persone che conosci e che passano del tempo con te per farti vedere il loro lavoro.
Io sono certa di aver portato tanto a quell&#039;associazione, e loro non mi hanno fatto mai sentire una mercenaria, solo perchè ero pagata per quello che facevo. Daltronde sono una fundraiser, mi ritengo una professionista pertanto è giusto che la mie competenze vengano riconosciute. Il mio stipendio era in gran parte fisso, avevo un contratto, e in quell&#039;anno e mezzo ho imparato tantissime cose!
Forse potrebbe essere opportuno fare anche una distinzione tra le ONP che utilizzano questo strumento, ci sono ONP che hanno politiche riguardanti i finanziamenti motlo restrittive (talvolta anche limitanti) e altre meno...
Tina</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ciao,<br />
ho lavorato per molti anni come dialogatrice, per una delle organizzazioni che stimo di più in assoluto e che ha portato in Italia questo metodo di fundraising.<br />
Vi scrivo pertanto conoscendo i fatti!<br />
Sono d&#8217;accordo con chi sostiene che bisogna distinguere il dialogatore dal volontario. Io facevo la dialogatrice per molte ore alla settimana e mi pagavano e per molte meno ore facevo anche la volontaria.<br />
Per essere precisa &#8211; così come tanti altri miei ex colleghi, prima sono diventata dialogatrice e solo dopo ho dedicato del tempo al volontariato.<br />
Il lavoro inizia con una formazione, molto accurata &#8211; parlo della mia esperienza ovviamente, e continuata, in comunicazione e sui temi dell&#8217;organizzazione. Poi inizia il lavoro, tante ore in strada a parlare con persone di tutti i tipi, chi ti risponde bene e chi invece ti manda a quel paese!! Lo fai perchè ci credi nel profondo, credi che sono fondi che l&#8217;organizzazione userà con coerenza, sono fondi necessari perchè l&#8217;organizzazione ha fatto una scelta, sono fondi che porteranno un risultato concreto, sono fondi gestiti da persone che conosci e che passano del tempo con te per farti vedere il loro lavoro.<br />
Io sono certa di aver portato tanto a quell&#8217;associazione, e loro non mi hanno fatto mai sentire una mercenaria, solo perchè ero pagata per quello che facevo. Daltronde sono una fundraiser, mi ritengo una professionista pertanto è giusto che la mie competenze vengano riconosciute. Il mio stipendio era in gran parte fisso, avevo un contratto, e in quell&#8217;anno e mezzo ho imparato tantissime cose!<br />
Forse potrebbe essere opportuno fare anche una distinzione tra le ONP che utilizzano questo strumento, ci sono ONP che hanno politiche riguardanti i finanziamenti motlo restrittive (talvolta anche limitanti) e altre meno&#8230;<br />
Tina</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: dante</title>
		<link>http://www.jbgazzola.it/blog/2008/09/parliamo-di-face-to-face/comment-page-1/#comment-526</link>
		<dc:creator>dante</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Sep 2008 14:09:50 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao, premetto che non sono un esperto in materia quindi il mio post non intende offrire suggerimenti ma solo capire alcuni meccanismi.
- Ipotizzo una ONP che forma dei dialogatori e non intende retribuirli in quanto persegue, ad esempio, la strategia di Jacopo. Questa ONP ha dei costi di formazione. Inizialmente i volontari (temine che userò per indicare i dialogatori non retribuiti) mettono a disposizione un monte ore del loro prezioso tempo libero e saranno motivati da un responsabile dei dialogatori retribuito. La motivazione dei volontari dipende dal loro attaccamento alla causa, dall’abilità nel motivarli da parte del responsabile e dal buon operato dell’ONP, dal loro appagamento personale ecc. Ipotizziamo che dopo alcuni mesi vi è stato un ricambio dei volontari alcuni sono passati ad ONP che li pagano, altri per impegni vari hanno abbandonato, altri nuovi sono arrivati e devono essere formati, altri hanno ridotto oppure aumentato la loro disponibilità di volontariato.
- Ipotizzo una ONP che forma dei dialogatori come “dipendenti”. Questa ONP ha dei costi di formazione e di stipendi. I dialogatori dipendenti se hanno una retribuzione avranno gli stessi stimoli dei volontari con in + la motivazione della retribuzione. Ipotizzo che il loro responsabile avrà uno stipendio = al collega che motiva volontari. Tuttavia anche in questo caso esiste un ricambio di volontari i quali possono essere ad esempio attratti dalla concorrenza oppure licenziarsi ecc.
- La differenza fra questi due ipotetici mondi è che la prima ONP rischia di spendere molte più risorse in formazione della seconda ONP. Mi verrebbe da dire che l’ONP + “aziendale” sia più efficiente e tuttavia potrebbe usare volontari in settori che richiedono  è la professionalità degli operatori e più rischioso è l’utilizzo di volontari.
Che ne pensate ?
Ciao Dante</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao, premetto che non sono un esperto in materia quindi il mio post non intende offrire suggerimenti ma solo capire alcuni meccanismi.<br />
- Ipotizzo una ONP che forma dei dialogatori e non intende retribuirli in quanto persegue, ad esempio, la strategia di Jacopo. Questa ONP ha dei costi di formazione. Inizialmente i volontari (temine che userò per indicare i dialogatori non retribuiti) mettono a disposizione un monte ore del loro prezioso tempo libero e saranno motivati da un responsabile dei dialogatori retribuito. La motivazione dei volontari dipende dal loro attaccamento alla causa, dall’abilità nel motivarli da parte del responsabile e dal buon operato dell’ONP, dal loro appagamento personale ecc. Ipotizziamo che dopo alcuni mesi vi è stato un ricambio dei volontari alcuni sono passati ad ONP che li pagano, altri per impegni vari hanno abbandonato, altri nuovi sono arrivati e devono essere formati, altri hanno ridotto oppure aumentato la loro disponibilità di volontariato.<br />
- Ipotizzo una ONP che forma dei dialogatori come “dipendenti”. Questa ONP ha dei costi di formazione e di stipendi. I dialogatori dipendenti se hanno una retribuzione avranno gli stessi stimoli dei volontari con in + la motivazione della retribuzione. Ipotizzo che il loro responsabile avrà uno stipendio = al collega che motiva volontari. Tuttavia anche in questo caso esiste un ricambio di volontari i quali possono essere ad esempio attratti dalla concorrenza oppure licenziarsi ecc.<br />
- La differenza fra questi due ipotetici mondi è che la prima ONP rischia di spendere molte più risorse in formazione della seconda ONP. Mi verrebbe da dire che l’ONP + “aziendale” sia più efficiente e tuttavia potrebbe usare volontari in settori che richiedono  è la professionalità degli operatori e più rischioso è l’utilizzo di volontari.<br />
Che ne pensate ?<br />
Ciao Dante</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Jacopo</title>
		<link>http://www.jbgazzola.it/blog/2008/09/parliamo-di-face-to-face/comment-page-1/#comment-525</link>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Sep 2008 06:16:49 +0000</pubDate>
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		<description>Bella idea Francesco, la stiamo implementando in Telefono Azzurro da qualche mese. Lo facciamo con i volontari (veri volontari).
Il concetto, almeno per come la vedo io, e&#039; che se un tuo amico ti chiede di sostenere una buona causa che anche lui sostiene dando tempo ed energie per sostenerla.. allora ci sono buone probabilità che funzioni. Non e&#039; lo stesso se la persona non la conosci (evidentemente anche se questa e&#039; volontaria) e ancor di più se puoi percepire che vuole portarti, senza via di uscita, alla firma di un contratto. Meglio se, su mia richiesta, mi presenta un bollettino (anche se con il codice identificativo).
E&#039; per questo che con i nostri volontari abbiamo pensato di puntare anche su questa strada. A proposito, anche loro, con questa raccolta fondi, avranno un tornaconto e quindi in qualche modo seguiranno la logica motivazionale del dialogatore. Potranno disporre di più fondi per i propri progetti o per le attività ordinarie. ...sottolineo che i soldi sono sempre, e rimangono, dell&#039;associazione! Non viene fatto (in linea di massima) per un tornaconto personale. Credo che il donatore lo percepisca.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bella idea Francesco, la stiamo implementando in Telefono Azzurro da qualche mese. Lo facciamo con i volontari (veri volontari).<br />
Il concetto, almeno per come la vedo io, e&#8217; che se un tuo amico ti chiede di sostenere una buona causa che anche lui sostiene dando tempo ed energie per sostenerla.. allora ci sono buone probabilità che funzioni. Non e&#8217; lo stesso se la persona non la conosci (evidentemente anche se questa e&#8217; volontaria) e ancor di più se puoi percepire che vuole portarti, senza via di uscita, alla firma di un contratto. Meglio se, su mia richiesta, mi presenta un bollettino (anche se con il codice identificativo).<br />
E&#8217; per questo che con i nostri volontari abbiamo pensato di puntare anche su questa strada. A proposito, anche loro, con questa raccolta fondi, avranno un tornaconto e quindi in qualche modo seguiranno la logica motivazionale del dialogatore. Potranno disporre di più fondi per i propri progetti o per le attività ordinarie. &#8230;sottolineo che i soldi sono sempre, e rimangono, dell&#8217;associazione! Non viene fatto (in linea di massima) per un tornaconto personale. Credo che il donatore lo percepisca.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: francesco quistelli</title>
		<link>http://www.jbgazzola.it/blog/2008/09/parliamo-di-face-to-face/comment-page-1/#comment-524</link>
		<dc:creator>francesco quistelli</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Sep 2008 20:52:39 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.jbgazzola.it/blog/?p=101#comment-524</guid>
		<description>Ciao Francesco, 
ho letto il post, interessante e con mollti utili commenti. Penso anche io che il dialogatore non sia un mercenario ma che debba ricevere il gisuto compenso fisso  apriori e percepire il valriabile com eeffettivo premio &quot;xtra&quot; non come parte integrante di uno stipendio &quot;onesto&quot; senz ala quale los tipendio diventa &quot;sfruttamento&quot;...
Quindi viva i dialogatori se sono: ben selezionati (empatici e sensibili, quindi non pedanti), ben formati (consapevoli della causa, quindi non superficiali), ben remunerati (giusto stipendio + bonus variabile, quindi non sfruttati). Se manca il terzo punto si chiamano volontari...averne!  
Ciao, Francesco 

Ps: ecco qualche idea che può ovviare &quot;al rid per forza&quot; per il calcolo della parte variabile: ad esempio offrire al donatore un codice da inserire online o registrare la promessa di donazione e fare un match periodico o consegnare bollettini postali codificati collegati al dialogatore... Più complesso ma almeno allqrga le opportunità. Ah...se qualcuno lo farà...l&#039;idea è mia! Voglio la percentuale! ;-))</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Francesco,<br />
ho letto il post, interessante e con mollti utili commenti. Penso anche io che il dialogatore non sia un mercenario ma che debba ricevere il gisuto compenso fisso  apriori e percepire il valriabile com eeffettivo premio &#8220;xtra&#8221; non come parte integrante di uno stipendio &#8220;onesto&#8221; senz ala quale los tipendio diventa &#8220;sfruttamento&#8221;&#8230;<br />
Quindi viva i dialogatori se sono: ben selezionati (empatici e sensibili, quindi non pedanti), ben formati (consapevoli della causa, quindi non superficiali), ben remunerati (giusto stipendio + bonus variabile, quindi non sfruttati). Se manca il terzo punto si chiamano volontari&#8230;averne!<br />
Ciao, Francesco </p>
<p>Ps: ecco qualche idea che può ovviare &#8220;al rid per forza&#8221; per il calcolo della parte variabile: ad esempio offrire al donatore un codice da inserire online o registrare la promessa di donazione e fare un match periodico o consegnare bollettini postali codificati collegati al dialogatore&#8230; Più complesso ma almeno allqrga le opportunità. Ah&#8230;se qualcuno lo farà&#8230;l&#8217;idea è mia! Voglio la percentuale! ;-))</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: FraNCESCO</title>
		<link>http://www.jbgazzola.it/blog/2008/09/parliamo-di-face-to-face/comment-page-1/#comment-523</link>
		<dc:creator>FraNCESCO</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Sep 2008 10:33:25 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.jbgazzola.it/blog/?p=101#comment-523</guid>
		<description>Jacopo scusami se non sono intervento subito per ragioni di tempo... Penso di condividere con tutti che tra le priorità delle onp lo sviluppare la raccolta fondi è uno dei temi prioritari. Per iniziare bisogna porsi delle domande basi come tu sostieni, sulla funzione di un determinato strumento, di quanto costerebbe, target e frutti (in termini di budget in entrata e uscita, persone contattate, coinvolte, sensibilizzate e quelle che donano).

Lo strumento del face-to-face in Italia si sta sviluppando da 2-3 anni come novità. Impossibile definire il dialogatore come volontario per varie ragioni: tempo che dedica, team con cui collabora, energie, persone con cui condividere i frutti dei progetti realizzati... Non possiamo continuare in Italia ad avere una cultura effimera se desideriamo sviluppare le nostre azioni ed allargare vedute e responsabilità nell&#039;idea di dare risposte a conoscere che si traduce nel fare per le cause sociali in cui CREDIAMO. 

La retribuzione per un vero dialogatore non è il fine ma lo strumento per continuare a coniugare passione, tempo, sensibilità e lavoro che ti impegna nel corso della giornata (non 2 ore a settimana). 

Il dialogatore ha una predisposizione nella comunicazione relazionale con il sostegno/supporto della onp nella formazione costante in aula e sul campo!

Si parla di guadagni? Vediamo quanto guadagna un dialogatore in Italia e quanto per lo stesso lavoro in altri paesi e confrontiamo. 

Il ruolo del DIALOGATORE deve far rima far rima con ascoltatore attivo, comunicatore, sensibilizzatore, etc).

Far firmare la RID NON è il fine ma lo strumento per le onp che permette di pianificare. Il modo più comodo per fare una donazione PARTECIPANDO alle attività della onp è la domiciliazione bancaria (R.I.D.): 
• è semplice: basta compilare il modulo; 
• è comoda: il pagamento avviene in automatico, senza più code; 
• è pratica: puoi scegliere la cifra da donare e la periodicità, puoi sospendere o variare il versamento in qualsiasi momento; 
• è più efficace: un contributo regolare permette maggiore capacità di pianificazione; 
• è vantaggiosa: consente di ridurre i costi amministrativi, destinando quindi più risorse alle azioni. attività e progetti. 

I dialogatori non sono autorizzati ad accettare denaro contante. Per chi veramente desidera fare una singola offerta si prende il sito web insieme alle coordinate e fa il versamento. Generalmente la gente è pigra... Dare bollettini in giro con quale ritorno? 

Il dialogatore deve attrarre ed coinvolgere verso i progetti e non vendere un contratto considerando che il servizio è rivolto a tutta la società e non solo ad un individuo. 

STIAMO attenti a non dare la figura del dialogatore come un possibile mercenario o una macchina per fare soldi! Io sono dialogatore per una fondazione e conosco la fatica insieme alla gioia di ogni giorno. Dialogatore significa sentire nel cuore la voglia di utilizzare il proprio tempo ed i propri sforzi, oltre che per guadagnarsi da vivere, dando un servizio, una possibilità, un sostegno, un contributo al mondo nella mission in cui uno crede!

Jacopo ti ho fatto delle domande per sapere quali persone conosci per comprendere i punti di contatto che hai nel settore, senza pregiudizio o stereotipo, anzi considerando la tua articolata ed interessante esposizione. 

Auspico molti altri interventi sul blog inerenti al tema. Su, su, su :-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Jacopo scusami se non sono intervento subito per ragioni di tempo&#8230; Penso di condividere con tutti che tra le priorità delle onp lo sviluppare la raccolta fondi è uno dei temi prioritari. Per iniziare bisogna porsi delle domande basi come tu sostieni, sulla funzione di un determinato strumento, di quanto costerebbe, target e frutti (in termini di budget in entrata e uscita, persone contattate, coinvolte, sensibilizzate e quelle che donano).</p>
<p>Lo strumento del face-to-face in Italia si sta sviluppando da 2-3 anni come novità. Impossibile definire il dialogatore come volontario per varie ragioni: tempo che dedica, team con cui collabora, energie, persone con cui condividere i frutti dei progetti realizzati&#8230; Non possiamo continuare in Italia ad avere una cultura effimera se desideriamo sviluppare le nostre azioni ed allargare vedute e responsabilità nell&#8217;idea di dare risposte a conoscere che si traduce nel fare per le cause sociali in cui CREDIAMO. </p>
<p>La retribuzione per un vero dialogatore non è il fine ma lo strumento per continuare a coniugare passione, tempo, sensibilità e lavoro che ti impegna nel corso della giornata (non 2 ore a settimana). </p>
<p>Il dialogatore ha una predisposizione nella comunicazione relazionale con il sostegno/supporto della onp nella formazione costante in aula e sul campo!</p>
<p>Si parla di guadagni? Vediamo quanto guadagna un dialogatore in Italia e quanto per lo stesso lavoro in altri paesi e confrontiamo. </p>
<p>Il ruolo del DIALOGATORE deve far rima far rima con ascoltatore attivo, comunicatore, sensibilizzatore, etc).</p>
<p>Far firmare la RID NON è il fine ma lo strumento per le onp che permette di pianificare. Il modo più comodo per fare una donazione PARTECIPANDO alle attività della onp è la domiciliazione bancaria (R.I.D.):<br />
• è semplice: basta compilare il modulo;<br />
• è comoda: il pagamento avviene in automatico, senza più code;<br />
• è pratica: puoi scegliere la cifra da donare e la periodicità, puoi sospendere o variare il versamento in qualsiasi momento;<br />
• è più efficace: un contributo regolare permette maggiore capacità di pianificazione;<br />
• è vantaggiosa: consente di ridurre i costi amministrativi, destinando quindi più risorse alle azioni. attività e progetti. </p>
<p>I dialogatori non sono autorizzati ad accettare denaro contante. Per chi veramente desidera fare una singola offerta si prende il sito web insieme alle coordinate e fa il versamento. Generalmente la gente è pigra&#8230; Dare bollettini in giro con quale ritorno? </p>
<p>Il dialogatore deve attrarre ed coinvolgere verso i progetti e non vendere un contratto considerando che il servizio è rivolto a tutta la società e non solo ad un individuo. </p>
<p>STIAMO attenti a non dare la figura del dialogatore come un possibile mercenario o una macchina per fare soldi! Io sono dialogatore per una fondazione e conosco la fatica insieme alla gioia di ogni giorno. Dialogatore significa sentire nel cuore la voglia di utilizzare il proprio tempo ed i propri sforzi, oltre che per guadagnarsi da vivere, dando un servizio, una possibilità, un sostegno, un contributo al mondo nella mission in cui uno crede!</p>
<p>Jacopo ti ho fatto delle domande per sapere quali persone conosci per comprendere i punti di contatto che hai nel settore, senza pregiudizio o stereotipo, anzi considerando la tua articolata ed interessante esposizione. </p>
<p>Auspico molti altri interventi sul blog inerenti al tema. Su, su, su :-)</p>
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