• Notizie, nonprofit 15.04.2009

    bagnascoEmma Ciceri, dipendente Postel – Poste Italiane e abilissima comunicatrice 2.0, chiede attraverso Facebook un’opinione riguardo la proposta del Ministro Tremonti di destinare il 5×1000 ai paesi colpiti dal terremoto. Preferisco risponderle qui perche’ vorrei NON essere conciso.

    Premessa superflua. Siamo tutti addolorati di quello che e’ successo e la maggior parte di noi ha mandato almeno un sms solidale per aiutare la ricostruzione.

    Riguardo la proposta del Ministro e prima di parlare del 5×1000 per l’Abruzzo, vorrei partire dal fatto che nessuno si e’ espresso sull’utilizzo dell’8×1000 della chiesa cattolica (piu’ del 90% del totale, 1 miliardo di euro).
    Unica mossa, Bagnasco (CEI) ha donato 5 dei 1.000 milioni di euro dello scorso anno. Forse pensava anche lui di donare il 5×1000…
    Con questo e con le uova di pasqua donate da Ratzinger, la Chiesa E’ A POSTO.
    Alcune considerazioni:

    - il 5×1000 per le organizzazioni non lucrative e per la ricerca e’, evidentemente e matematicamente, inferiore all’8×1000 per la chiesa
    - il 5×1000 ha un tetto (350.000-400.000 €). si parla quindi di 3,5×1000 o 4×1000. L’8×1000 per la chiesa non ha un tetto e aumenta di anno in anno di pari passo con l’aumento degli stipendi
    - il 5×1000 e’ diviso fra migliaia e migliaia di organizzazioni. l’8×1000 e’ di fatto della chiesa cattolica (piu’ del 90%)
    - il 5×1000 permette ad alcune associazioni di SOPRAVVIVERE. quelle associazioni svolgono attivita’ di nicchia (e non solo) che lo stato non riesce a garantire. la chiesa negli ultima anni ha speso milioni di euro per la promozione dell’8×1000 per azioni di carita’. La percentuale per questo tipo di azioni e’ intorno al 15-20% del totale. sul resto non mi voglio esprimere.
    - il 5×1000 deve essere espresso. Il 70% delle persone esprime una preferenza ma, se questa non viene espressa, la quota rimane allo stato. Per l’8×1000, invece, il 60% non esprime una preferenza, ma anche la loro quota viene comunque donata alla chiesa cattolica (in quanto suddivisa proporzionalmente fra le chiese, e quindi per il 90% alla chiesa cattolica).
    - il 5×1000 non arriva. le associazioni hanno appena visto i soldi di tre anni fa (dell’anno 2006). Investimenti fatti che non hanno ancora avuto liquidita’
    - se solo il 35% dell’8×1000 va a pagare lo “stipendio” dei preti (motivo per cui e’ nato) e solo il 20% viene usato per opere di carita’+calamita’ naturali, perche’ non utilizzare proprio il 65% dell’8×1000 per i terremotati?!
    - perche’ e’ obbligatorio rendicontare come vengono utilizzati i fondi 5×1000, se non lo e’ per l’8×1000?!
    - chiedo a voi perche’ io non lo so: ci sono altri stati i cui privati cittadini donano 1 MILIARDO DI EURO alla chiesa attraverso le tasse sul proprio lavoro, oltre che coprendo la sua esenzione dall’ICI e dalle altre forme di favoritismi (compresi quelli legati alla territorialita’ neutrale della “sede centrale”)?
    - se si deve partire con delle buone pratiche o da FIORETTI CONCRETI, sappiamo da chi partire.
    Perche’ nessun politico, tantomeno di sinistra, ne parla?!

    Fonte per i dati sull’8×1000: “La questua” Curzio Maltese
    Link utile: La Repubblica

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    Posted by Jacopo @ 17:27

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  • 13 Responses

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    • E Says:

      Ciao,
      ritengo giustificate la tua descrione sul 5 x 1000 ma ambigua sull’8 x 1000 in quanto se tu avessi fatto ancora il Fundraising and communication manager at Associazione “Comunità Papa Giovanni XXIII ONLUS” (come scritto sul tuo curriculum) avresti scritto altrettanto ?
      Difficle sarà arginare il 5 x 1000 verso i terremotati in quanto le ONP che lavorano pro terremoto, ad esempio tutti i blog della croce rossa, stanno giustamente evidenziando l’operato fatto per il terremoto. Nel fine settimana ero in un grande magazzino e c’era la fila al banchetto della croce rossa per chiedere e ritirare la brouchure x la donazione del 5×1000 (mai vista una situazione del genere) e ritengo che non ci sia nulla di male se quest’anno la maggior parte della popolazione italiana, decide di donare il 5 x mille ai terremotati dell’Abruzzo e la > parte del 5xmille 2009 andrà in Abruzzo con o senza la decisione del Governo
      Ciao E

    • Jacopo Says:

      Grazie E. per il tuo contributo.
      Sono consapevole che le preferenze per il 5×1000 di quest’anno si sposteranno di molto verso chi si sta impegnando in Abruzzo. Questo lo trovo giusto, soprattutto per quanto mi sento vicino alla tragedia, ma la proposta del Governo, che mi auguro che non passi, oltre a ritenerla fuori luogo (per lo scarso interesse dimostrato verso la ricerca e i progetti delle altre onp), va a discapito anche delle stesse associazioni che lavorano oggi in Abruzzo in quanto, come immagino, il contributo andrebbe alla protezione civile (ricordo i milioni di euro spariti in occasione dello Tsunami…). Il secondo motivo, ed e’ il motivo per il quale ho deciso di scrivere questo post, e’ che la proposta calata dall’alto non tiene minimamente in considerazione di un soggetto, la chiesa, al quale sembra non si possa chiedere nulla mentre si bussa sempre alla porta di chi fa sempre piu’ fatica a portare avanti il proprio lavoro (vedi le piccole onp che potrebbero chiudere non vedendosi arrivare quelle poche migliaia di euro del 5×1000).

      Infine, vuoi parlare del mio rapporto con la Papa Giovanni XXIII, per la quale ho lavorato. Devi sapere che in tutto il mio percorso professionale sono sempre stato molto attento alla coerenza. Credo sia il Primo elemento, su cui basare e da cui far partire tutto il resto. In particolare, per una persona giovane come me, credo sia un elemento da tenere fortemente in considerazione fin dalle prime esperienze.
      Per risponderti, in tutta franchezza, la mia risposta e’ si’! Al tempo di quando lavoravo per la Papa Giovanni XXIII non avrei scritto nel MIO Blog un post simile, ma chi ha lavorato con me sa bene che le mie idee a riguardo non sono cambiate e forse, proprio approfondendo l’argomento, ne sono diventato piu’ consapevole.

    • Emma Ciceri Says:

      Ciao Jacopo,
      Non posso che essere completamente d’accordo con quanto scrivi. Il problema non è tanto quello di porsi il dilemma di come/quanto le associazioni destinino i contributi che arrivano col 5 per mille, (è certo un ottimo gesto pensare anche all’Abruzzo e così faranno in molti), bensì quello di recuperare fondi da quel bacino così grande e così intoccabile (a quanto pare, sebbene esistano leggi in merito) che è rappresentato dall’8 per mille, senza andare a ledere la sopravvivenza delle associazioni mediopiccole, ma anzi… aggiungendo fondi, proprio per via dell’emergenza.

    • gigi Says:

      ….Per risponderti, in tutta franchezza, la mia risposta e’ si’! Al tempo di quando lavoravo per la Papa Giovanni XXIII non avrei scritto nel MIO Blog un post simile, ma chi ha lavorato con me sa bene che le mie idee a riguardo non sono cambiate e forse, proprio approfondendo l’argomento, ne sono diventato più consapevole…..
      ——-
      Condivido tutto quanto hai scritto sul 8×1000 ma questa frase la dice lunga sulla professione di fundraiser; tutti sostengono di sposare la causa, e va bene !
      Ma imbavagliarsi è veramente troppo, anche se è comprensibile se serve per mantenere il poso di lavoro.
      Grazie ciao

    • Jacopo Says:

      Caro Gigi,
      scusami, ma credo che tu non conosca l’associazione Comunita’ Papa Giovanni XXIII onlus…
      Nonostante sia una associazione evidentemente di stampo cattolico, nonche’ ente ecclesiastico riconosciuto, nonostante abbia la possibilita’ di comunicare con un linguaggio chiaramente piu’ efficace su alcune persone (sulla maggior parte delle persone in Italia), nonostante tutto questo, il modo di lavorare della struttura, nel mondo, e’ estremamente concreto e pragmatico. Questo era l’elemento motivante per me.
      Come possibile parlare per conto di un’associazione in cui non credi?! Ti garantisco che non e’ possibile.
      La mission dell’associazione e’ “un percorso di vita nella fede… etc etc” non ha niente a che vedere con quello per cui ho fatto raccolta fondi. Gli obiettivi, invece, erano veramente concreti. Credo che questo sia un gesto di estrema coerenza.

    • francesca Says:
    • E Says:

      Jacopo, concordo pienamente con te x il discorso del 8×1000 ma condivido anche quanto scritto da Gigi il quale sbaglia nel considerarti con scarsa coerenza. Il tuo lavoro era sicuramente coerente ma, da come scrivi, si capisce che un fundraiser, magari con contratto a termine come il mio, non può certo criticare apertamente un sistema dove l’associazione di stampo fortemente cattolico che lo stipendia ne fa parte. Il tuo hai sicuramente un comportamento corretto ma l’influenza che l’associazione esercita su di tè rientra i quell’esercizio di potere che si chiama: meccanismo delle reazioni previste cioè un soggetto non tiene un certo comportamento per paura che chi detiene il potere gli dia una sanzione. Per sanzione si intende positiva o negativa, quindi tu ti comporti negando la critica x non ricevere una sanzione negativa e di rimbalzo per ottenerne una positiva cioè il rinnovo del contratto.
      Su queste basi Gigi ha ragione, perché il sistema ti spinge ad avere un comportamento utilitaristico che non potrebbe essere considerato eticamente corretto in quanto il tuo comportamento è dotato di volontarietà e quindi non involontario xchè frutto della manipolazione.
      Ciao Enry

    • Jacopo Says:

      “Frutto della manipolazione”!!??!
      ma dai, come potete essere cosi’ certi di come lavoravo io in Papa Giovanni XXIII, o di cosa discutevo con il mio responsabile?!
      Mettete in conto che la vostra presunzione possa anche essere non corretta!!

      Ribadisco quello che ho gia’ scritto. La coerenza credo debba portare ad abbandonare un lavoro che non e’ vicino alla nostra sensibilità nel momento stesso in cui ci si accorge dell’incoerenza con i nostri valori personali (ambito, questo, totalmente soggettivo). Permettetemi, forse lo dico perche’ non ho ancora famiglia e figli ma.. chi se ne frega rimanere senza stipendio se l’alternativa e’ stare in un sistema a-morale, corrotto, o peggio, illecito. Nel mio percorso professionale ho sempre tenuto in considerazione questo e non credo cambierò il mio punto di vista sul concetto di coerenza.

      Ultima cosa.. E., se credi di non poterti esprimere liberamente con il tuo responsabile (non parlo ovv. di te in particolare) per paura di non vederti rinnovare il contratto, chiediti piuttosto se il problema e’ il tuo modo di lavorare, piuttosto che di quello che puoi avergli detto. Se, invece, il tuo responsabile e’ talmente ottuso, permettimi di dirlo, da non rinnovare una persona senza tenere in considerazione le sue competenze professionali… beh, fortunato te che sei stato aiutato ad allontanarti da una struttura che, forse, ha qualche problema di policy interna!

    • Luigi Says:

      Ciao,
      non credo che i precedenti post si riferissero alla Papa Giovanni XXIII ma alle molte situazioni di esercizio di potere, che in questo caso potremmo definire aperto e intenzionale, che si verificano nelle ONP.
      Quando scrivi che saresti disposto a rimanere privo di stipendio x un sistema corrotto, a morale ecc; hai perfettamente ragione; tuttavia il post di Enry, non si riferisce alla corruzione ! Egli parla di esercizio di potere tra ONP e dipendente, condizione che si verifica anche nel profit, ma la corruzione non è un esercizio di potere.
      Enry ha scritto un post di estrema finezza toccando concetti di filosofici molto interessanti e per questo merita di essere preso in considerazione con molta attenzione.
      Caro Jacopo, beati coloro che possono permettersi “l’immunità” dalla forma di potere espressa da Enry, ma devi sapere, che non tutti i fundraiser possono permettersi di non percepire stipendio soprattutto se non hanno alle spalle persone che li aiutano economicamente.
      Grazie tutti.
      Luigi

    • Jacopo Says:

      Caro Luigi, parto dall’ultima cosa di cui parli. Siamo d’accordo, dipende dalla situazione economica soggettiva. E’ evidente che se una persona viene mantenuta da altri, puo’ anche fare il volontario a vita (il volontario, di fatto, può essere tale solamente se i soldi per vivere gli arrivano da un’altra parte, non puo’ essere diversamente).
      Se pero’ una persona che, come dici tu, non ha questa copertura si trova in una situazione di corruzione, forma di potere, di coercizione, chiamala come ti pare (e ci si trova, come dice Enry, in maniera volontaria), io credo che abbia il dovere morale di lasciare quel posto di lavoro. Nessuno lo obbliga a lavorare li’, deve cercare lavoro altrove per non essere parte di quel sistema malato.
      Almeno noi, che lavoriamo nel nonprofit, non possiamo non farne una questione morale. Se la persona non riuscirà a trovare lo stesso lavoro altrove, dovra’ cercare una soluzione alternativa, magari temporanea. Credo, lo ribadisco, che la coerenza debba essere la PRIMA cosa. Mi sembra, pero’, che e’ proprio su questo assunto che non ci troviamo, o mi sbaglio?!

    • Jacopo Brian Gazzola Blog » Blog Archive » Un passo avanti / due passi indietro Says:

      [...] artistico e per le case della popolazione terremotata?! (dimenticavo, l’ho già detto nel post precedente: il 5×1000 di [...]

    • 5×1000: alcune riflessioni… « Sperimentare il Fundraising Says:

      [...] mi pronuncio nuovamente sulle recenti polemiche sull’argomento (ne ha parlato Jacopo), ma certamente è un meccanismo fiscale da modificare: almeno in due [...]

    • lalmDymnank-online Says:

      necessita di verificare:)

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