• Notizie 16.05.2009


    Immagine di Emma Ciceri

    Mai vista una mobilitazione simile dei fr-blogger.
    Butto li’ un’idea, sarà mica perché vogliamo davvero provare a cambiare questo Festival che, in questa seconda edizione, non ci ha soddisfatto abbastanza?!
    Beh, comunque fa un bell’effetto. Fa piacere vedere che esiste una comunità di fundraiser anche in Italia, anche se l’apertura del Festival sembrava più quella di una setta… con Paolo Ferrara che finalmente si e’ reso conto di non essere più un ragazzino e di essere, come ha detto Melandri, una delle colonne del fundraising in Italia (oltre che uno dei quattro grandi sacerdoti della setta).
    Sono già intervenuto in qualche altra discussione, ma vorrei comunque raccogliere un po’ di idee sparse.

    Vorrei partire dall’ultimo post uscito, di Luciano Zanin, che propone uno sviluppo dello sponsoring per il Festival e che, personalmente ho trovato molto interessante. Per i dettagli rimando al commento che ho fatto in quella discussione, ma qui vorrei riportare il fatto che per le organizzazioni nonprofit, sponsorizzare il Festival, potrebbe essere l’occasione per poter partecipare a sessioni, chiuse, con un certo relatore che tratta di una certa tematica oppure essere presenti ad una certa tavola rotonda, chiusa per i non-sponsor. Insomma, sponsoring per la possibilità di avere accesso a contenuto di alto profilo o confronti su particolari tematiche particolarmente cari all’organizzazione. Anche il singolo potrebbe voler pagare per partecipare…. lancio un appello, perché non parlare di laboratori, veri, utili. Sia il singolo che l’organizzazione (cmq singolo come referente dell’organizzazione) possono essere interessati a pagare per uno specifico contenuto. Personalmente pagherei per un laboratorio sul fundraising per la cultura, come responsabile fr di COSPE, pagherei per un laboratorio con il Kothler di turno, magari con altre poche persone, per rendere la cosa anche relativamente personale.

    L’idea di Daniele Fusi di fare la pagella al Festival, mi e’ piaciuta un sacco. Vorrei provare a dare un paio di voti, ma più che altro per integrare quelli già presentati.
    NUOVE IDEE – voto 9 – Favolosa l’idea “La mia sfida di oggi e’”. In ufficio, ogni giorno, attacco un post-it. Mi serviranno blocchetti di scorta. Bella anche l’idea delle buchette personali. Da sviluppare.
    PARK HOTEL – voto 0 – Pensate che sono riuscito ad insaponarmi i piedi durante la doccia solo uscendo dal bagno e sedendo sul letto, che dividevo con un’altra persona…
    MR. PIDGEON E MR. MALLABONE – voto 8 – Grandi relatori e grande energia, lo sappiamo, ma vorrei ricordare Mr Pidgeon che arriva al Festival con una giacca bianco latte, molto “disco inferno”, che assieme alle danze allucinanti di Santini sono l’aspetto più eccentrico del Festival. (complimenti al Santini ;)

    Infine vorrei ribadire quanto già scritto in un post di Emma Ciceri, e’ un peccato che i momenti di confronto fra chi fa il nostro mestiere siano limitati al solo Festival. Come Valerio Melandri sa bene ci sono stati altri tentativi, ma forse per la natura che hanno assunto non sono durati molto. Ci hanno provato anche i fundraising della Milano da bere. Purtroppo non sono mai riuscito a partecipare… se quello e’ un modello che funziona, pensiamo a come svilupparlo! Deve esserci sempre di mezzo l’alcol e un paio di Dj, perché funzioni?! ;)

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    Posted by Jacopo @ 21:34

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  • 15 Responses

    WP_Modern_Notepad
    • Sponsor, aziende. Parliamone! « Postel e il mondo Non Profit Says:

      [...] almeno 3 diversi blog, ha scatenato svariati commenti (ne hanno parlato Daniele, Luciano Zanin, Jacopo): è dunque un tema “caldo” e, come tale, va affrontato, scandagliato e discusso. Quale [...]

    • Elisa Says:

      Ciao Brian,
      molto simpatico il tuo articolo, particolarmente nella pagellina :-)
      Tuttavia non ritengo che il Festival sia stato così travolgente. Tolta la novità della prima edizione, questa puntata è sembrata il raduno dei “soliti buoni fundraiser”.
      Giustamente si è cercato di ravvivare il tutto con qualche mal fatto fuoco pirotecnico stile USA nostrano. Il punto affluenza tende ad evidenziare il concetto di “setta” in quanto, tolti i molti partecipanti del Master in Fundraising di Forlì ed i massimi esperti nazionali del settore con i loro “seguaci” poco altro si è visto. Gradirei porre l’accento sui partecipanti, se manca il “nuovo” che arriva da altri Master anche esteri che permette confronti informali fra partecipanti, molto spesso più preziosi e piacevoli delle ore di profezie, si rischia che il Festival diventi la rimpatriata annuale di un gruppo di buoni amiconi. Voglio precisare che il mio non è un giudizio personale, ma è ciò che è emerso dai molti commenti nei quali ho avuto modo di partecipare attivamente e passivamente, quindi riporto un “sentire” abbastanza comune nei partecipanti.
      Ciao Elisa

    • Jacopo Says:

      Cara Elisa, che piacere rivederti al Festival!
      Se non era chiaro dal titolo “Impegnarsi per un FFrestival diverso”, stavo pensando proprio a quello che dici tu. Credo sia risultato evidente che essere al Festival serva più che altro per il networking e molto meno per le sessioni che, a larga maggioranza, non hanno soddisfatto. Credo che sia quello il punto da cui partire.

    • Elisa Says:

      Ciao,
      ritiro i complimenti sul post dei voti in quanto rappresenta una brutta copia di quello realizzato sul blog di Daniele Fusi.
      Brian voto ZERO in creatività … sei uno scopiazzone !
      Elisa

    • francesco Says:

      Che belli tutti questi consigli! Utili per migliorare il Festival! Sarebbe bello sicuramente avere una partecipazione ancora più allargata, più organizzazioni nonprofit italiane, più fundraiser (ma quanti sono i fundraiser italiani? sono così tanti?), più sessioni sia di livello base che a livello avanzato. Che dire? Si farà tesoro di tutti questi consigli che ci state dando! a presto Francesco

    • emma Says:

      Propongo una “Roma da mangiare” alternativa alla Milano da bere :)
      No, scherzi a parte… La tua prima frase, Jacopo, “Mai vista una mobilitazione simile dei fr-blogger”, secondo me contiene “in nuce” tutto quanto! E’ come sentire un movimento sotterraneo, un desiderio di confronto e scambio tra i fundraiser. E’ vero, si sente aria di “community”! e tutto questo anche grazie al terreno fertile del Festival.

    • Jacopo B. Gazzola Says:

      :D questa e’ interessante, la “Roma da mangiare”… ora che sono a Firenze non posso che appoggiare l’iniziativa! Dammi due gg che sistemo gli scatoloni e organizziamo la cosa :)

      A proposito, x Elisa, e’ bello leggere di nuovo lo stile di Dante nei commenti, ci mancava ;)

    • valerio Says:

      bello, interessante, anche se il termine sacerdote della setta, riferiti a quattro persone eccezionali che hanno dato tantissimo al fundraising e quindi al nonprofit italiano, è decisamente riduttivo.
      Il prossimo anno il Festival sarà tutto diverso, grazie anche e soprattutto a tutti i commenti scritti e parlati. Questa mattina ci siamo messi insieme a Adele e mauro a rileggere tutti i blog e tutti i post e segnarsi le cose dette, confrontarle, e ripartire proprio da questo.grazie e a presto!

    • Elisa Says:

      Gentile Prof. Melandri,
      con il termine setta non intendeo assolutamente offendere:
      Setta (dal latino secta, da sequi, seguire, seguire una direzione, e da secare, tagliare, disconnettere) indica un gruppo di persone che segue una dottrina religiosa, filosofica o politica ecc che, per particolari aspetti dottrinali o pratici, si discosta da una dottrina preesistente già diffusa e affermata.
      E voi sicuramente rappresentate una voce ed un mpodo di agire sicuramente fuori dal coro !
      Tuttavia la parola setta è stata ripresa dal post di Brian ed è sopratutto lui che spetterebbe spiegare quale significato intendeva dargli.
      Ciao Elisa

    • Elisa Says:
    • Paolo Says:

      Grazie Brian per avermi dato del “vecchio”! ;-)
      Alla simpatica Elisa (o Dante mascherato!!!): ci sono dei fundraiser così bravi in Italia da avere un vasto stuolo di “seguaci”? Allora vuol dire che il fundraising in Italia e molto più avanti di quanto pensassi!!!!!
      Per il resto: mi fa molto piacere il dibattito che si è scatenato perché significa ancora una volta che melandri ci ha preso. Peggio sarebbe stata l’indifferenza, mentre il tono e il livello delle critiche e degli applausi dimostra che c’è voglia di partecipare e di far crescere il movimento dei fundraiser.
      Non concordo ovviamente con tutto quello che si è detto e scritto, ma ho poco tempo purtroppo per scendere nei dettagli: l’importante è parlarne, non chiudersi e ricordarci che il nostro ruolo di fundraiser è sempre quello di ascoltare il cliente/donatore.
      Un caro saluto a tutti e grazie a Brian per il suo post.

    • Dante Says:

      :-) Paolo ! :-)
      Ciao, è vero… ! Elisa è una mia amica !
      Ed alcuni suoi interventi hanno preso spunto da un simpatico dibattito post festival.
      Erano mesi che non frequentavo questo blog !
      Jacopo hai finito di installare strani software ? Dai che un giorno se ci incontriamo ti offro un paio di birre ! Non dirmi che sei astemio :-) In questo caso ti offro delle aranciate :-)
      E lo stile di Elisa è sicuramente stato influito dal sottoscritto; lei ha un carattere completamente diverso dal mio, anche se abbiamo molto in comune.
      Purtroppo sono molto impegnato lavorativamente e non posso seguire con attenzione il discorso Festival, discorso, che potrei seguire solo come lettore in quanto non avendo mai partecipato non potrei, e sarebbe assurdo, esprimere giudizi in merito.
      Considerando che non sono un fundraiser e dopo accurata meditazione ho deciso di non diventarlo e per questo, pur leggendo i vari blog, difficilmente interverrò in discorsi diversi rispetto a quelli che riguardano “l’informatica applicata al non profit”
      Sono molto incuriosito dai corsi di Francesco rispetto a corsi specifici sulle tecniche di fundraising.
      Il progetto a cui sto lavorando è molto interessante e mi permetto di postare il link in quanto è un nonprofit: http://ucampus.unipv.it/
      L’esperienza, con le dovute correzioni è applicabile in ambito ONP con low budget. Di questa esperienza lavorativa potrete leggere, se ne siete interessati, alcuni articoli su http://www.fundraising.it/; sempre dopo l’attenta supervisione di Francesco.
      Ciao Dante

    • Jacopo Says:

      “Starsky e Hutch” oppure “dottor Jekyll e mr. Hyde”?! :DD

    • Emanuele Says:

      Conoscete qualche agente/agenzia nel veneto che si occupa della ricerca di sponsor per associazioni?

    • Dante Says:

      Jacopo :-)))

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