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	<title>Jacopo Brian Gazzola Blog &#187; Fund Raising</title>
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	<description>Blog sul Fund Raising e su tutto il mondo nonprofit. Contenuti, discussioni, media.</description>
	<lastBuildDate>Sat, 16 May 2009 19:40:40 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Come far partire un&#8217;associazione?</title>
		<link>http://www.jbgazzola.it/blog/2009/03/come-far-partire-unassociazione/</link>
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		<pubDate>Mon, 30 Mar 2009 19:31:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fund Raising]]></category>
		<category><![CDATA[nonprofit]]></category>

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		<description><![CDATA[Fonte: Flickr.com Spero di fare cosa gradita ai lettori del blog rispondendo qui ad una email in cui mi vengono chieste alcune informazioni. Vi inviterei, se lo desiderate, ad intervenire per poter dare qualche consiglio e orientamento in piu&#8217;. L&#8217;email di Francesco e&#8217; questa: &#8220;Gentile amico, quest&#8217; oggi ho avuto modo di consultare il sito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.jbgazzola.it/blog/2009/03/come-far-partire-unassociazione/immagine-1/" rel="attachment wp-att-193"><img src="http://www.jbgazzola.it/blog/wp-content/uploads/2009/03/immagine-1-300x200.png" alt="immagine-1" title="immagine-1" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-193" /></a><br />
Fonte: <a href="http://www.flickr.com/photos/nina_giacomin/3383600727/">Flickr.com</a><br />
Spero di fare cosa gradita ai lettori del blog rispondendo qui ad una email in cui mi vengono chieste alcune informazioni. Vi inviterei, se lo desiderate, ad intervenire per poter dare qualche consiglio e orientamento in piu&#8217;.</p>
<p>L&#8217;email di Francesco e&#8217; questa:</p>
<blockquote><p><em>&#8220;Gentile amico,<br />
quest&#8217; oggi ho avuto modo di consultare il sito internet del lavoro &#8220;no profit&#8221; ed il suo blog, ma purtroppo non ho trovato risposta ai miei crescenti dubbi sulla costituzione di un associazione onlus.<span id="more-161"></span><br />
La mia idea era quella di rivalermi di una precisa indagine territoriale in alcuni comuni del leccese; attraverso la stessa poi, promuovere alcuni micro progetti che si occupassero principalmente dell&#8217; inclusione sociale ed anche della stessa formazione. L&#8217; individuazione delle risorse  economiche, culturali, materiali  risulta per˜, alquanto ardua; sia perche&#8217; non esiste sinergia tra il network formato dalle istituzioni organizzazioni a cui qualcuno dovrebbe far riferimento per chiedere i fondi alla regione o alla ue ed anche perche&#8217; risulta  frammentato e poco connesso alle attuali problematiche: famiglie  con problemi intrafamiliari prive del sostegno adeguato, dispersione scolastica, mancanza di integrazione per gli immigrati ecc.( in percentuale direi estremamente aumentate)<br />
Le idee ci sono, la mia esigenza pero&#8217;  questa:  come faccio a muovermi per cercare fundraiser o quanto meno qualche figura preposta a veicolarti i progetti una volta creata l&#8217; associazione? come mi muovo?<br />
la ringrazio della disponibilita&#8217; attendo un suo consiglio.&#8221;</em></p></blockquote>
<p>Risposta:</p>
<p>Caro Francesco,<br />
credo sia normale porsi il problema di come sostenere attivita&#8217; di utilita&#8217; sociale in una realta&#8217;, quella italiana, dove sia i soggetti pubblici sia i soggetti privati fanno spesso fatica a comprendere il valore di un investimento sociale, morale, ma anche e soprattutto economico.<br />
Aggiungi a questa criticita&#8217; anche il momento storico in cui siamo, di piena crisi economica, in cui<strong> non e&#8217; sempre la crisi che ferma le persone, ma soprattutto la paura di non poterne fronteggiare una</strong>.<br />
Infine, la saturazione del mercato per questo genere di progetti. Purtroppo ora si parla anche di questo, sembra un paradosso, con accezione negativa, del crescente numero di progetti con finalita&#8217; sociale.</p>
<p>Detto questo, operativamente parlando, una volta identificata la natura giuridica della struttura che gestira&#8217; questi progetti credo sia prioritario (come da te evidenziato) pensare a come reperire i fondi necessari per svolgere le attivita&#8217;.<br />
Il supporto di un fundraiser professionista (o comunque di un consulente esterno) puo&#8217; essere una soluzione, parziale, al problema.<br />
<strong>La capacita&#8217; di &#8220;saper parlare&#8221; alle persone</strong> che possono voler sostenere il tuo progetto, e&#8217; fondamentale per poter comunicare le tue attivita&#8217;.<br />
<strong>La conoscenza delle dinamiche sociali del tuo territorio</strong>, invece, ritengo sia prioritaria. Per esser chiaro, e&#8217; necessario che la persona che &#8220;parla&#8221; per conto dell&#8217;associazione conosca le modalita&#8217; e gli interlocutori presenti nel tuo territorio. Queste sono differenti per Lecce, per Torino o Firenze.<br />
Unendo questi due elementi, la professionalita&#8217; e la territorialita&#8217;, ci sono gia&#8217; le basi per pensare di poter lavorare proficuamente.<br />
Rispetto al finanziatore pubblico, credo siano necessarie anche altre conoscenze, in senso lato.. Non voglio essere generalista o superficiale, ma nella mia esperienza a riguardo mi sono spesso scontrato con alcune dinamiche che, se vogliamo anche guardarle razionalmente, seguono le stesse motivazioni della raccolta fondi. Quello che <a href="http://www.valeriomelandri.it/">Valerio Melandri</a> chiamerebbe<strong> &#8220;cerchio dei costituenti&#8221; ne e&#8217; alla base</strong>. <em>&#8220;Se posso aiutare o sostenere, parto dalle persone a me piu&#8217; vicine che mi chiedono di farlo&#8221;</em>. Questo non riguarda solo il settore pubblico, ma e&#8217; in questo ambito che ho trovato piu&#8217; difficolta&#8217; di questo tipo.</p>
<p>Ti consiglio, quindi, di tenere presenti questi tre criteri per la scelta di una persona con competenze professionali nella raccolta fondi. <strong>Parti dalle tue esigenze, non da quello che ti viene proposto</strong> e tieni conto delle <strong>risorse umane ed economiche di cui disponi</strong> per non fare il passo piu&#8217; lungo della gamba o per riuscire a <strong>risparmiare nella contrattazione</strong>.<br />
Spero di averti dato una mano per capire come muoverti. Scrivimi se pensi ti possa aiutare ulteriormente.<br />
Un caro saluto</p>
<p>Jacopo</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>I motivi di una scelta. Come e perché vestire una nuova maglia.</title>
		<link>http://www.jbgazzola.it/blog/2009/03/come-e-perche-vestire-una-nuova-maglia/</link>
		<comments>http://www.jbgazzola.it/blog/2009/03/come-e-perche-vestire-una-nuova-maglia/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2009 06:24:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fund Raising]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo tanto tempo, torno a scrivere. Di cose, in questo periodo, ne sono accadute molte. Una in particolare mi ha visto prendere la decisione forse più difficile del mio percorso professionale. Nella scelta mi sono appoggiato a tante persone e, anche grazie a loro, posso dire di essere sostanzialmente contento di quello che ho scelto. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cospe.org"><img class="alignleft" title="Cospe logo" src="http://scuolaer.regione.emilia-romagna.it/SERO/site/allegato.asp?ID=489005" alt="" width="227" height="227" /></a></p>
<p>Dopo tanto tempo, torno a scrivere.<br />
Di cose, in questo periodo, ne sono accadute molte. Una in particolare mi ha visto prendere la decisione forse più difficile del mio percorso professionale. Nella scelta mi sono appoggiato a tante persone e, anche grazie a loro, posso dire di essere sostanzialmente contento di quello che ho scelto. Fatto e&#8217; che le cose vanno avanti quasi da sole e, chi ne e&#8217; capace, prova a fare le scelte giuste. Agli altri quelle meno sbagliate.</p>
<p>Certo, la coincidenza e&#8217; folle, quasi da manuale. 365 giorni, non uno  di piu&#8217;, non uno di meno.<span id="more-144"></span></p>
<p>Questo post non vuole essere un post &#8220;del come&#8221; e non vorrei fosse neanche &#8220;del perché&#8221;. Più probabile, per chi non mi conosce bene, un post &#8220;del cavolo&#8221;. Per me, un post per rispondere alle persone vere, sincere che mi hanno dato una mano a prendere questa decisione. Senza di loro, altro che fundraising&#8230; se non le sai ascoltare, <strong>meglio coltivare more e lamponi in collina (se ne sei capace)</strong>.</p>
<p>Oggi siamo qua, mi sentirete&#8230; eccome se mi sentirete. Comincio da domattina a farmi sentire&#8230; Soprattutto con loro.. se mi sentiranno, per rompere le scatole su consigli o per qualche indicazione :)<br />
Concedetemi un&#8217;unica retorica, <strong>coerenza e trasparenza</strong> sopra ogni cosa. Per cui, questo post lo definirei &#8220;del fare&#8221;, non &#8220;dello stare&#8221;. Chi si siede e&#8217; perduto e chi non sa rimettersi in gioco, beato lui che non se ne renderà mai conto.<br />
Un &#8220;in bocca al lupo&#8221; a chi si sa buttare in mezzo.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>10 milioni di Euro&#8230; mai vista un&#8217;azione simile!</title>
		<link>http://www.jbgazzola.it/blog/2008/10/10-milioni-di-euro-mai-vista-unazione-simile/</link>
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		<pubDate>Fri, 31 Oct 2008 13:28:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fund Raising]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[cause related marketing]]></category>
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		<category><![CDATA[fundraising]]></category>
		<category><![CDATA[nonprofit]]></category>

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		<description><![CDATA[Che dire&#8230; COMPLIMENTI! Save the Children si ri-conferma una macchina da guerra in termini di raccolta fondi. Cosa e&#8217; successo: non conoscendo dall&#8217;interno come sono andate le cose, invito ad intervenire per approfondire questa iniziativa che ha dell&#8217;incredibile e che farebbe veramente bene a tutti conoscere.   Dal sito StC: Bulgari ha deciso di dare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.savethechildren.it/2003/comunicati.asp?id=551"><img src="http://www.savethechildren.it/2003/upload_img/cs/anello_STC.gif" alt="" align="left" /></a></p>
<p>Che dire&#8230; COMPLIMENTI!</p>
<p><a href="http://www.savethechildren.it/2003/comunicati.asp?id=551"><strong>Save the Children</strong></a> si ri-conferma una macchina da guerra in termini di raccolta fondi.<br />
Cosa e&#8217; successo: non conoscendo dall&#8217;interno come sono andate le cose, invito ad intervenire per approfondire questa iniziativa che ha dell&#8217;incredibile e che farebbe veramente bene a tutti conoscere.<br />
 </p>
<p>Dal sito StC:</p>
<blockquote><p>Bulgari ha deciso di dare il proprio contributo a Save the Children con l’obiettivo di raccogliere 10 milioni di Euro entro la fine del 2009, di cui 1 milione di Euro verrà donato anticipatamente da Bulgari all’organizzazione, mentre la cifra rimanente verrà raccolta nel corso del prossimo anno.</p></blockquote>
<p>I 9 milioni entro fine 2009 verranno raccolti attraverso eventi organizzati da Bulgari e soprattutto con la vendita di preziosissimi oggetti di altissimo valore compreso il magnifico anello in argento che vedete in foto (290 € di cui 50€ all&#8217;associazione).<br />
Sara&#8217; una grandissima raccolta fondi che portera&#8217; nelle casse di StC ben 10 milioni in due anni.<br />
Ecco le <strong>motivazioni</strong> comunicate da Francesco Trapani, Amministratore Delegato del <strong><a href="http://www.bulgari.com/">Gruppo Bulgari</a></strong>:<span id="more-123"></span></p>
<blockquote><p><em>“Essere parte della storia e al tempo stesso poter contribuire a cambiarla dando a chi è più svantaggiato la possibilità di un nuovo futuro è per Bulgari il modo migliore di festeggiare i suoi 125 anni. Sono quindi molto felice che l’azienda collabori attivamente al successo della campagna &#8220;Riscriviamo il Futuro&#8221;, un progetto coerente con l&#8217;impegno che Bulgari ha deciso di profondere in iniziative a favore dell&#8217;educazione giovanile in tutto il mondo, e sono convinto che grazie all&#8217;aiuto dei nostri clienti e dei sostenitori di Save the Children riusciremo a raggiungere e, spero, anche a superare l&#8217;ambizioso obiettivo che ci siamo prefissati.”</em></p></blockquote>
<p>Che altro dire&#8230; sono senza parole.<br />
Complimenti davvero allo staff di StC per questa operazione. Buona lavoro!</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>UnaBuonaCausa.it e il fundraising A COSTO ZERO</title>
		<link>http://www.jbgazzola.it/blog/2008/10/unabuonacausait-e-il-fundraising-a-costo-zero/</link>
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		<pubDate>Mon, 06 Oct 2008 06:52:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fund Raising]]></category>
		<category><![CDATA[acquisti online]]></category>
		<category><![CDATA[buona causa]]></category>
		<category><![CDATA[shopping online]]></category>
		<category><![CDATA[unabuonacausa.it]]></category>

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		<description><![CDATA[SE vuoi essere paladino della Buona Causa a cui ti senti più vicino, SE vuoi aiutare l&#8217;associazione che la persegue assieme ai tuoi amici senza doverti preoccupare di fare i conti per arrivare a fine mese, SE vuoi aiutare il nonprofit nella tua quotidianità senza essere troppo preoccupato di &#8220;quanto bisogna donare&#8221; per aiutare davvero, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href=" http://www.unabuonacausa.it/" target="_top"> <img src="http://www.unabuonacausa.it/images/stories/Bannere/user/it_logo_payoff.gif" width="320" height="79" alt=" UnaBuonaCausa.it - Shopping per un mondo migliore " border="0"></a></p>
<p>SE vuoi essere paladino della Buona Causa a cui ti senti più vicino,<br />
SE vuoi aiutare l&#8217;associazione che la persegue assieme ai tuoi amici senza doverti preoccupare di fare i conti per arrivare a fine mese,<br />
SE vuoi aiutare il nonprofit nella tua quotidianità senza essere troppo preoccupato di &#8220;quanto bisogna donare&#8221; per aiutare davvero, <u>ma soprattutto</u><br />
<u>SE fai acquisti online</u> (dalla ricarica del cellulare, ad acquisti su eBay, dal noleggio di un&#8217;automobile al credito di Skype), ALLORA<br />
per te esiste un semplice programmino da installare sul tuo pc (funziona x ora solo con Windows) chiamato <a href="http://www.unabuonacausa.it/aidmakerdownload?countryid=it&#038;organisationid=1674&#038;campaignid=322&#038;os=win"><strong>AidMaker</strong></a>, che ti permette, ogni volta che fai un acquisto online, di donare una parte della cifra spesa all&#8217;associazione che difende la tua causa a cui ti senti più vicino. Questo passaggio e&#8217; a totale <strong>COSTO ZERO PER TE</strong>. Saranno infatti i negozi online a versare una parte della somma pagata (in media l&#8217;8%) a UnaBuonaCausa.it. Questa commissione verra&#8217; donata (per il 75%) all&#8217;associazione nonprofit.</p>
<p>E&#8217; stato calcolato che<span id="more-111"></span>, in media, ogni persona che installa il programma <a href="http://www.unabuonacausa.it/aidmakerdownload?countryid=it&#038;organisationid=1674&#038;campaignid=322&#038;os=win">AidMaker</a> dona annualmente all&#8217;associazione 20 €. Mica male se pensate che e&#8217; tutto automatico e che voi non vi accorgerete di nulla (nemmeno nel prezzo).<br />
Quindi, venendo ad un esempio pratico&#8230; se comprate un iPod touch da € 219,00 sul sito Apple.com, il vostro programma <a href="http://www.unabuonacausa.it/aidmakerdownload?countryid=it&#038;organisationid=1674&#038;campaignid=322&#038;os=win">AidMaker</a> riconoscerà il negozio fra i 5000 convenzionati e comunicherà ad Apple di fare una donazione di € 5 (l&#8217;equivalente di 2,25%) a <a href="http://www.unabuonacausa.it">UnaBuonaCausa.it</a> che si trattiene € 0,70 (l&#8217;equivalente del 15% della commissione) e il resto lo gira direttamente all&#8217;associazione.</p>
<p>Non so voi, ma io faccio spesso acquisti su eBay, Skype o altri negozi online ed ho gia&#8217; installato il programma sui computer Windows che mi sono trovato intorno. Non mi rallenta il computer e non ho trovato nessun problema con il browser&#8230; inoltre non mi costa nulla e AidMaker non contiene virus o spyware.<br />
Se hai domande o vuoi approfondire <a href="http://www.azzurro.it/site/UNABUONACAUSA.HTML">clicca qui</a>, c&#8217;e&#8217; anche il link alle FAQ ufficiali.<br />
Buon shopping!</p>
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		<title>Parliamo di face to face</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Sep 2008 09:39:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fund Raising]]></category>
		<category><![CDATA[face to face]]></category>
		<category><![CDATA[fundraising]]></category>
		<category><![CDATA[servizio civile]]></category>
		<category><![CDATA[volontariato]]></category>

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		<description><![CDATA[Foto Flickr.com Buongiorno/Buonasera a tutti. Scusatemi se non mi sono più fatto vivo, il lavoro principale mi ha assorbito totalmente e solo ora (un po&#8217; per parola data, un po&#8217; per interesse specifico sul tema) ho trovato modo di postare su un argomento di cui si parla tanto. Se ne e&#8217; parlato in questi giorni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.jbgazzola.it/blog/wp-content/uploads/2008/09/158285477_b273216155_b.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-102" title="Baccano" src="http://www.jbgazzola.it/blog/wp-content/uploads/2008/09/158285477_b273216155_b-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a> <a href="http://www.flickr.com/photos/adrians/158285477/">Foto Flickr.com</a></p>
<p>Buongiorno/Buonasera a tutti. Scusatemi se non mi sono più fatto vivo, il lavoro principale mi ha assorbito totalmente e solo ora (un po&#8217; per parola data, un po&#8217; per interesse specifico sul tema) ho trovato modo di postare su un argomento di cui si parla tanto.<br />
Se ne e&#8217; parlato in questi giorni sul <a href="http://diariodelfundraiser.wordpress.com/2008/08/21/fundraising-imparare-dalleccellenza-il-caso-save-the-children/">blog</a> di Daniele e Ioana.<br />
Il caso e&#8217; aperto.</p>
<p>Non voglio parlare di casi specifici, non voglio parlare della differenza fra il dialogo diretto di Save the Children e di quello di Amnesty o della decisione di avere dei dialogatori o di non averne. Mi fermerò molto prima. Non prenderò in considerazione nemmeno quelle associazioni che non si sono poste il problema, chiudendo il discorso dicendo che se si vuole sviluppare la raccolta fondi bisogna, come minimo, porsi il problema sulla funzione di un determinato strumento e di quanto costerebbe (in termini di budget in entrata e uscita) all&#8217;associazione.<span id="more-101"></span></p>
<p>Partirei dal <strong>primo elemento</strong>. Nel resto dell&#8217;Europa e nelle associazioni di livello europeo presenti in Italia in cui e&#8217; utilizzato lo strumento del face-to-face, il dialogatore viene definito come volontario. Spesso mi sono trovato a discutere con colleghi stranieri circa il coinvolgimento dei <strong>volontari pagati, appunto i dialogatori</strong>, rispetto al coinvolgimento di quelli non pagati.<br />
Credo sia una differenza rilevante&#8230; spesso non viene percepita come tale.<br />
Una persona pagata e&#8217; anzitutto una persona subordinata alla struttura. <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lavoro_subordinato">Wiki</a> parla di subordinazione come <em>&#8220;<strong>assoggettamento</strong> del prestatore di lavoro nei confronti del datore di lavoro, assoggettamento identificabile nella possibilità da parte del datore di lavoro di poter determinare modalità e tempi di esecuzione dell&#8217;oggetto dell&#8217;obbligazione sorta dal contratto stipulato dalle parti&#8221;</em>. Ora, con tutta la benevolenza che ci possiamo mettere, occupandomi di volontari rabbrividisco a dare una definizione simile del mio rapporto con loro. MAGARI si potesse &#8220;determinare modalità e tempi&#8221; come da contratto&#8230; invece no, il bello/brutto/difficile di lavorare con i volontari e&#8217; proprio il costante lavoro motivazionale per poter arrivare a qualcosa che somigli vagamente a determinazione di modalità e tempi.<br />
A proposito vorrei riferirmi ad alcuni risultati sul <strong><a href="http://www.serviziocivile.it/">Servizio Civile</a></strong>. Premetto, non si chiama &#8220;Servizio Civile Nazionale Volontario&#8221; come si dice comunemente, ma &#8220;Servizio Civile Nazionale&#8221; perché NON SOLO VOLONTARI, SONO PAGATI!!<br />
Una riflessione facile da fare a riguardo e&#8217; che il Servizio Civile attecchisca più facilmente laddove c&#8217;e&#8217; una radicata difficoltà per i giovani ad entrare nel mondo del lavoro. Generalmente al sud Italia. Questo lo si può notare semplicemente dai dati, dal numero dei candidati rispetto al contesto geografico. Per chiudere questo primo punto, quindi, vorrei sottolineare che, così come per il Servizio Civile, parlando di face-to-face non stiamo parlando di volontari, bensì di personale retribuito al pari di qualunque altro dipendente della struttura. Questo si porta dietro tutta una serie di riflessioni.</p>
<p>Come <strong>secondo punto</strong> vorrei parlare del carattere motivazionale. Rispetto al Servizio Civile possiamo parlare di un lavoro sicuro, che lascia tanto tempo libero, la possibilità di  scegliere l&#8217;ente per cui lavorare e la facilita&#8217; nel superare la prova cv,&#8230; Nella maggioranza dei casi, per i ragazzi del Servizio Civile, penso possano valere queste motivazioni e mi viene da supporre che possa essere lo stesso per la figura del dialogatore. Proverò a motivarlo.<br />
Anzitutto non so se avete notato la mole di annunci di lavoro per i dialogatori. Vero che il target di questi annunci per il nonprofit non e&#8217; più quello di prima, sta cambiando. Quante volte avete visto annunci di dialogatori a fianco di annunci per pronto-pizza o call center?! (personalmente ne ho visti diversi) Per contro, quante volte avete visto un annuncio di volontari a fianco di questi? Ugualmente, quante volte avete visto annunci per Privat donor o Major donor o Corporate a fianco di call center, pronto-pizza, ma anche di Responsabile di produzione, etc&#8230; La risposta a queste domande potrebbe essere &#8220;raramente&#8221;. Parto da questo assunto. Se e&#8217; vero questo, significa che si verifica ancora oggi una dicotomia fra mondo profit e nonprofit per la ricerca del personale e che la figura del dialogatore forse sta nel mezzo. Se tanto mi da tanto, la trasversalita&#8217; della ricerca di dialogatori e&#8217; rivolta a quel target giovane di persone in cerca di un lavoro occasionale o che serva per mantenersi agli studi. Un po&#8217; come per il Servizio Civile. Posso anche pensare che si voglia unire l&#8217;utile al dilettevole (fare del bene potendosi mantenere gli studi o altro..).</p>
<p><strong>Terzo punto</strong> su cui mi piacerebbe discutere e&#8217; appunto la questione retribuito si/retribuito no.<br />
Una chiacchierata con una responsabile generale del f2f mi ha restituito come risposta a questo quesito &#8220;se togli lo stipendio vai in perdita e loro non riusciranno più a portare a casa i risultati di prima&#8221;. Mi viene da dire&#8230; stiamo parlando davvero di un problema di soldi?! Di motivazione?! Della tipologia di buona causa?! Del metodo di approccio?! Di cosa?!<br />
Personalmente credo che chi lavora per una organizzazione nonprofit deve seriamente togliersi dalla testa lo stipendio (continua a leggere&#8230;). Questa mia affermazione, alquanto banale per chi ci lavora, molto banale per altri, e&#8217; invece molto significativa per diverse ragioni:<br />
- se lavori e devi pensare a come arrivare alla fine del mese, lavori male e senza stimoli<br />
- se lavori e pensi allo stipendio vuol dire che prendi troppo e passi il tempo a pensare a come spenderlo oppure che prendi troppo poco e pensi se ne valga la pena<br />
- se lavori e pensi allo stipendio vuol dire che e&#8217; l&#8217;unico motivo per cui fai quel lavoro, e&#8217; l&#8217;unico pensiero positivo che associ a quel lavoro<br />
- se lavori e pensi allo stipendio significa che la buona causa e&#8217; passata in secondo piano da un bel po&#8217; di tempo. Questo non significa che non gli si dia importanza, solo viene dopo lo stipendio&#8230;<br />
- se lavori e pensi allo stipendio significa che, se ti venisse tolto, non avresti niente da pensare che sia costruttivo per il lavoro che fai oppure non avresti più un motivo per rimanere (vedi primo punto, ad esempio).<br />
Ecco perché questo genere di dialogatori non possono essere chiamati &#8220;volontari&#8221; ed ecco perché, ne parlo dopo, l&#8217;associazione non credo debba investire su queste persone (ovviamente perché comincerebbe a ragionare solo in termini di &#8220;profitto&#8221;&#8230; chiamatelo &#8220;benchmark&#8221; senno&#8217; mi tacciate per errore di sostanza). Parliamone.<br />
Personalmente credo che una persona debba venire pagata nel momento in cui si verifica ALMENO uno di questi elementi:<br />
- non basta la spinta motivazionale e l&#8217;impiego della risorsa e&#8217; fondamentale<br />
- e&#8217; necessario un impegno di una certa consistenza sul progetto e l&#8217;impegno senza supporto economico non e&#8217; sostenibile<br />
- e&#8217; l&#8217;unica modalità con cui e&#8217; possibile attrarre la risorsa<br />
- &#8230; (non me ne vengono in mente altri, suggeritene)<br />
Secondo il primo di questi punti risulta che pagare un dialogatore potrebbe essere la soluzione alla scarsa motivazione della risorsa. Dove e&#8217; da cercare la causa se una risorsa non e&#8217; motivata?! Il commento a questo punto non esclude quindi a priori una retribuzione.<br />
Secondo il secondo punto risulta che e&#8217; necessario pagare un dialogatore perché gli viene richiesto un impiego almeno part-time. Mi sembra una buona motivazione.<br />
Secondo il terzo punto risulta che e&#8217; necessario pagare un dialogatore perché, date le sue capacita&#8217; fondamentali per l&#8217;associazione, non e&#8217; possibile lasciarselo scappare e deve essere quindi immediatamente vincolato all&#8217;ente. Non si esclude ancora la possibilità del pagamento della risorsa.<br />
Riguardando questi (almeno) tre punti vorrei fare come all&#8217;inizio una distinzione fra la figura del volontario e la figura della persona stipendiata (in generale, permettetemi qualche generalizzazione, senno&#8217; non posso chiudere il cerchio).<br />
Vorrei citare una frase di un caro collega, Vittorio (ho avuto il consenso a mettere il nome..). Parlando di volontariato lo definisce come:</p>
<blockquote><p><em>&#8220;[...] un moltiplicatore di attività che consente di intervenire su un raggio di azione più ampio sia che si tratti di attività di sensibilizzazione sui bambini, di visibilità o di raccolta fondi [...]&#8220;</em></p></blockquote>
<p>Credo che qui ci sia tutto. <strong>Non credo vi sia figura più efficace (ed efficiente) per comunicare la mission di un volontario, un vero volontario</strong>. Credo che il motivo stia nella definizione stessa di volontario.<br />
Dettaglio da aggiungere al dibattito: la maggior parte delle associazioni con cui ho avuto modo di confrontarmi pagano i dialogatori <strong>non solo con un fisso&#8230; ma anche a provvigione</strong>!<br />
[<em>Voglio specificarlo se non e chiaro, la mia non e' neanche lontanamente una critica all'operato di colleghi che avranno le loro ottime ragioni per fare quello che fanno. Tra l'altro e' risaputo che e' uno strumento che funziona molto molto bene, in termini di ritorno economico. Le mie sono considerazioni su un argomento importante che spero possano servire ad un CONFRONTO COSTRUTTIVO.</em>]<br />
A questo punto mi sembra chiaro che con queste condizioni non può che venire meno non solo l&#8217;aspetto motivazionale che regge il castello, ma anche e <strong>soprattutto l&#8217;aspetto relazionale</strong> che dovrebbe stare alla base di un ruolo come quello del DIALOGATORE (che lessicalmente certo fa rima con venditore, abindolatore, muratore,&#8230;, ma che sembra non poter far rima con ascoltatore, comunicatore, sensibilizzatore, etc).<br />
Per chi non lo sapesse, la maggior parte dei dialogatori hanno il compito se volete di sensibilizzare, comunicare, <em>bla bla</em>, ma soprattutto di far firmare, sul posto, un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rapporto_interbancario_diretto">rid</a>.<br />
Avete mai provato, mi rivolgo anche a chi queste cose le gestisce (per associazioni che fanno f2f), a presentarvi ad un banchetto per fare una donazione? A me e&#8217; capitato, non faccio nomi, e mi e&#8217; stato risposto più volte da più persone presenti al banchetto che &#8220;noi cerchiamo persone diverse, che vogliano sostenere un progetto per tanto tempo&#8221; e alla mia richiesta &#8220;&#8230;ma allora xxx non e&#8217; interessata al mio contributo?!?&#8221; la risposta e&#8217; stata la medesima. Alla mia richiesta &#8220;va bene, mi dispiace, non mi e&#8217; possibile fare un rid, ma sarei felice di fare una donazione domattina. Potete darmi un bollettino da compilare e del materiale informativo?&#8221;. La risposta: &#8220;mi dispiace, ma siamo interessati a persone che scelgono di sostenerci in modo continuo. Per il materiale deve andare sul sito. Arrivederci.&#8221;<br />
<strong>Arrivederci, direi proprio di no!&#8230;&#8230;</strong></p>
<p>Quanto costa ad una organizzazione dare un pacco di bollettini vuoti per ogni banchetto?! Quanto costa dare un pacco di leaflet inormativi?! Quanti donatori perdiamo così?! Che figure facciamo dicendo ad una persona che realmente vuole aiutarci che non siamo interessati a lei finche&#8217; non si decide a firmarci un rid?!&#8230; mi sembra assurdo.<br />
Ah, premetto. Ogni volta che incontro dialogatori, di diverse organizzazioni, mi fermo per osservare come sono stati &#8220;formati&#8221;, deformazione professionale. Rompiscatole o no mi sono fatto un&#8217;idea (anche rispetto all&#8217;estero, sempre senza fare nomi). Cosa direste se provassimo a mettere dei volontari al posto dei dialogatori. Cosa cambierebbe? Se credete che il problema sia la motivazione a fare raccolta fondi.. parlate con chi gestisce volontari che fanno solo quello o chi muove vere macchine da guerra. Il volontario lo sa che il primo modo per aiutare la causa e&#8217; raccogliere fondi.<br />
Parliamone.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;SMS Solidale e&#8217; già finito?!</title>
		<link>http://www.jbgazzola.it/blog/2008/02/lsms-solidale-e-gia-finito/</link>
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		<pubDate>Thu, 07 Feb 2008 14:53:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fund Raising]]></category>
		<category><![CDATA[nonprofit]]></category>
		<category><![CDATA[fundraising]]></category>
		<category><![CDATA[sms]]></category>
		<category><![CDATA[solidale]]></category>

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		<description><![CDATA[Fonte: Flickr.com Sono sempre di più ed e&#8217; sempre più difficile cercare lo spunto migliore per fare breccia fra i pensieri dei donatori. Il fenomeno del &#8220;Manda un SMS per sostenerci&#8221; continua a dilagare. E&#8217; uno strumento ancora percorribile? Quali sono le risorse da mettere in campo per questa campagna? In quale periodo e&#8217; meglio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://allyoucanupload.webshots.com/v/2000911454099922300"><img src="http://aycu26.webshots.com/image/39625/2000911454099922300_rs.jpg" border="0" alt="Free Image Hosting at allyoucanupload.com" /></a><br />
Fonte: <a href="http://www.flickr.com/photos/youpidou/96438080">Flickr.com</a></p>
<p>Sono sempre di più ed e&#8217; sempre più difficile cercare lo spunto migliore per fare breccia fra i pensieri dei donatori.<br />
Il fenomeno del &#8220;<strong>Manda un SMS per sostenerci</strong>&#8221; continua a dilagare.<br />
E&#8217; uno strumento ancora percorribile?<br />
Quali sono le risorse da mettere in campo per questa campagna?<br />
In quale periodo e&#8217; meglio disporre di un numero per l&#8217;SMS Solidale?<br />
<strong><span id="more-98"></span></strong></p>
<p>Provo a dare il mio punto di vista.<br />
Questo post nasce proprio dalla considerazione del fatto che durante tutti i 12 mesi dell&#8217;anno c&#8217;e&#8217; almeno una campagna SMS Solidale attiva.<br />
Quanto sono stanchi gli italiani di questo tipo di richiesta, quanto si fidano?<br />
Nonostante la grande truffa dell&#8217;SMS per gli sfollati dello Tsunami, le campagne successive sono state molto fruttuose, soprattutto se associate a collaborazioni con radio e tv.</p>
<p>Un esempio per tutti, la campagna di Save the Children di qualche tempo fa, in collaborazione con radio RTL 102.5, ha permesso di raccogliere <strong>200.000 € in una settimana</strong>.<br />
Oggi i risultati non sono più questi, sempre più persone donano al nonprofit e sicuramente alcune di queste si sentono tali solo per aver donato attraverso un sms. Questo e&#8217; uno dei problemi. Oltre al sovraffollamento e&#8217; necessario considerare che se la campagna dell&#8217;Sms Solidale comincia quando e&#8217; stata avviata una campagna di mailing, allora e&#8217; lecito pensare che i donatori meno &#8220;caldi&#8221;, sollecitati dal mailing, probabilmente si sentiranno appagati mandando un sms o, ancora peggio per la raccolta fondi, avendo destinato il 5&#215;1000.</p>
<p>Come risolvere il problema senza dover assoldare un nuovo Archimede dall&#8217;&#8221;Eureka&#8221; troppo costoso?!<br />
Una risposta me la sono data per riuscire a dormire la notte e vorrei condividerla. Si tratta, a mio avviso, di una questione di <strong>comunicazione</strong> e di <strong>cura del donatore</strong>. Prima di spiegare meglio vorrei avere qualche vostro punto di vista. Cosa ne pensate?</p>
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		<title>Iniziativa “La ricerca del Team” &#8211; 3ª parte FINALE</title>
		<link>http://www.jbgazzola.it/blog/2007/12/iniziativa-%e2%80%9cla-ricerca-del-team%e2%80%9d-3%c2%aa-parte-finale/</link>
		<comments>http://www.jbgazzola.it/blog/2007/12/iniziativa-%e2%80%9cla-ricerca-del-team%e2%80%9d-3%c2%aa-parte-finale/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 07 Dec 2007 11:31:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fund Raising]]></category>
		<category><![CDATA[La ricerca del Team]]></category>

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		<description><![CDATA[Fonte: Flickr.com Eccoci al terzo e ultimo appuntamento per capire cosa non andava nella consulenza citata e per capire cosa una associazione vuole e deve pretendere da un servizio di consulenza. Nel primo post abbiamo evidenziato: → Prime informazioni sulla struttura dell’Associazione → Obiettivo dell’Associazione per il Concorso Internazionale → Definizione e scelta dell’outsourcing → [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://allyoucanupload.webshots.com/v/2004512131607963471"><img border="0" src="http://aycu08.webshots.com/image/34927/2004512131607963471_rs.jpg" alt="Free Image Hosting at allyoucanupload.com"/></a><br />
Fonte: <a href="http://flickr.com/photos/hrdfoto/974977827">Flickr.com</a></p>
<p>Eccoci al terzo e ultimo appuntamento per capire cosa non andava nella consulenza citata e per capire cosa una associazione vuole e deve pretendere da un servizio di consulenza.<br />
Nel <a href="http://www.jbgazzola.it/blog/2007/11/12/iniziativa-la-ricerca-del-team-1ª-parte/">primo post</a> abbiamo evidenziato:</p>
<p><strong>→ Prime informazioni sulla struttura dell’Associazione<br />
→ Obiettivo dell’Associazione per il Concorso Internazionale<br />
→ Definizione e scelta dell’outsourcing<br />
→ Investimento economico per l’outsourcing</strong></p>
<p>Nella <a href="http://www.jbgazzola.it/blog/2007/11/22/iniziativa-la-ricerca-del-team-2ª-parte/">seconda fase</a> si e&#8217; parlato di:</p>
<p><strong>→ Definizione dei ruoli e dei compiti.<br />
→ Il contratto non porta rigidità, motiva le persone a rispettare i ruoli. Definire le penali!!<br />
→ Conciliare l&#8217;impegno economico con le esigenze. Investire significa credere!<br />
→ Ruolo del Project Manager.<br />
→ Primo spunto all&#8217;importanza del cercare il &#8220;gruppo&#8221; all&#8217;interno dello staff.</strong></p>
<p>Ritengo molto importante questo post perché raccoglie il vero significato del Fund Raising (ed e&#8217; esattamente ciò che tengo sempre in mente quando mi approccio ad una nuova organizzazione).<br />
Partiamo!<br />
<span id="more-95"></span><br />
Quando la situazione economica e&#8217; difficile, quando i ruoli non sono chiari, quando la situazione si fa precaria e soprattutto quando il lato debole della consulenza (l&#8217;associazione), preso dall&#8217;incertezza, vede il <strong>pagare la consulenza come una boa in mezzo al mare</strong>, e&#8217; li&#8217; che, secondo il mio punto di vista, può esternarsi il <a href="http://www.jbgazzola.it/blog/2007/10/25/cosa-pretendere-da-un-consulente-di-fund-raising/">conflitto di interessi</a> fra consulente e associazione.</p>
<p>Quale la soluzione?<br />
LA RICERCA DEL TEAM, ecco a cosa si deve puntare. Prima di tutto <a href="http://www.jbgazzola.it/blog/2007/09/04/la-comunicazione-e-il-gruppo/">linko</a> un mio precedente post su alcune riflessioni.</p>
<p>1. Fare gruppo significa prima di tutto <strong>capire quali sono le reali potenzialità dei componenti dello staff</strong> andando oltre la simpatia e l&#8217;antipatia. Si potrebbe scoprire che non sempre il fundraiser e&#8217; la persona più adatta per uno specifico compito.<br />
Cosa tutt&#8217;altro che banale. Spesso per non preoccuparsi di risultare l&#8217;anello debole della catena si accettano prezzi forfettari &#8220;chiavi in mano&#8221;. Conseguenza disastrosa: all&#8217;associazione non rimane altro che, si spera almeno quello, il guadagno dell&#8217;iniziativa. La volta successiva avrà ancora bisogno del consulente e le persone interne all&#8217;organizzazione non avranno imparato nulla dall&#8217;esperienza passata.</p>
<p>2. Quale soluzione quindi? Cito un collega dicendo che la vera soluzione e&#8217; quella che chiamiamo <strong>FORMULENZA</strong>. Consiste nel <em>trait d&#8217;union</em> fra Formazione e Consulenza. Senza la formazione di almeno una risorsa interna non e&#8217; possibile pensare che l&#8217;organizzazione diventi autonoma e indipendente dal consulente per la raccolta fondi. <strong>L&#8217;obiettivo del consulente non deve essere rendersi indispensabile, ma portare un significativo valore aggiunto e un punto di vista esterno.</strong></p>
<p>3. Un elemento molto importante (forse il più importante) per la raccolta fondi e&#8217; la <strong>creazione e la coltivazione dei legami fra le persone</strong>. Come e&#8217; possibile, secondo voi, creare legame all&#8217;interno dello staff se gli obiettivi interni sono differenti?</p>
<blockquote><p><strong>Una proposta concreta</strong>: creiamo la nostra proposta di consulenza basata sugli obiettivi da raggiungere e non solo sull&#8217;obiettivo finale. Il compenso non sia a percentuale o &#8220;chiavi in mano&#8221;, ma sia frutto del percorso assieme all&#8217;organizzazione.</p></blockquote>
<p>La ricerca del Team e&#8217; efficienza!</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Strumento per Grandi Donatori</title>
		<link>http://www.jbgazzola.it/blog/2007/11/strumento-per-grandi-donatori/</link>
		<comments>http://www.jbgazzola.it/blog/2007/11/strumento-per-grandi-donatori/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 27 Nov 2007 13:53:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fund Raising]]></category>
		<category><![CDATA[fundraising]]></category>
		<category><![CDATA[grandi donatori]]></category>

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		<description><![CDATA[Una matrice chiara, semplice, non lascia spazio a dubbi. Ti trovi davanti ad una pulsantiera e, da quella, hai la possibilità di cambiare la vita di centinaia di persone, con pochi click. Per te non e&#8217; un peso, ma un piacere. Dopo ti sentirai meglio e cercherai presto occasione per rifarlo. Come puoi tirarti indietro? [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://allyoucanupload.webshots.com/v/2003076859822967063"><img src="http://aycu32.webshots.com/image/33151/2003076859822967063_rs.jpg" alt="Free Image Hosting at allyoucanupload.com" border="0" /></a></p>
<p>Una matrice chiara, semplice, non lascia spazio a dubbi. Ti trovi davanti ad una pulsantiera e, da quella, hai la possibilità di cambiare la vita di centinaia di persone, con pochi click.<br />
Per te non e&#8217; un peso, ma un piacere. Dopo ti sentirai meglio e cercherai presto occasione per rifarlo.<br />
Come puoi tirarti indietro?</p>
<p>Vivessi negli USA avresti ottime ragioni, anche fiscali, per farlo, ma in Italia.. quasi quasi lo fai <strong>solo per sentirti Dio</strong>.<br />
Attenzione, però, perché se non sei libero di trattare cifre ad otto zeri, beh, smamma! Questo sito non é fatto per te.<br />
L&#8217;efficacia prima di tutto. Guarda veloce, ti piace? Compralo e farai felice centinaia di persone. Cosa cerchi di più?!<br />
<strong><a href="http://www.thebiggive.org.uk/results.php">The Big Give</a></strong> é uno strumento, molto semplice da utilizzare, che ti permette di <strong>trovare il progetto di filantropia più vicino alla tua sensibilità (e istintualità&#8230;)</strong>.</p>
<p>Decine di organizzazioni nonprofit di tutto il mondo si sono iscritte proponendo i propri progetti e quantificando il contributo necessario. Per loro non é solo una vetrina per i Grandi Donatori, ma anche un mezzo di promozione dei propri progetti.<br />
Una bella opportunità, la consiglierei. Mi farebbe molto piacere conoscere l&#8217;entità delle risposte per valutare la reale efficacia dello strumento.</p>
<p>Per noi comuni mortali, invece, avanti con carta e penna. <strong>Prendere spunto!!</strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Iniziativa &#8220;La ricerca del Team&#8221; &#8211; 2ª parte</title>
		<link>http://www.jbgazzola.it/blog/2007/11/iniziativa-la-ricerca-del-team-2%c2%aa-parte/</link>
		<comments>http://www.jbgazzola.it/blog/2007/11/iniziativa-la-ricerca-del-team-2%c2%aa-parte/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 22 Nov 2007 01:06:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fund Raising]]></category>
		<category><![CDATA[La ricerca del Team]]></category>

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		<description><![CDATA[Fonte: Flickr.com  Nella scorsa puntata si e&#8217; messo in evidenza: → Prime informazioni sulla struttura dell&#8217;Associazione → Obiettivo dell&#8217;Associazione per il Concorso Internazionale → Definizione e scelta dell&#8217;outsourcing → Investimento economico per l&#8217;outsourcing In particolare sono stati messi in luce alcuni punti di forza e di debolezza. Fra cui: - la forte crescita dell&#8217;Associazione negli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://allyoucanupload.webshots.com/v/2004245609303205865"><img src="http://aycu16.webshots.com/image/35415/2004245609303205865_rs.jpg" border="0" alt="Free Image Hosting at allyoucanupload.com" /></a><a href="http://allyoucanupload.webshots.com/v/2004245609303205865"></a><br />
Fonte: <a href="http://www.flickr.com/photos/darknetportal/882839036/">Flickr.com</a> </p>
<p>Nella <a href="http://www.jbgazzola.it/blog/2007/11/12/iniziativa-la-ricerca-del-team-1ª-parte/">scorsa puntata</a> si e&#8217; messo in evidenza:<strong></p>
<p>→ Prime informazioni sulla struttura dell&#8217;Associazione<br />
→ Obiettivo dell&#8217;Associazione per il Concorso Internazionale<br />
→ Definizione e scelta dell&#8217;outsourcing<br />
→ Investimento economico per l&#8217;outsourcing</strong></p>
<p>In particolare sono stati messi in luce alcuni punti di forza e di debolezza. Fra cui:<br />
- la forte crescita dell&#8217;Associazione negli anni passati che ha portato alla scelta dell&#8217;obiettivo per quest&#8217;anno;<br />
- la scelta di appaltare buona parte delle attivita&#8217; prima gestite internamente;<br />
- l&#8217;entità dell&#8217;investimento economico per le attività in outsourcing rispetto al ritorno effettivo;<br />
- la valutazione di efficacia nella relazione fra profit e nonprofit.</p>
<p>In questo secondo appuntamento proverò a mettere in evidenza alcuni aspetti formali legati al contratto fra le parti, alla divisione dei compiti e quant&#8217;altro il resto.<br />
Un aspetto fondamentale a cui prestare la massima attenzione e&#8217;, neanche a dirlo, <strong>il contratto</strong>.<br />
<span id="more-92"></span><br />
Quale tipologia di contratto scegliere ovviamente dipende da voi in primis e in secundis dall&#8217;associazione. Non scendo nel dettaglio anche perché per questa scelta vanno tenuti in considerazione anche aspetti economici e contabili.</p>
<blockquote><p>Una regola fondamentale (ci sono cascato più volte..) e&#8217; che, oltre a definire dettagliatamente i compiti, le responsabilità e i diritti, <strong>si definiscano delle penali o meccanismi che allontanino il rischio di violazione del contratto!</strong> </p></blockquote>
<p>In questo caso i ruoli sembravano chiariti ma, fin dall&#8217;inizio, si cercava di mescolare l&#8217;attività di sponsorizzazione con la consulenza e perfino con il Fund Raising vero e proprio.<br />
Fino a che punto si può spingere un consulente nel fare cose (extra) per cui non e&#8217; stato pagato? Soprattutto, e&#8217; etico che lo faccia e che l&#8217;associazione lo chieda? La risposta e&#8217;, ovviamente, dipende. Dipende dall&#8217;interesse che ho nel prendere l&#8217;incarico, dipende dalle possibilità che mi può offrire, etc. Per rimanere aderente alla situazione in causa penso che, a costo di sembrare utilitaristi e legati al numero di ore di consulenza pattuite, si debba sempre tenere in considerazione che <strong>il nostro lavoro e il nostro impegno ha un costo e che un&#8217;associazione che &#8220;ci prova&#8221; in realtà lo sta sottovalutando</strong>. Non significa, infatti, provare a risparmiare, quanto piuttosto non volersi impegnare e non voler investire adeguatamente per il raggiungimento di un obiettivo. Un solo esempio: se dovete subire un&#8217;operazione chirurgica, anche banale, risparmiereste sulla strumentazione? Cerchereste di trattare sul prezzo col chirurgo?! dai, non penso. <strong>Investire significa credere!</strong>A questo punto la soluzione vien da se: chiarire l&#8217;asimmetria informativa sul valore del nostro lavoro e definire di nuovo i ruoli.</p>
<p>Solo un accenno al <strong>ruolo del Project Manager</strong> (colui che ha il compito della pianificazione e soprattutto del controllo del corretto svolgimento delle operazioni del progetto).Dopo qualche settimana di lavoro ci si e&#8217; accorti che non esisteva un Project Manager e che chi avrebbe dovuto coprire quel ruolo in realtà aveva prodotto solo il contratto da far firmare all&#8217;Associazione.<br />
Concordate con me che e&#8217; un chiaro sintomo di totale disinteresse al progetto? La difficolta&#8217; a rintracciare le persone, scadenze mancate,&#8230; altro da aggiungere?!</p>
<p>Direi che possiamo tirare le somme su questa seconda puntata:</p>
<p><strong>→ Il ruolo del contratto non e&#8217; quello di portare rigidità all&#8217;interno dello staff, bensì quello di motivare le persone a rispettare i propri ruoli e a raggiungere gli obiettivi e i <em>goal</em> personali.</p>
<p>→ Prima di parlare di lavoro penso sia necessario parlare di staff. Uno staff e&#8217; un gruppo di persone con compiti specifici che si muovono e tendono per un obiettivo comune (vedi la citazione dello scorso appuntamento di Jonas Riddenstrale. Per arrivare ad avere uno staff penso sia necessario, anche, la definizione dei contratti fra le parti. Ciò che io ritengo etico ed efficace potrebbe non essere condiviso, mi farebbe piacere conoscere punti di vista differenti.</strong></p>
<p><strong>→ Nello scorso appuntamento e&#8217; stato sollevato il problema, da Raffaele Picilli, della remunerazione a percentuale. La risposta la trovate fra i commenti del passato post. Vorrei sapere se qualcuno aveva qualcosa da aggiungere alla questione, anche in riferimento alla mia risposta fra i <a href="http://www.jbgazzola.it/blog/2007/11/12/iniziativa-la-ricerca-del-team-1ª-parte/">commenti</a>..</strong></p>
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		<title>Quali sono le motivazioni di un grande donatore?</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Nov 2007 11:51:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fund Raising]]></category>
		<category><![CDATA[buffett]]></category>
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		<category><![CDATA[grandi donatori]]></category>
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		<description><![CDATA[Warrenn Buffett e la donazione piu&#8217; grande della storia. Guardate il video. Il video e&#8217; l&#8217;annuncio pubblico della donazione di Warenn Buffett (secondo uomo piu&#8217; ricco della Terra) di 10 milioni di azioni di tipo B della Berkshire Hatathaway Corporation alla Bill &#038; Melinda Gates Foundation, valore a quel momento circa nell&#8217;ordine di 31B $, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Warrenn Buffett e la donazione piu&#8217; grande della storia. Guardate il video.</p>
<p><object width="425" height="350"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/hqkGIvAr0Y8"></param> <embed src="http://www.youtube.com/v/hqkGIvAr0Y8" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350"></embed></object></p>
<p>Il video e&#8217; l&#8217;annuncio pubblico della donazione di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Warren_Buffett"><strong>Warenn Buffett</strong></a> (secondo uomo piu&#8217; ricco della Terra) di 10 milioni di azioni di tipo B della Berkshire Hatathaway Corporation alla Bill &#038; Melinda Gates Foundation, valore a quel momento circa nell&#8217;ordine di 31B $, ripeto, <strong>31 miliardi di dollari!</strong><br />
Buffett diventa cosi&#8217; il piu&#8217; grande filantropo di tutti i tempi.</p>
<p>Cosa spinge una persona a donare quasi tutto il suo patrimonio personale ad una buona causa?<br />
A che eta&#8217; si suppone si arrivi a fare una scelta di questo tipo?<br />
Voi mi direte, c&#8217;entra qualcosa tutto questo con l&#8217;Italia?! e&#8217; possibile fare questo genere di elucubrazioni anche qui da noi?<br />
<span id="more-91"></span><br />
Il primo momento di analisi, quindi, e&#8217; <strong>la territorialita&#8217;</strong>. Sicuramente il fenomeno delle grandi donazioni non e&#8217; uguale da un Paese ad un&#8217;altro, ma possiamo trovare molti elementi in comune.</p>
<p>Partendo proprio dal video di Buffett, quindi da un Paese anglosassone, vediamo come molte delle motivazioni che lui affronta sono convinzioni diffuse in America. Primo fra tutti il dovere morale nel restituire alla societa&#8217; quello che gli e&#8217; stato donato durante la vita.<br />
Il <u>liberismo americano</u> ha creato il sogno americano dove tutti potevano/possono affermarsi con impegno per una competizione leale. Dio e la societa&#8217; fanno il resto e cosi&#8217; nascono persone come Buffett che, ad una certa eta&#8217;, si guardano indietro e fanno scelte come questa.<br />
Sicuramente <strong>in Italia</strong> questa posizione non e&#8217; cosi&#8217; presente. Lo stimolo per una grande donazione, generalmente, proviene da facilitazioni fiscali (argomentazione peraltro preponderante anche in America dove il sistema fiscale e&#8217; molto piu&#8217; favorevole) e da un ritorno di immagine.</p>
<p>Secondo punto, <strong>quanto conta l&#8217;eta&#8217;?</strong><br />
Gli studi sui grandi donatori in Italia non sono molti e, per di piu&#8217;, sono realizzate da aziende (quindi orientate all&#8217;aspetto finanziario e allo studio dell&#8217;immagine).<br />
Negli Stati Uniti si e&#8217; calcolato che la prima donazione da 50.000$ viene elargita dopo 13 anni dalla prima donazione. Questo significa, evidentemente, che la grande donazione arrivera&#8217; con ogni probabilita&#8217; da persone sopra i 40 anni.</p>
<p>Oggi ho cercato di ragionare sulle motivazioni. La prossima volta parliamo <strong>dell&#8217;approccio al grande donatore, il momento dell&#8217;<em>asking</em>. Come fare la domanda?</strong><br />
Defiscalizzazione, ritorno di immagine, vicinanza alla buona causa. Come avvicinare il grande donatore?</p>
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