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	<title>Jacopo Brian Gazzola Blog</title>
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	<description>Blog sul Fund Raising e su tutto il mondo nonprofit. Contenuti, discussioni, media.</description>
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		<title>Impegnarsi per un FFrestival diverso</title>
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		<pubDate>Sat, 16 May 2009 19:34:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[festival]]></category>
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		<description><![CDATA[Immagine di Emma Ciceri Mai vista una mobilitazione simile dei fr-blogger. Butto li&#8217; un&#8217;idea, sarà mica perché vogliamo davvero provare a cambiare questo Festival che, in questa seconda edizione, non ci ha soddisfatto abbastanza?! Beh, comunque fa un bell&#8217;effetto. Fa piacere vedere che esiste una comunità di fundraiser anche in Italia, anche se l&#8217;apertura del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://postelffr.wordpress.com/"><img alt="" src="http://postelffr.files.wordpress.com/2009/05/gosocial.jpg?w=450&#038;h=300" class="aligncenter" width="450" height="300" /></a><br />
Immagine di <a href="http://postelffr.wordpress.com/">Emma Ciceri</a>
<p>
Mai vista una mobilitazione simile dei fr-blogger.<br />
Butto li&#8217; un&#8217;idea, sarà mica perché vogliamo davvero <strong>provare a cambiare questo Festival</strong> che, in questa seconda edizione, non ci ha soddisfatto abbastanza?!<br />
Beh, comunque fa un bell&#8217;effetto. Fa piacere vedere che <strong>esiste una comunità di fundraiser</strong> anche in Italia, anche se l&#8217;apertura del Festival sembrava più quella di una setta&#8230; con Paolo Ferrara che finalmente si e&#8217; reso conto di non essere più un ragazzino e di essere, come ha detto Melandri, una delle colonne del fundraising in Italia (oltre che uno dei quattro grandi sacerdoti della setta).<br />
Sono già intervenuto in qualche altra discussione,<span id="more-257"></span> ma vorrei comunque raccogliere un po&#8217; di idee sparse.</p>
<p>Vorrei partire dall&#8217;ultimo post uscito, di <a href="http://www.lucianozanin.it/2009/05/15/festival-del-fund-raising-2009">Luciano Zanin</a>, che propone uno sviluppo dello sponsoring per il Festival e che, personalmente ho trovato molto interessante. Per i dettagli rimando al commento che ho fatto in quella discussione, ma qui vorrei riportare il fatto che <strong>per le organizzazioni nonprofit, sponsorizzare il Festival</strong>, potrebbe essere l&#8217;occasione per poter partecipare a sessioni, chiuse, con un certo relatore che tratta di una certa tematica oppure essere presenti ad una certa tavola rotonda, chiusa per i non-sponsor. Insomma, sponsoring per la possibilità di avere accesso a contenuto di alto profilo o confronti su particolari tematiche particolarmente cari all&#8217;organizzazione. Anche il singolo potrebbe voler pagare per partecipare&#8230;. lancio un appello, perché non parlare di <strong>laboratori, veri, utili</strong>. Sia il singolo che l&#8217;organizzazione (cmq singolo come referente dell&#8217;organizzazione) possono essere interessati a pagare per uno specifico contenuto. Personalmente pagherei per un laboratorio sul fundraising per la cultura, come responsabile fr di COSPE, pagherei per un laboratorio con il Kothler di turno, magari con altre poche persone, per rendere la cosa anche relativamente personale.</p>
<p>L&#8217;idea di <a href="http://diariodelfundraiser.wordpress.com/2009/05/13/le-pagelle-del-festival-del-fundraising-2009/">Daniele Fusi</a> di fare la pagella al Festival, mi e&#8217; piaciuta un sacco. Vorrei provare a dare un paio di voti, ma più che altro per integrare quelli già presentati.<br />
NUOVE IDEE &#8211; <strong>voto 9</strong> &#8211; Favolosa l&#8217;idea &#8220;La mia sfida di oggi e&#8217;&#8221;. In ufficio, ogni giorno, attacco un post-it. Mi serviranno blocchetti di scorta. Bella anche l&#8217;idea delle buchette personali. Da sviluppare.<br />
PARK HOTEL &#8211; <strong>voto 0</strong> &#8211; Pensate che sono riuscito ad insaponarmi i piedi durante la doccia solo uscendo dal bagno e sedendo sul letto, che dividevo con un&#8217;altra persona&#8230;<br />
MR. PIDGEON E MR. MALLABONE &#8211; <strong>voto 8</strong> &#8211; Grandi relatori e grande energia, lo sappiamo, ma vorrei ricordare Mr Pidgeon che arriva al Festival con una giacca bianco latte, molto &#8220;disco inferno&#8221;, che assieme alle danze allucinanti di Santini sono l&#8217;aspetto più eccentrico del Festival. (complimenti al Santini ;)</p>
<p>Infine vorrei ribadire quanto già scritto in un post di <a href="http://postelffr.wordpress.com/">Emma Ciceri</a>, e&#8217; un peccato che i <strong>momenti di confronto</strong> fra chi fa il nostro mestiere siano limitati al solo Festival. Come Valerio Melandri sa bene ci sono stati altri tentativi, ma forse per la natura che hanno assunto non sono durati molto. Ci hanno provato anche i fundraising della Milano da bere. Purtroppo non sono mai riuscito a partecipare&#8230; se quello e&#8217; un modello che funziona, pensiamo a come svilupparlo! Deve esserci sempre di mezzo l&#8217;alcol e un paio di Dj, perché funzioni?! ;)</p>
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		<title>Un passo avanti / due passi indietro</title>
		<link>http://www.jbgazzola.it/blog/2009/04/un-passo-avanti-due-passi-indietro/</link>
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		<pubDate>Sun, 26 Apr 2009 16:57:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[«Quando ho fatto l&#8217;ipotesi del 5 per mille &#8211; ha spiegato &#8211; non era per togliere al volontariato ma per aggiungere qualcosa per l&#8217;Abruzzo. La scelta successiva è stata quella di rinunciare a questa misura perchè la vena polemica radicalizza tutto. Se alla fine ci potevano essere più soldi e ce ne saranno meno si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="" src="http://ruotalibera.files.wordpress.com/2008/12/tremonti6751.jpg" class="alignleft" width="300" height="300" /><br />
<blockquote><em>«Quando ho fatto l&#8217;ipotesi del 5 per mille &#8211; ha spiegato &#8211; non era per togliere al volontariato ma per aggiungere qualcosa per l&#8217;Abruzzo. La scelta successiva è stata quella di rinunciare a questa misura perchè la vena polemica radicalizza tutto. Se alla fine ci potevano essere più soldi e ce ne saranno meno <strong>si ringrazino i polemici della politica</strong>»</em></p></blockquote>
<p>Questa la dichiarazione di Tremonti a margine del Consiglio dei Ministri, dichiarando anche che &#8220;mi rendo conto che noi politici siamo totalmente sconnessi dalla realta&#8217;, ma ci votano per questo&#8221;. Fantastico.</p>
<p>Nel decreto di emergenza approvato dal Consiglio, si stabilisce che le donazioni che verranno fatte da imprese e privati a favore degli interventi post-terremoto saranno deducibili dalle tasse. Ma attenzione,<span id="more-227"></span> come dice Stefano Arduini di Vita, </p>
<blockquote><p>le erogazioni liberali scontabili sono quelle fatte «per il tramite della Presidenza del Consiglio dei ministri-Dipartimento protezione civile ovvero da altri enti appositamente individuati».</p></blockquote>
<p>Ma cosa significa?! che deduco solo quello che dono a soggetti para-statali come la protezione civile o loro amici, o magari <strong>direttamente con un bonifico alla Presidenza del Consiglio dei Ministri?!</strong>&#8230; Ecco un altro scivolone della politica italiana ed e&#8217; sempre la stessa storia, un passo avanti e due indietro.<br />
Che voi sappiate, sono stati identificati questi fortunati &#8220;enti certificati dal Governo&#8221;? (un brivido&#8230;)</p>
<p>Altro punto di discussione. Come avevo previsto, <strong>nessuno ha parlato dell&#8217;8&#215;1000 della Chiesa</strong> per la raccolta fondi pro-terremotati. <strong>Un altro scivolone.</strong><br />
Siamo tutti felici, ci dicono che non alzeranno le tasse, ma parte delle tasse con cui noi paghiamo l&#8217;8&#215;1000 non potrebbero essere utilizzate per i terremotati?! Gli aiuti esteri vanno a ricostruire, oltre alle strutture di valore artistico, anche le strutture del Vaticano. Quanto ha stanziato il Vaticano per ricostruire le strutture di valore artistico e per le case della popolazione terremotata?! (dimenticavo, l&#8217;ho già detto nel <a href="http://www.jbgazzola.it/blog/2009/04/5x1000-allabruzzo-colpito-dal-sisma/">post precedente</a>: il 5&#215;1000 di Bagnasco..)</p>
<p><strong>Mi auguro che personaggi come Berlusconi e Tremonti continuino a donare il loro 5&#215;1000 ad associazioni di volontariato e si dimentichino di poterlo donare anche al fondo Letta del Consiglio dei Ministri. Sarebbe un gesto di trasparenza.</strong></p>
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		<title>5&#215;1000 all&#8217;Abruzzo colpito dal sisma?!</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Apr 2009 15:27:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Emma Ciceri, dipendente Postel &#8211; Poste Italiane e abilissima comunicatrice 2.0, chiede attraverso Facebook un&#8217;opinione riguardo la proposta del Ministro Tremonti di destinare il 5&#215;1000 ai paesi colpiti dal terremoto. Preferisco risponderle qui perche&#8217; vorrei NON essere conciso. Premessa superflua. Siamo tutti addolorati di quello che e&#8217; successo e la maggior parte di noi ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.jbgazzola.it/blog/"><img src="http://www.jbgazzola.it/blog/wp-content/uploads/2009/04/ansa_11427371_07070-200x300.jpg" alt="bagnasco" title="bagnasco" width="200" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-218" /></a>Emma Ciceri, dipendente Postel &#8211; Poste Italiane e abilissima comunicatrice 2.0, chiede attraverso <a href="http://www.facebook.com/inbox/readmessage.php?t=1129911614317">Facebook</a> un&#8217;opinione riguardo la proposta del Ministro Tremonti di destinare il <a href="http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/cronaca/sisma-aquila-5/cinque-per-mille/cinque-per-mille.html">5&#215;1000</a> ai paesi colpiti dal terremoto. Preferisco risponderle qui perche&#8217; vorrei NON essere conciso.</p>
<p><strong>Premessa</strong> superflua. Siamo tutti addolorati di quello che e&#8217; successo e la maggior parte di noi ha mandato almeno un sms solidale per aiutare la ricostruzione.</p>
<p>Riguardo la proposta del Ministro e prima di parlare del 5&#215;1000 per l&#8217;Abruzzo, vorrei partire dal fatto che nessuno si e&#8217; espresso sull&#8217;utilizzo dell&#8217;8&#215;1000 della chiesa cattolica (piu&#8217; del 90% del totale, 1 miliardo di euro).<br />
Unica mossa, <strong>Bagnasco (CEI) ha donato 5 dei 1.000 milioni di euro dello scorso anno. Forse pensava anche lui di donare il 5&#215;1000&#8230;</strong><br />
Con questo e con le uova di pasqua donate da Ratzinger, la Chiesa E&#8217; A POSTO.<br />
Alcune considerazioni:<span id="more-216"></span></p>
<p>- il 5&#215;1000 per le organizzazioni non lucrative e per la ricerca e&#8217;, evidentemente e matematicamente, inferiore all&#8217;8&#215;1000 per la chiesa<br />
- il 5&#215;1000 ha un tetto (350.000-400.000 €). si parla quindi di 3,5&#215;1000 o 4&#215;1000. L&#8217;8&#215;1000 per la chiesa non ha un tetto e aumenta di anno in anno di pari passo con l&#8217;aumento degli stipendi<br />
- il 5&#215;1000 e&#8217; diviso fra migliaia e migliaia di organizzazioni. l&#8217;8&#215;1000 e&#8217; di fatto della chiesa cattolica (piu&#8217; del 90%)<br />
- il 5&#215;1000 permette ad alcune associazioni di SOPRAVVIVERE. quelle associazioni svolgono attivita&#8217; di nicchia (e non solo) che lo stato non riesce a garantire. la chiesa negli ultima anni ha speso <strong>milioni di euro per la promozione dell&#8217;8&#215;1000 per azioni di carita&#8217;. La percentuale per questo tipo di azioni e&#8217; intorno al 15-20% del totale.</strong> sul resto non mi voglio esprimere.<br />
- il 5&#215;1000 deve essere espresso. Il 70% delle persone esprime una preferenza ma, se questa non viene espressa, la quota rimane allo stato. Per l&#8217;8&#215;1000, invece, il 60% non esprime una preferenza, ma anche la loro quota viene comunque donata alla chiesa cattolica (in quanto suddivisa proporzionalmente fra le chiese, e quindi per il 90% alla chiesa cattolica).<br />
- il 5&#215;1000 non arriva. le associazioni hanno appena visto i soldi di tre anni fa (dell&#8217;anno 2006). Investimenti fatti che non hanno ancora avuto liquidita&#8217;<br />
- se solo il 35% dell&#8217;8&#215;1000 va a pagare lo &#8220;stipendio&#8221; dei preti (motivo per cui e&#8217; nato) e solo il 20% viene usato per opere di carita&#8217;+calamita&#8217; naturali, <strong>perche&#8217; non utilizzare proprio il 65% dell&#8217;8&#215;1000 per i terremotati?!</strong><br />
- perche&#8217; e&#8217; obbligatorio rendicontare come vengono utilizzati i fondi 5&#215;1000, se non lo e&#8217; per l&#8217;8&#215;1000?!<br />
- chiedo a voi perche&#8217; io non lo so: ci sono altri stati i cui privati cittadini donano 1 MILIARDO DI EURO alla chiesa attraverso le tasse sul proprio lavoro, oltre che coprendo la sua esenzione dall&#8217;ICI e dalle altre forme di favoritismi (compresi quelli legati alla territorialita&#8217; neutrale della &#8220;sede centrale&#8221;)?<br />
- se si deve partire con delle buone pratiche o da FIORETTI CONCRETI, <strong>sappiamo da chi partire</strong>.<br />
Perche&#8217; nessun politico, tantomeno di sinistra, ne parla?!</p>
<p><em>Fonte per i dati sull&#8217;8&#215;1000: &#8220;La questua&#8221; Curzio Maltese</em><br />
Link utile: <a href="http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/cronaca/chiesa-commento-mauro/soldi-del-vescovo/soldi-del-vescovo.html">La Repubblica</a></p>
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		<title>Come far partire un&#8217;associazione?</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Mar 2009 19:31:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fund Raising]]></category>
		<category><![CDATA[nonprofit]]></category>

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		<description><![CDATA[Fonte: Flickr.com Spero di fare cosa gradita ai lettori del blog rispondendo qui ad una email in cui mi vengono chieste alcune informazioni. Vi inviterei, se lo desiderate, ad intervenire per poter dare qualche consiglio e orientamento in piu&#8217;. L&#8217;email di Francesco e&#8217; questa: &#8220;Gentile amico, quest&#8217; oggi ho avuto modo di consultare il sito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.jbgazzola.it/blog/2009/03/come-far-partire-unassociazione/immagine-1/" rel="attachment wp-att-193"><img src="http://www.jbgazzola.it/blog/wp-content/uploads/2009/03/immagine-1-300x200.png" alt="immagine-1" title="immagine-1" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-193" /></a><br />
Fonte: <a href="http://www.flickr.com/photos/nina_giacomin/3383600727/">Flickr.com</a><br />
Spero di fare cosa gradita ai lettori del blog rispondendo qui ad una email in cui mi vengono chieste alcune informazioni. Vi inviterei, se lo desiderate, ad intervenire per poter dare qualche consiglio e orientamento in piu&#8217;.</p>
<p>L&#8217;email di Francesco e&#8217; questa:</p>
<blockquote><p><em>&#8220;Gentile amico,<br />
quest&#8217; oggi ho avuto modo di consultare il sito internet del lavoro &#8220;no profit&#8221; ed il suo blog, ma purtroppo non ho trovato risposta ai miei crescenti dubbi sulla costituzione di un associazione onlus.<span id="more-161"></span><br />
La mia idea era quella di rivalermi di una precisa indagine territoriale in alcuni comuni del leccese; attraverso la stessa poi, promuovere alcuni micro progetti che si occupassero principalmente dell&#8217; inclusione sociale ed anche della stessa formazione. L&#8217; individuazione delle risorse  economiche, culturali, materiali  risulta per˜, alquanto ardua; sia perche&#8217; non esiste sinergia tra il network formato dalle istituzioni organizzazioni a cui qualcuno dovrebbe far riferimento per chiedere i fondi alla regione o alla ue ed anche perche&#8217; risulta  frammentato e poco connesso alle attuali problematiche: famiglie  con problemi intrafamiliari prive del sostegno adeguato, dispersione scolastica, mancanza di integrazione per gli immigrati ecc.( in percentuale direi estremamente aumentate)<br />
Le idee ci sono, la mia esigenza pero&#8217;  questa:  come faccio a muovermi per cercare fundraiser o quanto meno qualche figura preposta a veicolarti i progetti una volta creata l&#8217; associazione? come mi muovo?<br />
la ringrazio della disponibilita&#8217; attendo un suo consiglio.&#8221;</em></p></blockquote>
<p>Risposta:</p>
<p>Caro Francesco,<br />
credo sia normale porsi il problema di come sostenere attivita&#8217; di utilita&#8217; sociale in una realta&#8217;, quella italiana, dove sia i soggetti pubblici sia i soggetti privati fanno spesso fatica a comprendere il valore di un investimento sociale, morale, ma anche e soprattutto economico.<br />
Aggiungi a questa criticita&#8217; anche il momento storico in cui siamo, di piena crisi economica, in cui<strong> non e&#8217; sempre la crisi che ferma le persone, ma soprattutto la paura di non poterne fronteggiare una</strong>.<br />
Infine, la saturazione del mercato per questo genere di progetti. Purtroppo ora si parla anche di questo, sembra un paradosso, con accezione negativa, del crescente numero di progetti con finalita&#8217; sociale.</p>
<p>Detto questo, operativamente parlando, una volta identificata la natura giuridica della struttura che gestira&#8217; questi progetti credo sia prioritario (come da te evidenziato) pensare a come reperire i fondi necessari per svolgere le attivita&#8217;.<br />
Il supporto di un fundraiser professionista (o comunque di un consulente esterno) puo&#8217; essere una soluzione, parziale, al problema.<br />
<strong>La capacita&#8217; di &#8220;saper parlare&#8221; alle persone</strong> che possono voler sostenere il tuo progetto, e&#8217; fondamentale per poter comunicare le tue attivita&#8217;.<br />
<strong>La conoscenza delle dinamiche sociali del tuo territorio</strong>, invece, ritengo sia prioritaria. Per esser chiaro, e&#8217; necessario che la persona che &#8220;parla&#8221; per conto dell&#8217;associazione conosca le modalita&#8217; e gli interlocutori presenti nel tuo territorio. Queste sono differenti per Lecce, per Torino o Firenze.<br />
Unendo questi due elementi, la professionalita&#8217; e la territorialita&#8217;, ci sono gia&#8217; le basi per pensare di poter lavorare proficuamente.<br />
Rispetto al finanziatore pubblico, credo siano necessarie anche altre conoscenze, in senso lato.. Non voglio essere generalista o superficiale, ma nella mia esperienza a riguardo mi sono spesso scontrato con alcune dinamiche che, se vogliamo anche guardarle razionalmente, seguono le stesse motivazioni della raccolta fondi. Quello che <a href="http://www.valeriomelandri.it/">Valerio Melandri</a> chiamerebbe<strong> &#8220;cerchio dei costituenti&#8221; ne e&#8217; alla base</strong>. <em>&#8220;Se posso aiutare o sostenere, parto dalle persone a me piu&#8217; vicine che mi chiedono di farlo&#8221;</em>. Questo non riguarda solo il settore pubblico, ma e&#8217; in questo ambito che ho trovato piu&#8217; difficolta&#8217; di questo tipo.</p>
<p>Ti consiglio, quindi, di tenere presenti questi tre criteri per la scelta di una persona con competenze professionali nella raccolta fondi. <strong>Parti dalle tue esigenze, non da quello che ti viene proposto</strong> e tieni conto delle <strong>risorse umane ed economiche di cui disponi</strong> per non fare il passo piu&#8217; lungo della gamba o per riuscire a <strong>risparmiare nella contrattazione</strong>.<br />
Spero di averti dato una mano per capire come muoverti. Scrivimi se pensi ti possa aiutare ulteriormente.<br />
Un caro saluto</p>
<p>Jacopo</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>I motivi di una scelta. Come e perché vestire una nuova maglia.</title>
		<link>http://www.jbgazzola.it/blog/2009/03/come-e-perche-vestire-una-nuova-maglia/</link>
		<comments>http://www.jbgazzola.it/blog/2009/03/come-e-perche-vestire-una-nuova-maglia/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2009 06:24:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fund Raising]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo tanto tempo, torno a scrivere. Di cose, in questo periodo, ne sono accadute molte. Una in particolare mi ha visto prendere la decisione forse più difficile del mio percorso professionale. Nella scelta mi sono appoggiato a tante persone e, anche grazie a loro, posso dire di essere sostanzialmente contento di quello che ho scelto. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cospe.org"><img class="alignleft" title="Cospe logo" src="http://scuolaer.regione.emilia-romagna.it/SERO/site/allegato.asp?ID=489005" alt="" width="227" height="227" /></a></p>
<p>Dopo tanto tempo, torno a scrivere.<br />
Di cose, in questo periodo, ne sono accadute molte. Una in particolare mi ha visto prendere la decisione forse più difficile del mio percorso professionale. Nella scelta mi sono appoggiato a tante persone e, anche grazie a loro, posso dire di essere sostanzialmente contento di quello che ho scelto. Fatto e&#8217; che le cose vanno avanti quasi da sole e, chi ne e&#8217; capace, prova a fare le scelte giuste. Agli altri quelle meno sbagliate.</p>
<p>Certo, la coincidenza e&#8217; folle, quasi da manuale. 365 giorni, non uno  di piu&#8217;, non uno di meno.<span id="more-144"></span></p>
<p>Questo post non vuole essere un post &#8220;del come&#8221; e non vorrei fosse neanche &#8220;del perché&#8221;. Più probabile, per chi non mi conosce bene, un post &#8220;del cavolo&#8221;. Per me, un post per rispondere alle persone vere, sincere che mi hanno dato una mano a prendere questa decisione. Senza di loro, altro che fundraising&#8230; se non le sai ascoltare, <strong>meglio coltivare more e lamponi in collina (se ne sei capace)</strong>.</p>
<p>Oggi siamo qua, mi sentirete&#8230; eccome se mi sentirete. Comincio da domattina a farmi sentire&#8230; Soprattutto con loro.. se mi sentiranno, per rompere le scatole su consigli o per qualche indicazione :)<br />
Concedetemi un&#8217;unica retorica, <strong>coerenza e trasparenza</strong> sopra ogni cosa. Per cui, questo post lo definirei &#8220;del fare&#8221;, non &#8220;dello stare&#8221;. Chi si siede e&#8217; perduto e chi non sa rimettersi in gioco, beato lui che non se ne renderà mai conto.<br />
Un &#8220;in bocca al lupo&#8221; a chi si sa buttare in mezzo.</p>
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		<title>10 milioni di Euro&#8230; mai vista un&#8217;azione simile!</title>
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		<pubDate>Fri, 31 Oct 2008 13:28:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fund Raising]]></category>
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		<description><![CDATA[Che dire&#8230; COMPLIMENTI! Save the Children si ri-conferma una macchina da guerra in termini di raccolta fondi. Cosa e&#8217; successo: non conoscendo dall&#8217;interno come sono andate le cose, invito ad intervenire per approfondire questa iniziativa che ha dell&#8217;incredibile e che farebbe veramente bene a tutti conoscere.   Dal sito StC: Bulgari ha deciso di dare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.savethechildren.it/2003/comunicati.asp?id=551"><img src="http://www.savethechildren.it/2003/upload_img/cs/anello_STC.gif" alt="" align="left" /></a></p>
<p>Che dire&#8230; COMPLIMENTI!</p>
<p><a href="http://www.savethechildren.it/2003/comunicati.asp?id=551"><strong>Save the Children</strong></a> si ri-conferma una macchina da guerra in termini di raccolta fondi.<br />
Cosa e&#8217; successo: non conoscendo dall&#8217;interno come sono andate le cose, invito ad intervenire per approfondire questa iniziativa che ha dell&#8217;incredibile e che farebbe veramente bene a tutti conoscere.<br />
 </p>
<p>Dal sito StC:</p>
<blockquote><p>Bulgari ha deciso di dare il proprio contributo a Save the Children con l’obiettivo di raccogliere 10 milioni di Euro entro la fine del 2009, di cui 1 milione di Euro verrà donato anticipatamente da Bulgari all’organizzazione, mentre la cifra rimanente verrà raccolta nel corso del prossimo anno.</p></blockquote>
<p>I 9 milioni entro fine 2009 verranno raccolti attraverso eventi organizzati da Bulgari e soprattutto con la vendita di preziosissimi oggetti di altissimo valore compreso il magnifico anello in argento che vedete in foto (290 € di cui 50€ all&#8217;associazione).<br />
Sara&#8217; una grandissima raccolta fondi che portera&#8217; nelle casse di StC ben 10 milioni in due anni.<br />
Ecco le <strong>motivazioni</strong> comunicate da Francesco Trapani, Amministratore Delegato del <strong><a href="http://www.bulgari.com/">Gruppo Bulgari</a></strong>:<span id="more-123"></span></p>
<blockquote><p><em>“Essere parte della storia e al tempo stesso poter contribuire a cambiarla dando a chi è più svantaggiato la possibilità di un nuovo futuro è per Bulgari il modo migliore di festeggiare i suoi 125 anni. Sono quindi molto felice che l’azienda collabori attivamente al successo della campagna &#8220;Riscriviamo il Futuro&#8221;, un progetto coerente con l&#8217;impegno che Bulgari ha deciso di profondere in iniziative a favore dell&#8217;educazione giovanile in tutto il mondo, e sono convinto che grazie all&#8217;aiuto dei nostri clienti e dei sostenitori di Save the Children riusciremo a raggiungere e, spero, anche a superare l&#8217;ambizioso obiettivo che ci siamo prefissati.”</em></p></blockquote>
<p>Che altro dire&#8230; sono senza parole.<br />
Complimenti davvero allo staff di StC per questa operazione. Buona lavoro!</p>
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		<title>UnaBuonaCausa.it e il fundraising A COSTO ZERO</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Oct 2008 06:52:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fund Raising]]></category>
		<category><![CDATA[acquisti online]]></category>
		<category><![CDATA[buona causa]]></category>
		<category><![CDATA[shopping online]]></category>
		<category><![CDATA[unabuonacausa.it]]></category>

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		<description><![CDATA[SE vuoi essere paladino della Buona Causa a cui ti senti più vicino, SE vuoi aiutare l&#8217;associazione che la persegue assieme ai tuoi amici senza doverti preoccupare di fare i conti per arrivare a fine mese, SE vuoi aiutare il nonprofit nella tua quotidianità senza essere troppo preoccupato di &#8220;quanto bisogna donare&#8221; per aiutare davvero, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href=" http://www.unabuonacausa.it/" target="_top"> <img src="http://www.unabuonacausa.it/images/stories/Bannere/user/it_logo_payoff.gif" width="320" height="79" alt=" UnaBuonaCausa.it - Shopping per un mondo migliore " border="0"></a></p>
<p>SE vuoi essere paladino della Buona Causa a cui ti senti più vicino,<br />
SE vuoi aiutare l&#8217;associazione che la persegue assieme ai tuoi amici senza doverti preoccupare di fare i conti per arrivare a fine mese,<br />
SE vuoi aiutare il nonprofit nella tua quotidianità senza essere troppo preoccupato di &#8220;quanto bisogna donare&#8221; per aiutare davvero, <u>ma soprattutto</u><br />
<u>SE fai acquisti online</u> (dalla ricarica del cellulare, ad acquisti su eBay, dal noleggio di un&#8217;automobile al credito di Skype), ALLORA<br />
per te esiste un semplice programmino da installare sul tuo pc (funziona x ora solo con Windows) chiamato <a href="http://www.unabuonacausa.it/aidmakerdownload?countryid=it&#038;organisationid=1674&#038;campaignid=322&#038;os=win"><strong>AidMaker</strong></a>, che ti permette, ogni volta che fai un acquisto online, di donare una parte della cifra spesa all&#8217;associazione che difende la tua causa a cui ti senti più vicino. Questo passaggio e&#8217; a totale <strong>COSTO ZERO PER TE</strong>. Saranno infatti i negozi online a versare una parte della somma pagata (in media l&#8217;8%) a UnaBuonaCausa.it. Questa commissione verra&#8217; donata (per il 75%) all&#8217;associazione nonprofit.</p>
<p>E&#8217; stato calcolato che<span id="more-111"></span>, in media, ogni persona che installa il programma <a href="http://www.unabuonacausa.it/aidmakerdownload?countryid=it&#038;organisationid=1674&#038;campaignid=322&#038;os=win">AidMaker</a> dona annualmente all&#8217;associazione 20 €. Mica male se pensate che e&#8217; tutto automatico e che voi non vi accorgerete di nulla (nemmeno nel prezzo).<br />
Quindi, venendo ad un esempio pratico&#8230; se comprate un iPod touch da € 219,00 sul sito Apple.com, il vostro programma <a href="http://www.unabuonacausa.it/aidmakerdownload?countryid=it&#038;organisationid=1674&#038;campaignid=322&#038;os=win">AidMaker</a> riconoscerà il negozio fra i 5000 convenzionati e comunicherà ad Apple di fare una donazione di € 5 (l&#8217;equivalente di 2,25%) a <a href="http://www.unabuonacausa.it">UnaBuonaCausa.it</a> che si trattiene € 0,70 (l&#8217;equivalente del 15% della commissione) e il resto lo gira direttamente all&#8217;associazione.</p>
<p>Non so voi, ma io faccio spesso acquisti su eBay, Skype o altri negozi online ed ho gia&#8217; installato il programma sui computer Windows che mi sono trovato intorno. Non mi rallenta il computer e non ho trovato nessun problema con il browser&#8230; inoltre non mi costa nulla e AidMaker non contiene virus o spyware.<br />
Se hai domande o vuoi approfondire <a href="http://www.azzurro.it/site/UNABUONACAUSA.HTML">clicca qui</a>, c&#8217;e&#8217; anche il link alle FAQ ufficiali.<br />
Buon shopping!</p>
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		<title>Parliamo di face to face</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Sep 2008 09:39:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fund Raising]]></category>
		<category><![CDATA[face to face]]></category>
		<category><![CDATA[fundraising]]></category>
		<category><![CDATA[servizio civile]]></category>
		<category><![CDATA[volontariato]]></category>

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		<description><![CDATA[Foto Flickr.com Buongiorno/Buonasera a tutti. Scusatemi se non mi sono più fatto vivo, il lavoro principale mi ha assorbito totalmente e solo ora (un po&#8217; per parola data, un po&#8217; per interesse specifico sul tema) ho trovato modo di postare su un argomento di cui si parla tanto. Se ne e&#8217; parlato in questi giorni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.jbgazzola.it/blog/wp-content/uploads/2008/09/158285477_b273216155_b.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-102" title="Baccano" src="http://www.jbgazzola.it/blog/wp-content/uploads/2008/09/158285477_b273216155_b-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a> <a href="http://www.flickr.com/photos/adrians/158285477/">Foto Flickr.com</a></p>
<p>Buongiorno/Buonasera a tutti. Scusatemi se non mi sono più fatto vivo, il lavoro principale mi ha assorbito totalmente e solo ora (un po&#8217; per parola data, un po&#8217; per interesse specifico sul tema) ho trovato modo di postare su un argomento di cui si parla tanto.<br />
Se ne e&#8217; parlato in questi giorni sul <a href="http://diariodelfundraiser.wordpress.com/2008/08/21/fundraising-imparare-dalleccellenza-il-caso-save-the-children/">blog</a> di Daniele e Ioana.<br />
Il caso e&#8217; aperto.</p>
<p>Non voglio parlare di casi specifici, non voglio parlare della differenza fra il dialogo diretto di Save the Children e di quello di Amnesty o della decisione di avere dei dialogatori o di non averne. Mi fermerò molto prima. Non prenderò in considerazione nemmeno quelle associazioni che non si sono poste il problema, chiudendo il discorso dicendo che se si vuole sviluppare la raccolta fondi bisogna, come minimo, porsi il problema sulla funzione di un determinato strumento e di quanto costerebbe (in termini di budget in entrata e uscita) all&#8217;associazione.<span id="more-101"></span></p>
<p>Partirei dal <strong>primo elemento</strong>. Nel resto dell&#8217;Europa e nelle associazioni di livello europeo presenti in Italia in cui e&#8217; utilizzato lo strumento del face-to-face, il dialogatore viene definito come volontario. Spesso mi sono trovato a discutere con colleghi stranieri circa il coinvolgimento dei <strong>volontari pagati, appunto i dialogatori</strong>, rispetto al coinvolgimento di quelli non pagati.<br />
Credo sia una differenza rilevante&#8230; spesso non viene percepita come tale.<br />
Una persona pagata e&#8217; anzitutto una persona subordinata alla struttura. <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lavoro_subordinato">Wiki</a> parla di subordinazione come <em>&#8220;<strong>assoggettamento</strong> del prestatore di lavoro nei confronti del datore di lavoro, assoggettamento identificabile nella possibilità da parte del datore di lavoro di poter determinare modalità e tempi di esecuzione dell&#8217;oggetto dell&#8217;obbligazione sorta dal contratto stipulato dalle parti&#8221;</em>. Ora, con tutta la benevolenza che ci possiamo mettere, occupandomi di volontari rabbrividisco a dare una definizione simile del mio rapporto con loro. MAGARI si potesse &#8220;determinare modalità e tempi&#8221; come da contratto&#8230; invece no, il bello/brutto/difficile di lavorare con i volontari e&#8217; proprio il costante lavoro motivazionale per poter arrivare a qualcosa che somigli vagamente a determinazione di modalità e tempi.<br />
A proposito vorrei riferirmi ad alcuni risultati sul <strong><a href="http://www.serviziocivile.it/">Servizio Civile</a></strong>. Premetto, non si chiama &#8220;Servizio Civile Nazionale Volontario&#8221; come si dice comunemente, ma &#8220;Servizio Civile Nazionale&#8221; perché NON SOLO VOLONTARI, SONO PAGATI!!<br />
Una riflessione facile da fare a riguardo e&#8217; che il Servizio Civile attecchisca più facilmente laddove c&#8217;e&#8217; una radicata difficoltà per i giovani ad entrare nel mondo del lavoro. Generalmente al sud Italia. Questo lo si può notare semplicemente dai dati, dal numero dei candidati rispetto al contesto geografico. Per chiudere questo primo punto, quindi, vorrei sottolineare che, così come per il Servizio Civile, parlando di face-to-face non stiamo parlando di volontari, bensì di personale retribuito al pari di qualunque altro dipendente della struttura. Questo si porta dietro tutta una serie di riflessioni.</p>
<p>Come <strong>secondo punto</strong> vorrei parlare del carattere motivazionale. Rispetto al Servizio Civile possiamo parlare di un lavoro sicuro, che lascia tanto tempo libero, la possibilità di  scegliere l&#8217;ente per cui lavorare e la facilita&#8217; nel superare la prova cv,&#8230; Nella maggioranza dei casi, per i ragazzi del Servizio Civile, penso possano valere queste motivazioni e mi viene da supporre che possa essere lo stesso per la figura del dialogatore. Proverò a motivarlo.<br />
Anzitutto non so se avete notato la mole di annunci di lavoro per i dialogatori. Vero che il target di questi annunci per il nonprofit non e&#8217; più quello di prima, sta cambiando. Quante volte avete visto annunci di dialogatori a fianco di annunci per pronto-pizza o call center?! (personalmente ne ho visti diversi) Per contro, quante volte avete visto un annuncio di volontari a fianco di questi? Ugualmente, quante volte avete visto annunci per Privat donor o Major donor o Corporate a fianco di call center, pronto-pizza, ma anche di Responsabile di produzione, etc&#8230; La risposta a queste domande potrebbe essere &#8220;raramente&#8221;. Parto da questo assunto. Se e&#8217; vero questo, significa che si verifica ancora oggi una dicotomia fra mondo profit e nonprofit per la ricerca del personale e che la figura del dialogatore forse sta nel mezzo. Se tanto mi da tanto, la trasversalita&#8217; della ricerca di dialogatori e&#8217; rivolta a quel target giovane di persone in cerca di un lavoro occasionale o che serva per mantenersi agli studi. Un po&#8217; come per il Servizio Civile. Posso anche pensare che si voglia unire l&#8217;utile al dilettevole (fare del bene potendosi mantenere gli studi o altro..).</p>
<p><strong>Terzo punto</strong> su cui mi piacerebbe discutere e&#8217; appunto la questione retribuito si/retribuito no.<br />
Una chiacchierata con una responsabile generale del f2f mi ha restituito come risposta a questo quesito &#8220;se togli lo stipendio vai in perdita e loro non riusciranno più a portare a casa i risultati di prima&#8221;. Mi viene da dire&#8230; stiamo parlando davvero di un problema di soldi?! Di motivazione?! Della tipologia di buona causa?! Del metodo di approccio?! Di cosa?!<br />
Personalmente credo che chi lavora per una organizzazione nonprofit deve seriamente togliersi dalla testa lo stipendio (continua a leggere&#8230;). Questa mia affermazione, alquanto banale per chi ci lavora, molto banale per altri, e&#8217; invece molto significativa per diverse ragioni:<br />
- se lavori e devi pensare a come arrivare alla fine del mese, lavori male e senza stimoli<br />
- se lavori e pensi allo stipendio vuol dire che prendi troppo e passi il tempo a pensare a come spenderlo oppure che prendi troppo poco e pensi se ne valga la pena<br />
- se lavori e pensi allo stipendio vuol dire che e&#8217; l&#8217;unico motivo per cui fai quel lavoro, e&#8217; l&#8217;unico pensiero positivo che associ a quel lavoro<br />
- se lavori e pensi allo stipendio significa che la buona causa e&#8217; passata in secondo piano da un bel po&#8217; di tempo. Questo non significa che non gli si dia importanza, solo viene dopo lo stipendio&#8230;<br />
- se lavori e pensi allo stipendio significa che, se ti venisse tolto, non avresti niente da pensare che sia costruttivo per il lavoro che fai oppure non avresti più un motivo per rimanere (vedi primo punto, ad esempio).<br />
Ecco perché questo genere di dialogatori non possono essere chiamati &#8220;volontari&#8221; ed ecco perché, ne parlo dopo, l&#8217;associazione non credo debba investire su queste persone (ovviamente perché comincerebbe a ragionare solo in termini di &#8220;profitto&#8221;&#8230; chiamatelo &#8220;benchmark&#8221; senno&#8217; mi tacciate per errore di sostanza). Parliamone.<br />
Personalmente credo che una persona debba venire pagata nel momento in cui si verifica ALMENO uno di questi elementi:<br />
- non basta la spinta motivazionale e l&#8217;impiego della risorsa e&#8217; fondamentale<br />
- e&#8217; necessario un impegno di una certa consistenza sul progetto e l&#8217;impegno senza supporto economico non e&#8217; sostenibile<br />
- e&#8217; l&#8217;unica modalità con cui e&#8217; possibile attrarre la risorsa<br />
- &#8230; (non me ne vengono in mente altri, suggeritene)<br />
Secondo il primo di questi punti risulta che pagare un dialogatore potrebbe essere la soluzione alla scarsa motivazione della risorsa. Dove e&#8217; da cercare la causa se una risorsa non e&#8217; motivata?! Il commento a questo punto non esclude quindi a priori una retribuzione.<br />
Secondo il secondo punto risulta che e&#8217; necessario pagare un dialogatore perché gli viene richiesto un impiego almeno part-time. Mi sembra una buona motivazione.<br />
Secondo il terzo punto risulta che e&#8217; necessario pagare un dialogatore perché, date le sue capacita&#8217; fondamentali per l&#8217;associazione, non e&#8217; possibile lasciarselo scappare e deve essere quindi immediatamente vincolato all&#8217;ente. Non si esclude ancora la possibilità del pagamento della risorsa.<br />
Riguardando questi (almeno) tre punti vorrei fare come all&#8217;inizio una distinzione fra la figura del volontario e la figura della persona stipendiata (in generale, permettetemi qualche generalizzazione, senno&#8217; non posso chiudere il cerchio).<br />
Vorrei citare una frase di un caro collega, Vittorio (ho avuto il consenso a mettere il nome..). Parlando di volontariato lo definisce come:</p>
<blockquote><p><em>&#8220;[...] un moltiplicatore di attività che consente di intervenire su un raggio di azione più ampio sia che si tratti di attività di sensibilizzazione sui bambini, di visibilità o di raccolta fondi [...]&#8220;</em></p></blockquote>
<p>Credo che qui ci sia tutto. <strong>Non credo vi sia figura più efficace (ed efficiente) per comunicare la mission di un volontario, un vero volontario</strong>. Credo che il motivo stia nella definizione stessa di volontario.<br />
Dettaglio da aggiungere al dibattito: la maggior parte delle associazioni con cui ho avuto modo di confrontarmi pagano i dialogatori <strong>non solo con un fisso&#8230; ma anche a provvigione</strong>!<br />
[<em>Voglio specificarlo se non e chiaro, la mia non e' neanche lontanamente una critica all'operato di colleghi che avranno le loro ottime ragioni per fare quello che fanno. Tra l'altro e' risaputo che e' uno strumento che funziona molto molto bene, in termini di ritorno economico. Le mie sono considerazioni su un argomento importante che spero possano servire ad un CONFRONTO COSTRUTTIVO.</em>]<br />
A questo punto mi sembra chiaro che con queste condizioni non può che venire meno non solo l&#8217;aspetto motivazionale che regge il castello, ma anche e <strong>soprattutto l&#8217;aspetto relazionale</strong> che dovrebbe stare alla base di un ruolo come quello del DIALOGATORE (che lessicalmente certo fa rima con venditore, abindolatore, muratore,&#8230;, ma che sembra non poter far rima con ascoltatore, comunicatore, sensibilizzatore, etc).<br />
Per chi non lo sapesse, la maggior parte dei dialogatori hanno il compito se volete di sensibilizzare, comunicare, <em>bla bla</em>, ma soprattutto di far firmare, sul posto, un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rapporto_interbancario_diretto">rid</a>.<br />
Avete mai provato, mi rivolgo anche a chi queste cose le gestisce (per associazioni che fanno f2f), a presentarvi ad un banchetto per fare una donazione? A me e&#8217; capitato, non faccio nomi, e mi e&#8217; stato risposto più volte da più persone presenti al banchetto che &#8220;noi cerchiamo persone diverse, che vogliano sostenere un progetto per tanto tempo&#8221; e alla mia richiesta &#8220;&#8230;ma allora xxx non e&#8217; interessata al mio contributo?!?&#8221; la risposta e&#8217; stata la medesima. Alla mia richiesta &#8220;va bene, mi dispiace, non mi e&#8217; possibile fare un rid, ma sarei felice di fare una donazione domattina. Potete darmi un bollettino da compilare e del materiale informativo?&#8221;. La risposta: &#8220;mi dispiace, ma siamo interessati a persone che scelgono di sostenerci in modo continuo. Per il materiale deve andare sul sito. Arrivederci.&#8221;<br />
<strong>Arrivederci, direi proprio di no!&#8230;&#8230;</strong></p>
<p>Quanto costa ad una organizzazione dare un pacco di bollettini vuoti per ogni banchetto?! Quanto costa dare un pacco di leaflet inormativi?! Quanti donatori perdiamo così?! Che figure facciamo dicendo ad una persona che realmente vuole aiutarci che non siamo interessati a lei finche&#8217; non si decide a firmarci un rid?!&#8230; mi sembra assurdo.<br />
Ah, premetto. Ogni volta che incontro dialogatori, di diverse organizzazioni, mi fermo per osservare come sono stati &#8220;formati&#8221;, deformazione professionale. Rompiscatole o no mi sono fatto un&#8217;idea (anche rispetto all&#8217;estero, sempre senza fare nomi). Cosa direste se provassimo a mettere dei volontari al posto dei dialogatori. Cosa cambierebbe? Se credete che il problema sia la motivazione a fare raccolta fondi.. parlate con chi gestisce volontari che fanno solo quello o chi muove vere macchine da guerra. Il volontario lo sa che il primo modo per aiutare la causa e&#8217; raccogliere fondi.<br />
Parliamone.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;SMS Solidale e&#8217; già finito?!</title>
		<link>http://www.jbgazzola.it/blog/2008/02/lsms-solidale-e-gia-finito/</link>
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		<pubDate>Thu, 07 Feb 2008 14:53:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fund Raising]]></category>
		<category><![CDATA[nonprofit]]></category>
		<category><![CDATA[fundraising]]></category>
		<category><![CDATA[sms]]></category>
		<category><![CDATA[solidale]]></category>

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		<description><![CDATA[Fonte: Flickr.com Sono sempre di più ed e&#8217; sempre più difficile cercare lo spunto migliore per fare breccia fra i pensieri dei donatori. Il fenomeno del &#8220;Manda un SMS per sostenerci&#8221; continua a dilagare. E&#8217; uno strumento ancora percorribile? Quali sono le risorse da mettere in campo per questa campagna? In quale periodo e&#8217; meglio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://allyoucanupload.webshots.com/v/2000911454099922300"><img src="http://aycu26.webshots.com/image/39625/2000911454099922300_rs.jpg" border="0" alt="Free Image Hosting at allyoucanupload.com" /></a><br />
Fonte: <a href="http://www.flickr.com/photos/youpidou/96438080">Flickr.com</a></p>
<p>Sono sempre di più ed e&#8217; sempre più difficile cercare lo spunto migliore per fare breccia fra i pensieri dei donatori.<br />
Il fenomeno del &#8220;<strong>Manda un SMS per sostenerci</strong>&#8221; continua a dilagare.<br />
E&#8217; uno strumento ancora percorribile?<br />
Quali sono le risorse da mettere in campo per questa campagna?<br />
In quale periodo e&#8217; meglio disporre di un numero per l&#8217;SMS Solidale?<br />
<strong><span id="more-98"></span></strong></p>
<p>Provo a dare il mio punto di vista.<br />
Questo post nasce proprio dalla considerazione del fatto che durante tutti i 12 mesi dell&#8217;anno c&#8217;e&#8217; almeno una campagna SMS Solidale attiva.<br />
Quanto sono stanchi gli italiani di questo tipo di richiesta, quanto si fidano?<br />
Nonostante la grande truffa dell&#8217;SMS per gli sfollati dello Tsunami, le campagne successive sono state molto fruttuose, soprattutto se associate a collaborazioni con radio e tv.</p>
<p>Un esempio per tutti, la campagna di Save the Children di qualche tempo fa, in collaborazione con radio RTL 102.5, ha permesso di raccogliere <strong>200.000 € in una settimana</strong>.<br />
Oggi i risultati non sono più questi, sempre più persone donano al nonprofit e sicuramente alcune di queste si sentono tali solo per aver donato attraverso un sms. Questo e&#8217; uno dei problemi. Oltre al sovraffollamento e&#8217; necessario considerare che se la campagna dell&#8217;Sms Solidale comincia quando e&#8217; stata avviata una campagna di mailing, allora e&#8217; lecito pensare che i donatori meno &#8220;caldi&#8221;, sollecitati dal mailing, probabilmente si sentiranno appagati mandando un sms o, ancora peggio per la raccolta fondi, avendo destinato il 5&#215;1000.</p>
<p>Come risolvere il problema senza dover assoldare un nuovo Archimede dall&#8217;&#8221;Eureka&#8221; troppo costoso?!<br />
Una risposta me la sono data per riuscire a dormire la notte e vorrei condividerla. Si tratta, a mio avviso, di una questione di <strong>comunicazione</strong> e di <strong>cura del donatore</strong>. Prima di spiegare meglio vorrei avere qualche vostro punto di vista. Cosa ne pensate?</p>
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		<title>Libera comunicazione in Paese quasi-libero</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jan 2008 08:40:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[fundraising]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://allyoucanupload.webshots.com/v/2002603122287614821"><img src="http://aycu11.webshots.com/image/37050/2002603122287614821_rs.jpg" border="0" alt="Free Image Hosting at allyoucanupload.com" /></a></p>
<p>Foto: <a href="http://www.flickr.com/photos/naoh/30249606/">Flickr.com</a></p>
<p>Su <a href="http://www.repubblica.it/">Repubblica.it</a> del 02/01/08 si da ampio spazio alla notizia &#8220;<strong>La televisione si arrende a internet. Il 2008 sarà l&#8217;anno del sorpasso</strong>&#8220;.<br />
Questo per noi e&#8217; un dato molto importante.<br />
Secondo una ricerca della School of Management del Politecnico di Milano e della Nielsen, il 54 per cento degli Italiani (27 milioni di individui dai 14 anni in su) preferisce il web alla televisione, soprattutto nella fascia oraria fra le 20:00 e le 22:00. <strong>IN PRIMA SERATA!!</strong><br />
Ma chi rimane allora davanti alla tv a guardare la Fattoria e il Grande Fratello!?.. il 46%, appunto.</p>
<p>Anche un&#8217;altra recente indagine dalla European Interactive Advertising Association (Eiaa), condotta in dieci nazioni europee, ha evidenziato che l&#8217;82% dei ragazzi fra i 16 e i 24 anni passano la maggior parte del tempo libero sulla Rete.<br />
Il target individuato per le altre fasce d&#8217;età, inoltre, e&#8217; tutt&#8217;altro che prevedibile. Internet sta seducendo persone di tutte le età che vivono tanto nei centri urbani quanto nei paesi o nelle campagne. Il 54 per cento degli italiani, appunto.</p>
<p>Altro elemento evidenziato, in Italia siamo carenti di <strong>banda larga</strong>. Siamo uno fra i Paesi europei con la più bassa diffusione sul territorio.<br />
Sembra una cosa banale, risaputa a tutti ma bisogna parlarne. Pensate che in Danimarca e Olanda il dato sulla diffusione e&#8217; più del doppio rispetto al nostro!</p>
<p>Vogliamo dire che.. <strong>BEN GLI STA!</strong><br />
Chissà che questo sia il segnale utile per il cambiamento di una televisione che oggi non ha più molto da dirci, anzi.. ormai ha scelto di non dire proprio nulla, compresa questa notizia.</p>
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