Questa volta mi chiedo come un consulente possa chiedere decine di migliaia di euro (senza esagerare) ad un’associazione nonprofit che con 1€ nutre un bambino.
Voi direte, il consulente deve pur mangiare, non e’ un volontario…
Sta proprio qui il problema, le organizzazioni per cui ho lavorato sanno bene che non accetto un lavoro se le cifre che mi vengono offerte sono insostenibili, per l’associazione.
Attenzione (lo si dice anche in una pubblicita’ che gira oggi in tv) non sempre ad un prezzo piu’ alto corrisponde una maggiore qualita’ o un maggiore rendimento. Non sempre dietro una bella facciata corrisponde un altrettanto alto standard qualitativo.
RENDETE LA VITA DURA A QUESTI CONSULENTI, fate che vi sia concorrenza di mercato.
Fategli capire fino in fondo cosa sono per voi 15.000 €!
Sulla scia delle associazioni che invitano i donatori a toccare con mano, invitateli! funziona!!
Invitate il vostro consulente a visitare una missione, un progetto, la prova generale di uno spettacolo teatrale, invitatelo concretamente a provare quello che voi provate ogni giorno quando lavorate per l’associazione.
In quel momento e’ come se fosse un vostro donatore, va conquistato.
Se non riuscirete ad instaurare questo legame che va oltre il contratto formale, se non riuscirete a guadagnarvi la sua stima, ma solo una consulenza, non riuscirete ad avere niente piu’ di una fattura salata e la vostra organizzazione parlera’ come tutte le altre, le azioni si somiglieranno a tutte le altre.
Coinvolgimento!







