<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Jacopo Brian Gazzola Blog &#187; fundraising</title>
	<atom:link href="http://www.jbgazzola.it/blog/tag/fundraising/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.jbgazzola.it/blog</link>
	<description>Blog sul Fund Raising e su tutto il mondo nonprofit. Contenuti, discussioni, media.</description>
	<lastBuildDate>Sat, 16 May 2009 19:40:40 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0.1</generator>
		<item>
		<title>Impegnarsi per un FFrestival diverso</title>
		<link>http://www.jbgazzola.it/blog/2009/05/impegnarsi-per-un-ffrestival-diverso/</link>
		<comments>http://www.jbgazzola.it/blog/2009/05/impegnarsi-per-un-ffrestival-diverso/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 16 May 2009 19:34:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[festival]]></category>
		<category><![CDATA[fundraising]]></category>
		<category><![CDATA[opinione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.jbgazzola.it/blog/?p=257</guid>
		<description><![CDATA[Immagine di Emma Ciceri Mai vista una mobilitazione simile dei fr-blogger. Butto li&#8217; un&#8217;idea, sarà mica perché vogliamo davvero provare a cambiare questo Festival che, in questa seconda edizione, non ci ha soddisfatto abbastanza?! Beh, comunque fa un bell&#8217;effetto. Fa piacere vedere che esiste una comunità di fundraiser anche in Italia, anche se l&#8217;apertura del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://postelffr.wordpress.com/"><img alt="" src="http://postelffr.files.wordpress.com/2009/05/gosocial.jpg?w=450&#038;h=300" class="aligncenter" width="450" height="300" /></a><br />
Immagine di <a href="http://postelffr.wordpress.com/">Emma Ciceri</a>
<p>
Mai vista una mobilitazione simile dei fr-blogger.<br />
Butto li&#8217; un&#8217;idea, sarà mica perché vogliamo davvero <strong>provare a cambiare questo Festival</strong> che, in questa seconda edizione, non ci ha soddisfatto abbastanza?!<br />
Beh, comunque fa un bell&#8217;effetto. Fa piacere vedere che <strong>esiste una comunità di fundraiser</strong> anche in Italia, anche se l&#8217;apertura del Festival sembrava più quella di una setta&#8230; con Paolo Ferrara che finalmente si e&#8217; reso conto di non essere più un ragazzino e di essere, come ha detto Melandri, una delle colonne del fundraising in Italia (oltre che uno dei quattro grandi sacerdoti della setta).<br />
Sono già intervenuto in qualche altra discussione,<span id="more-257"></span> ma vorrei comunque raccogliere un po&#8217; di idee sparse.</p>
<p>Vorrei partire dall&#8217;ultimo post uscito, di <a href="http://www.lucianozanin.it/2009/05/15/festival-del-fund-raising-2009">Luciano Zanin</a>, che propone uno sviluppo dello sponsoring per il Festival e che, personalmente ho trovato molto interessante. Per i dettagli rimando al commento che ho fatto in quella discussione, ma qui vorrei riportare il fatto che <strong>per le organizzazioni nonprofit, sponsorizzare il Festival</strong>, potrebbe essere l&#8217;occasione per poter partecipare a sessioni, chiuse, con un certo relatore che tratta di una certa tematica oppure essere presenti ad una certa tavola rotonda, chiusa per i non-sponsor. Insomma, sponsoring per la possibilità di avere accesso a contenuto di alto profilo o confronti su particolari tematiche particolarmente cari all&#8217;organizzazione. Anche il singolo potrebbe voler pagare per partecipare&#8230;. lancio un appello, perché non parlare di <strong>laboratori, veri, utili</strong>. Sia il singolo che l&#8217;organizzazione (cmq singolo come referente dell&#8217;organizzazione) possono essere interessati a pagare per uno specifico contenuto. Personalmente pagherei per un laboratorio sul fundraising per la cultura, come responsabile fr di COSPE, pagherei per un laboratorio con il Kothler di turno, magari con altre poche persone, per rendere la cosa anche relativamente personale.</p>
<p>L&#8217;idea di <a href="http://diariodelfundraiser.wordpress.com/2009/05/13/le-pagelle-del-festival-del-fundraising-2009/">Daniele Fusi</a> di fare la pagella al Festival, mi e&#8217; piaciuta un sacco. Vorrei provare a dare un paio di voti, ma più che altro per integrare quelli già presentati.<br />
NUOVE IDEE &#8211; <strong>voto 9</strong> &#8211; Favolosa l&#8217;idea &#8220;La mia sfida di oggi e&#8217;&#8221;. In ufficio, ogni giorno, attacco un post-it. Mi serviranno blocchetti di scorta. Bella anche l&#8217;idea delle buchette personali. Da sviluppare.<br />
PARK HOTEL &#8211; <strong>voto 0</strong> &#8211; Pensate che sono riuscito ad insaponarmi i piedi durante la doccia solo uscendo dal bagno e sedendo sul letto, che dividevo con un&#8217;altra persona&#8230;<br />
MR. PIDGEON E MR. MALLABONE &#8211; <strong>voto 8</strong> &#8211; Grandi relatori e grande energia, lo sappiamo, ma vorrei ricordare Mr Pidgeon che arriva al Festival con una giacca bianco latte, molto &#8220;disco inferno&#8221;, che assieme alle danze allucinanti di Santini sono l&#8217;aspetto più eccentrico del Festival. (complimenti al Santini ;)</p>
<p>Infine vorrei ribadire quanto già scritto in un post di <a href="http://postelffr.wordpress.com/">Emma Ciceri</a>, e&#8217; un peccato che i <strong>momenti di confronto</strong> fra chi fa il nostro mestiere siano limitati al solo Festival. Come Valerio Melandri sa bene ci sono stati altri tentativi, ma forse per la natura che hanno assunto non sono durati molto. Ci hanno provato anche i fundraising della Milano da bere. Purtroppo non sono mai riuscito a partecipare&#8230; se quello e&#8217; un modello che funziona, pensiamo a come svilupparlo! Deve esserci sempre di mezzo l&#8217;alcol e un paio di Dj, perché funzioni?! ;)</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.jbgazzola.it/blog/2009/05/impegnarsi-per-un-ffrestival-diverso/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>15</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>10 milioni di Euro&#8230; mai vista un&#8217;azione simile!</title>
		<link>http://www.jbgazzola.it/blog/2008/10/10-milioni-di-euro-mai-vista-unazione-simile/</link>
		<comments>http://www.jbgazzola.it/blog/2008/10/10-milioni-di-euro-mai-vista-unazione-simile/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 31 Oct 2008 13:28:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fund Raising]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[cause related marketing]]></category>
		<category><![CDATA[co-marketing]]></category>
		<category><![CDATA[fundraising]]></category>
		<category><![CDATA[nonprofit]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.jbgazzola.it/blog/?p=123</guid>
		<description><![CDATA[Che dire&#8230; COMPLIMENTI! Save the Children si ri-conferma una macchina da guerra in termini di raccolta fondi. Cosa e&#8217; successo: non conoscendo dall&#8217;interno come sono andate le cose, invito ad intervenire per approfondire questa iniziativa che ha dell&#8217;incredibile e che farebbe veramente bene a tutti conoscere.   Dal sito StC: Bulgari ha deciso di dare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.savethechildren.it/2003/comunicati.asp?id=551"><img src="http://www.savethechildren.it/2003/upload_img/cs/anello_STC.gif" alt="" align="left" /></a></p>
<p>Che dire&#8230; COMPLIMENTI!</p>
<p><a href="http://www.savethechildren.it/2003/comunicati.asp?id=551"><strong>Save the Children</strong></a> si ri-conferma una macchina da guerra in termini di raccolta fondi.<br />
Cosa e&#8217; successo: non conoscendo dall&#8217;interno come sono andate le cose, invito ad intervenire per approfondire questa iniziativa che ha dell&#8217;incredibile e che farebbe veramente bene a tutti conoscere.<br />
 </p>
<p>Dal sito StC:</p>
<blockquote><p>Bulgari ha deciso di dare il proprio contributo a Save the Children con l’obiettivo di raccogliere 10 milioni di Euro entro la fine del 2009, di cui 1 milione di Euro verrà donato anticipatamente da Bulgari all’organizzazione, mentre la cifra rimanente verrà raccolta nel corso del prossimo anno.</p></blockquote>
<p>I 9 milioni entro fine 2009 verranno raccolti attraverso eventi organizzati da Bulgari e soprattutto con la vendita di preziosissimi oggetti di altissimo valore compreso il magnifico anello in argento che vedete in foto (290 € di cui 50€ all&#8217;associazione).<br />
Sara&#8217; una grandissima raccolta fondi che portera&#8217; nelle casse di StC ben 10 milioni in due anni.<br />
Ecco le <strong>motivazioni</strong> comunicate da Francesco Trapani, Amministratore Delegato del <strong><a href="http://www.bulgari.com/">Gruppo Bulgari</a></strong>:<span id="more-123"></span></p>
<blockquote><p><em>“Essere parte della storia e al tempo stesso poter contribuire a cambiarla dando a chi è più svantaggiato la possibilità di un nuovo futuro è per Bulgari il modo migliore di festeggiare i suoi 125 anni. Sono quindi molto felice che l’azienda collabori attivamente al successo della campagna &#8220;Riscriviamo il Futuro&#8221;, un progetto coerente con l&#8217;impegno che Bulgari ha deciso di profondere in iniziative a favore dell&#8217;educazione giovanile in tutto il mondo, e sono convinto che grazie all&#8217;aiuto dei nostri clienti e dei sostenitori di Save the Children riusciremo a raggiungere e, spero, anche a superare l&#8217;ambizioso obiettivo che ci siamo prefissati.”</em></p></blockquote>
<p>Che altro dire&#8230; sono senza parole.<br />
Complimenti davvero allo staff di StC per questa operazione. Buona lavoro!</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.jbgazzola.it/blog/2008/10/10-milioni-di-euro-mai-vista-unazione-simile/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>7</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Parliamo di face to face</title>
		<link>http://www.jbgazzola.it/blog/2008/09/parliamo-di-face-to-face/</link>
		<comments>http://www.jbgazzola.it/blog/2008/09/parliamo-di-face-to-face/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 02 Sep 2008 09:39:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fund Raising]]></category>
		<category><![CDATA[face to face]]></category>
		<category><![CDATA[fundraising]]></category>
		<category><![CDATA[servizio civile]]></category>
		<category><![CDATA[volontariato]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.jbgazzola.it/blog/?p=101</guid>
		<description><![CDATA[Foto Flickr.com Buongiorno/Buonasera a tutti. Scusatemi se non mi sono più fatto vivo, il lavoro principale mi ha assorbito totalmente e solo ora (un po&#8217; per parola data, un po&#8217; per interesse specifico sul tema) ho trovato modo di postare su un argomento di cui si parla tanto. Se ne e&#8217; parlato in questi giorni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.jbgazzola.it/blog/wp-content/uploads/2008/09/158285477_b273216155_b.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-102" title="Baccano" src="http://www.jbgazzola.it/blog/wp-content/uploads/2008/09/158285477_b273216155_b-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a> <a href="http://www.flickr.com/photos/adrians/158285477/">Foto Flickr.com</a></p>
<p>Buongiorno/Buonasera a tutti. Scusatemi se non mi sono più fatto vivo, il lavoro principale mi ha assorbito totalmente e solo ora (un po&#8217; per parola data, un po&#8217; per interesse specifico sul tema) ho trovato modo di postare su un argomento di cui si parla tanto.<br />
Se ne e&#8217; parlato in questi giorni sul <a href="http://diariodelfundraiser.wordpress.com/2008/08/21/fundraising-imparare-dalleccellenza-il-caso-save-the-children/">blog</a> di Daniele e Ioana.<br />
Il caso e&#8217; aperto.</p>
<p>Non voglio parlare di casi specifici, non voglio parlare della differenza fra il dialogo diretto di Save the Children e di quello di Amnesty o della decisione di avere dei dialogatori o di non averne. Mi fermerò molto prima. Non prenderò in considerazione nemmeno quelle associazioni che non si sono poste il problema, chiudendo il discorso dicendo che se si vuole sviluppare la raccolta fondi bisogna, come minimo, porsi il problema sulla funzione di un determinato strumento e di quanto costerebbe (in termini di budget in entrata e uscita) all&#8217;associazione.<span id="more-101"></span></p>
<p>Partirei dal <strong>primo elemento</strong>. Nel resto dell&#8217;Europa e nelle associazioni di livello europeo presenti in Italia in cui e&#8217; utilizzato lo strumento del face-to-face, il dialogatore viene definito come volontario. Spesso mi sono trovato a discutere con colleghi stranieri circa il coinvolgimento dei <strong>volontari pagati, appunto i dialogatori</strong>, rispetto al coinvolgimento di quelli non pagati.<br />
Credo sia una differenza rilevante&#8230; spesso non viene percepita come tale.<br />
Una persona pagata e&#8217; anzitutto una persona subordinata alla struttura. <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lavoro_subordinato">Wiki</a> parla di subordinazione come <em>&#8220;<strong>assoggettamento</strong> del prestatore di lavoro nei confronti del datore di lavoro, assoggettamento identificabile nella possibilità da parte del datore di lavoro di poter determinare modalità e tempi di esecuzione dell&#8217;oggetto dell&#8217;obbligazione sorta dal contratto stipulato dalle parti&#8221;</em>. Ora, con tutta la benevolenza che ci possiamo mettere, occupandomi di volontari rabbrividisco a dare una definizione simile del mio rapporto con loro. MAGARI si potesse &#8220;determinare modalità e tempi&#8221; come da contratto&#8230; invece no, il bello/brutto/difficile di lavorare con i volontari e&#8217; proprio il costante lavoro motivazionale per poter arrivare a qualcosa che somigli vagamente a determinazione di modalità e tempi.<br />
A proposito vorrei riferirmi ad alcuni risultati sul <strong><a href="http://www.serviziocivile.it/">Servizio Civile</a></strong>. Premetto, non si chiama &#8220;Servizio Civile Nazionale Volontario&#8221; come si dice comunemente, ma &#8220;Servizio Civile Nazionale&#8221; perché NON SOLO VOLONTARI, SONO PAGATI!!<br />
Una riflessione facile da fare a riguardo e&#8217; che il Servizio Civile attecchisca più facilmente laddove c&#8217;e&#8217; una radicata difficoltà per i giovani ad entrare nel mondo del lavoro. Generalmente al sud Italia. Questo lo si può notare semplicemente dai dati, dal numero dei candidati rispetto al contesto geografico. Per chiudere questo primo punto, quindi, vorrei sottolineare che, così come per il Servizio Civile, parlando di face-to-face non stiamo parlando di volontari, bensì di personale retribuito al pari di qualunque altro dipendente della struttura. Questo si porta dietro tutta una serie di riflessioni.</p>
<p>Come <strong>secondo punto</strong> vorrei parlare del carattere motivazionale. Rispetto al Servizio Civile possiamo parlare di un lavoro sicuro, che lascia tanto tempo libero, la possibilità di  scegliere l&#8217;ente per cui lavorare e la facilita&#8217; nel superare la prova cv,&#8230; Nella maggioranza dei casi, per i ragazzi del Servizio Civile, penso possano valere queste motivazioni e mi viene da supporre che possa essere lo stesso per la figura del dialogatore. Proverò a motivarlo.<br />
Anzitutto non so se avete notato la mole di annunci di lavoro per i dialogatori. Vero che il target di questi annunci per il nonprofit non e&#8217; più quello di prima, sta cambiando. Quante volte avete visto annunci di dialogatori a fianco di annunci per pronto-pizza o call center?! (personalmente ne ho visti diversi) Per contro, quante volte avete visto un annuncio di volontari a fianco di questi? Ugualmente, quante volte avete visto annunci per Privat donor o Major donor o Corporate a fianco di call center, pronto-pizza, ma anche di Responsabile di produzione, etc&#8230; La risposta a queste domande potrebbe essere &#8220;raramente&#8221;. Parto da questo assunto. Se e&#8217; vero questo, significa che si verifica ancora oggi una dicotomia fra mondo profit e nonprofit per la ricerca del personale e che la figura del dialogatore forse sta nel mezzo. Se tanto mi da tanto, la trasversalita&#8217; della ricerca di dialogatori e&#8217; rivolta a quel target giovane di persone in cerca di un lavoro occasionale o che serva per mantenersi agli studi. Un po&#8217; come per il Servizio Civile. Posso anche pensare che si voglia unire l&#8217;utile al dilettevole (fare del bene potendosi mantenere gli studi o altro..).</p>
<p><strong>Terzo punto</strong> su cui mi piacerebbe discutere e&#8217; appunto la questione retribuito si/retribuito no.<br />
Una chiacchierata con una responsabile generale del f2f mi ha restituito come risposta a questo quesito &#8220;se togli lo stipendio vai in perdita e loro non riusciranno più a portare a casa i risultati di prima&#8221;. Mi viene da dire&#8230; stiamo parlando davvero di un problema di soldi?! Di motivazione?! Della tipologia di buona causa?! Del metodo di approccio?! Di cosa?!<br />
Personalmente credo che chi lavora per una organizzazione nonprofit deve seriamente togliersi dalla testa lo stipendio (continua a leggere&#8230;). Questa mia affermazione, alquanto banale per chi ci lavora, molto banale per altri, e&#8217; invece molto significativa per diverse ragioni:<br />
- se lavori e devi pensare a come arrivare alla fine del mese, lavori male e senza stimoli<br />
- se lavori e pensi allo stipendio vuol dire che prendi troppo e passi il tempo a pensare a come spenderlo oppure che prendi troppo poco e pensi se ne valga la pena<br />
- se lavori e pensi allo stipendio vuol dire che e&#8217; l&#8217;unico motivo per cui fai quel lavoro, e&#8217; l&#8217;unico pensiero positivo che associ a quel lavoro<br />
- se lavori e pensi allo stipendio significa che la buona causa e&#8217; passata in secondo piano da un bel po&#8217; di tempo. Questo non significa che non gli si dia importanza, solo viene dopo lo stipendio&#8230;<br />
- se lavori e pensi allo stipendio significa che, se ti venisse tolto, non avresti niente da pensare che sia costruttivo per il lavoro che fai oppure non avresti più un motivo per rimanere (vedi primo punto, ad esempio).<br />
Ecco perché questo genere di dialogatori non possono essere chiamati &#8220;volontari&#8221; ed ecco perché, ne parlo dopo, l&#8217;associazione non credo debba investire su queste persone (ovviamente perché comincerebbe a ragionare solo in termini di &#8220;profitto&#8221;&#8230; chiamatelo &#8220;benchmark&#8221; senno&#8217; mi tacciate per errore di sostanza). Parliamone.<br />
Personalmente credo che una persona debba venire pagata nel momento in cui si verifica ALMENO uno di questi elementi:<br />
- non basta la spinta motivazionale e l&#8217;impiego della risorsa e&#8217; fondamentale<br />
- e&#8217; necessario un impegno di una certa consistenza sul progetto e l&#8217;impegno senza supporto economico non e&#8217; sostenibile<br />
- e&#8217; l&#8217;unica modalità con cui e&#8217; possibile attrarre la risorsa<br />
- &#8230; (non me ne vengono in mente altri, suggeritene)<br />
Secondo il primo di questi punti risulta che pagare un dialogatore potrebbe essere la soluzione alla scarsa motivazione della risorsa. Dove e&#8217; da cercare la causa se una risorsa non e&#8217; motivata?! Il commento a questo punto non esclude quindi a priori una retribuzione.<br />
Secondo il secondo punto risulta che e&#8217; necessario pagare un dialogatore perché gli viene richiesto un impiego almeno part-time. Mi sembra una buona motivazione.<br />
Secondo il terzo punto risulta che e&#8217; necessario pagare un dialogatore perché, date le sue capacita&#8217; fondamentali per l&#8217;associazione, non e&#8217; possibile lasciarselo scappare e deve essere quindi immediatamente vincolato all&#8217;ente. Non si esclude ancora la possibilità del pagamento della risorsa.<br />
Riguardando questi (almeno) tre punti vorrei fare come all&#8217;inizio una distinzione fra la figura del volontario e la figura della persona stipendiata (in generale, permettetemi qualche generalizzazione, senno&#8217; non posso chiudere il cerchio).<br />
Vorrei citare una frase di un caro collega, Vittorio (ho avuto il consenso a mettere il nome..). Parlando di volontariato lo definisce come:</p>
<blockquote><p><em>&#8220;[...] un moltiplicatore di attività che consente di intervenire su un raggio di azione più ampio sia che si tratti di attività di sensibilizzazione sui bambini, di visibilità o di raccolta fondi [...]&#8220;</em></p></blockquote>
<p>Credo che qui ci sia tutto. <strong>Non credo vi sia figura più efficace (ed efficiente) per comunicare la mission di un volontario, un vero volontario</strong>. Credo che il motivo stia nella definizione stessa di volontario.<br />
Dettaglio da aggiungere al dibattito: la maggior parte delle associazioni con cui ho avuto modo di confrontarmi pagano i dialogatori <strong>non solo con un fisso&#8230; ma anche a provvigione</strong>!<br />
[<em>Voglio specificarlo se non e chiaro, la mia non e' neanche lontanamente una critica all'operato di colleghi che avranno le loro ottime ragioni per fare quello che fanno. Tra l'altro e' risaputo che e' uno strumento che funziona molto molto bene, in termini di ritorno economico. Le mie sono considerazioni su un argomento importante che spero possano servire ad un CONFRONTO COSTRUTTIVO.</em>]<br />
A questo punto mi sembra chiaro che con queste condizioni non può che venire meno non solo l&#8217;aspetto motivazionale che regge il castello, ma anche e <strong>soprattutto l&#8217;aspetto relazionale</strong> che dovrebbe stare alla base di un ruolo come quello del DIALOGATORE (che lessicalmente certo fa rima con venditore, abindolatore, muratore,&#8230;, ma che sembra non poter far rima con ascoltatore, comunicatore, sensibilizzatore, etc).<br />
Per chi non lo sapesse, la maggior parte dei dialogatori hanno il compito se volete di sensibilizzare, comunicare, <em>bla bla</em>, ma soprattutto di far firmare, sul posto, un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rapporto_interbancario_diretto">rid</a>.<br />
Avete mai provato, mi rivolgo anche a chi queste cose le gestisce (per associazioni che fanno f2f), a presentarvi ad un banchetto per fare una donazione? A me e&#8217; capitato, non faccio nomi, e mi e&#8217; stato risposto più volte da più persone presenti al banchetto che &#8220;noi cerchiamo persone diverse, che vogliano sostenere un progetto per tanto tempo&#8221; e alla mia richiesta &#8220;&#8230;ma allora xxx non e&#8217; interessata al mio contributo?!?&#8221; la risposta e&#8217; stata la medesima. Alla mia richiesta &#8220;va bene, mi dispiace, non mi e&#8217; possibile fare un rid, ma sarei felice di fare una donazione domattina. Potete darmi un bollettino da compilare e del materiale informativo?&#8221;. La risposta: &#8220;mi dispiace, ma siamo interessati a persone che scelgono di sostenerci in modo continuo. Per il materiale deve andare sul sito. Arrivederci.&#8221;<br />
<strong>Arrivederci, direi proprio di no!&#8230;&#8230;</strong></p>
<p>Quanto costa ad una organizzazione dare un pacco di bollettini vuoti per ogni banchetto?! Quanto costa dare un pacco di leaflet inormativi?! Quanti donatori perdiamo così?! Che figure facciamo dicendo ad una persona che realmente vuole aiutarci che non siamo interessati a lei finche&#8217; non si decide a firmarci un rid?!&#8230; mi sembra assurdo.<br />
Ah, premetto. Ogni volta che incontro dialogatori, di diverse organizzazioni, mi fermo per osservare come sono stati &#8220;formati&#8221;, deformazione professionale. Rompiscatole o no mi sono fatto un&#8217;idea (anche rispetto all&#8217;estero, sempre senza fare nomi). Cosa direste se provassimo a mettere dei volontari al posto dei dialogatori. Cosa cambierebbe? Se credete che il problema sia la motivazione a fare raccolta fondi.. parlate con chi gestisce volontari che fanno solo quello o chi muove vere macchine da guerra. Il volontario lo sa che il primo modo per aiutare la causa e&#8217; raccogliere fondi.<br />
Parliamone.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.jbgazzola.it/blog/2008/09/parliamo-di-face-to-face/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>19</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;SMS Solidale e&#8217; già finito?!</title>
		<link>http://www.jbgazzola.it/blog/2008/02/lsms-solidale-e-gia-finito/</link>
		<comments>http://www.jbgazzola.it/blog/2008/02/lsms-solidale-e-gia-finito/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 07 Feb 2008 14:53:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fund Raising]]></category>
		<category><![CDATA[nonprofit]]></category>
		<category><![CDATA[fundraising]]></category>
		<category><![CDATA[sms]]></category>
		<category><![CDATA[solidale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.jbgazzola.it/blog/2008/02/07/lsms-solidale-e-gia-finito/</guid>
		<description><![CDATA[Fonte: Flickr.com Sono sempre di più ed e&#8217; sempre più difficile cercare lo spunto migliore per fare breccia fra i pensieri dei donatori. Il fenomeno del &#8220;Manda un SMS per sostenerci&#8221; continua a dilagare. E&#8217; uno strumento ancora percorribile? Quali sono le risorse da mettere in campo per questa campagna? In quale periodo e&#8217; meglio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://allyoucanupload.webshots.com/v/2000911454099922300"><img src="http://aycu26.webshots.com/image/39625/2000911454099922300_rs.jpg" border="0" alt="Free Image Hosting at allyoucanupload.com" /></a><br />
Fonte: <a href="http://www.flickr.com/photos/youpidou/96438080">Flickr.com</a></p>
<p>Sono sempre di più ed e&#8217; sempre più difficile cercare lo spunto migliore per fare breccia fra i pensieri dei donatori.<br />
Il fenomeno del &#8220;<strong>Manda un SMS per sostenerci</strong>&#8221; continua a dilagare.<br />
E&#8217; uno strumento ancora percorribile?<br />
Quali sono le risorse da mettere in campo per questa campagna?<br />
In quale periodo e&#8217; meglio disporre di un numero per l&#8217;SMS Solidale?<br />
<strong><span id="more-98"></span></strong></p>
<p>Provo a dare il mio punto di vista.<br />
Questo post nasce proprio dalla considerazione del fatto che durante tutti i 12 mesi dell&#8217;anno c&#8217;e&#8217; almeno una campagna SMS Solidale attiva.<br />
Quanto sono stanchi gli italiani di questo tipo di richiesta, quanto si fidano?<br />
Nonostante la grande truffa dell&#8217;SMS per gli sfollati dello Tsunami, le campagne successive sono state molto fruttuose, soprattutto se associate a collaborazioni con radio e tv.</p>
<p>Un esempio per tutti, la campagna di Save the Children di qualche tempo fa, in collaborazione con radio RTL 102.5, ha permesso di raccogliere <strong>200.000 € in una settimana</strong>.<br />
Oggi i risultati non sono più questi, sempre più persone donano al nonprofit e sicuramente alcune di queste si sentono tali solo per aver donato attraverso un sms. Questo e&#8217; uno dei problemi. Oltre al sovraffollamento e&#8217; necessario considerare che se la campagna dell&#8217;Sms Solidale comincia quando e&#8217; stata avviata una campagna di mailing, allora e&#8217; lecito pensare che i donatori meno &#8220;caldi&#8221;, sollecitati dal mailing, probabilmente si sentiranno appagati mandando un sms o, ancora peggio per la raccolta fondi, avendo destinato il 5&#215;1000.</p>
<p>Come risolvere il problema senza dover assoldare un nuovo Archimede dall&#8217;&#8221;Eureka&#8221; troppo costoso?!<br />
Una risposta me la sono data per riuscire a dormire la notte e vorrei condividerla. Si tratta, a mio avviso, di una questione di <strong>comunicazione</strong> e di <strong>cura del donatore</strong>. Prima di spiegare meglio vorrei avere qualche vostro punto di vista. Cosa ne pensate?</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.jbgazzola.it/blog/2008/02/lsms-solidale-e-gia-finito/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Libera comunicazione in Paese quasi-libero</title>
		<link>http://www.jbgazzola.it/blog/2008/01/libera-comunicazione-in-paese-quasi-libero/</link>
		<comments>http://www.jbgazzola.it/blog/2008/01/libera-comunicazione-in-paese-quasi-libero/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 03 Jan 2008 08:40:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[fundraising]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.jbgazzola.it/blog/2008/01/03/libera-comunicazione-in-paese-quasi-libero/</guid>
		<description><![CDATA[Foto: Flickr.com Su Repubblica.it del 02/01/08 si da ampio spazio alla notizia &#8220;La televisione si arrende a internet. Il 2008 sarà l&#8217;anno del sorpasso&#8220;. Questo per noi e&#8217; un dato molto importante. Secondo una ricerca della School of Management del Politecnico di Milano e della Nielsen, il 54 per cento degli Italiani (27 milioni di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://allyoucanupload.webshots.com/v/2002603122287614821"><img src="http://aycu11.webshots.com/image/37050/2002603122287614821_rs.jpg" border="0" alt="Free Image Hosting at allyoucanupload.com" /></a></p>
<p>Foto: <a href="http://www.flickr.com/photos/naoh/30249606/">Flickr.com</a></p>
<p>Su <a href="http://www.repubblica.it/">Repubblica.it</a> del 02/01/08 si da ampio spazio alla notizia &#8220;<strong>La televisione si arrende a internet. Il 2008 sarà l&#8217;anno del sorpasso</strong>&#8220;.<br />
Questo per noi e&#8217; un dato molto importante.<br />
Secondo una ricerca della School of Management del Politecnico di Milano e della Nielsen, il 54 per cento degli Italiani (27 milioni di individui dai 14 anni in su) preferisce il web alla televisione, soprattutto nella fascia oraria fra le 20:00 e le 22:00. <strong>IN PRIMA SERATA!!</strong><br />
Ma chi rimane allora davanti alla tv a guardare la Fattoria e il Grande Fratello!?.. il 46%, appunto.</p>
<p>Anche un&#8217;altra recente indagine dalla European Interactive Advertising Association (Eiaa), condotta in dieci nazioni europee, ha evidenziato che l&#8217;82% dei ragazzi fra i 16 e i 24 anni passano la maggior parte del tempo libero sulla Rete.<br />
Il target individuato per le altre fasce d&#8217;età, inoltre, e&#8217; tutt&#8217;altro che prevedibile. Internet sta seducendo persone di tutte le età che vivono tanto nei centri urbani quanto nei paesi o nelle campagne. Il 54 per cento degli italiani, appunto.</p>
<p>Altro elemento evidenziato, in Italia siamo carenti di <strong>banda larga</strong>. Siamo uno fra i Paesi europei con la più bassa diffusione sul territorio.<br />
Sembra una cosa banale, risaputa a tutti ma bisogna parlarne. Pensate che in Danimarca e Olanda il dato sulla diffusione e&#8217; più del doppio rispetto al nostro!</p>
<p>Vogliamo dire che.. <strong>BEN GLI STA!</strong><br />
Chissà che questo sia il segnale utile per il cambiamento di una televisione che oggi non ha più molto da dirci, anzi.. ormai ha scelto di non dire proprio nulla, compresa questa notizia.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.jbgazzola.it/blog/2008/01/libera-comunicazione-in-paese-quasi-libero/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Strumento per Grandi Donatori</title>
		<link>http://www.jbgazzola.it/blog/2007/11/strumento-per-grandi-donatori/</link>
		<comments>http://www.jbgazzola.it/blog/2007/11/strumento-per-grandi-donatori/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 27 Nov 2007 13:53:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fund Raising]]></category>
		<category><![CDATA[fundraising]]></category>
		<category><![CDATA[grandi donatori]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.jbgazzola.it/blog/2007/11/27/strumento-per-grandi-donatori/</guid>
		<description><![CDATA[Una matrice chiara, semplice, non lascia spazio a dubbi. Ti trovi davanti ad una pulsantiera e, da quella, hai la possibilità di cambiare la vita di centinaia di persone, con pochi click. Per te non e&#8217; un peso, ma un piacere. Dopo ti sentirai meglio e cercherai presto occasione per rifarlo. Come puoi tirarti indietro? [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://allyoucanupload.webshots.com/v/2003076859822967063"><img src="http://aycu32.webshots.com/image/33151/2003076859822967063_rs.jpg" alt="Free Image Hosting at allyoucanupload.com" border="0" /></a></p>
<p>Una matrice chiara, semplice, non lascia spazio a dubbi. Ti trovi davanti ad una pulsantiera e, da quella, hai la possibilità di cambiare la vita di centinaia di persone, con pochi click.<br />
Per te non e&#8217; un peso, ma un piacere. Dopo ti sentirai meglio e cercherai presto occasione per rifarlo.<br />
Come puoi tirarti indietro?</p>
<p>Vivessi negli USA avresti ottime ragioni, anche fiscali, per farlo, ma in Italia.. quasi quasi lo fai <strong>solo per sentirti Dio</strong>.<br />
Attenzione, però, perché se non sei libero di trattare cifre ad otto zeri, beh, smamma! Questo sito non é fatto per te.<br />
L&#8217;efficacia prima di tutto. Guarda veloce, ti piace? Compralo e farai felice centinaia di persone. Cosa cerchi di più?!<br />
<strong><a href="http://www.thebiggive.org.uk/results.php">The Big Give</a></strong> é uno strumento, molto semplice da utilizzare, che ti permette di <strong>trovare il progetto di filantropia più vicino alla tua sensibilità (e istintualità&#8230;)</strong>.</p>
<p>Decine di organizzazioni nonprofit di tutto il mondo si sono iscritte proponendo i propri progetti e quantificando il contributo necessario. Per loro non é solo una vetrina per i Grandi Donatori, ma anche un mezzo di promozione dei propri progetti.<br />
Una bella opportunità, la consiglierei. Mi farebbe molto piacere conoscere l&#8217;entità delle risposte per valutare la reale efficacia dello strumento.</p>
<p>Per noi comuni mortali, invece, avanti con carta e penna. <strong>Prendere spunto!!</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.jbgazzola.it/blog/2007/11/strumento-per-grandi-donatori/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Quali sono le motivazioni di un grande donatore?</title>
		<link>http://www.jbgazzola.it/blog/2007/11/quali-sono-le-motivazioni-di-un-grande-donatore/</link>
		<comments>http://www.jbgazzola.it/blog/2007/11/quali-sono-le-motivazioni-di-un-grande-donatore/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 15 Nov 2007 11:51:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fund Raising]]></category>
		<category><![CDATA[buffett]]></category>
		<category><![CDATA[fundraising]]></category>
		<category><![CDATA[grandi donatori]]></category>
		<category><![CDATA[motivazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.jbgazzola.it/blog/2007/11/15/quali-sono-le-motivazioni-di-un-grande-donatore/</guid>
		<description><![CDATA[Warrenn Buffett e la donazione piu&#8217; grande della storia. Guardate il video. Il video e&#8217; l&#8217;annuncio pubblico della donazione di Warenn Buffett (secondo uomo piu&#8217; ricco della Terra) di 10 milioni di azioni di tipo B della Berkshire Hatathaway Corporation alla Bill &#038; Melinda Gates Foundation, valore a quel momento circa nell&#8217;ordine di 31B $, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Warrenn Buffett e la donazione piu&#8217; grande della storia. Guardate il video.</p>
<p><object width="425" height="350"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/hqkGIvAr0Y8"></param> <embed src="http://www.youtube.com/v/hqkGIvAr0Y8" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350"></embed></object></p>
<p>Il video e&#8217; l&#8217;annuncio pubblico della donazione di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Warren_Buffett"><strong>Warenn Buffett</strong></a> (secondo uomo piu&#8217; ricco della Terra) di 10 milioni di azioni di tipo B della Berkshire Hatathaway Corporation alla Bill &#038; Melinda Gates Foundation, valore a quel momento circa nell&#8217;ordine di 31B $, ripeto, <strong>31 miliardi di dollari!</strong><br />
Buffett diventa cosi&#8217; il piu&#8217; grande filantropo di tutti i tempi.</p>
<p>Cosa spinge una persona a donare quasi tutto il suo patrimonio personale ad una buona causa?<br />
A che eta&#8217; si suppone si arrivi a fare una scelta di questo tipo?<br />
Voi mi direte, c&#8217;entra qualcosa tutto questo con l&#8217;Italia?! e&#8217; possibile fare questo genere di elucubrazioni anche qui da noi?<br />
<span id="more-91"></span><br />
Il primo momento di analisi, quindi, e&#8217; <strong>la territorialita&#8217;</strong>. Sicuramente il fenomeno delle grandi donazioni non e&#8217; uguale da un Paese ad un&#8217;altro, ma possiamo trovare molti elementi in comune.</p>
<p>Partendo proprio dal video di Buffett, quindi da un Paese anglosassone, vediamo come molte delle motivazioni che lui affronta sono convinzioni diffuse in America. Primo fra tutti il dovere morale nel restituire alla societa&#8217; quello che gli e&#8217; stato donato durante la vita.<br />
Il <u>liberismo americano</u> ha creato il sogno americano dove tutti potevano/possono affermarsi con impegno per una competizione leale. Dio e la societa&#8217; fanno il resto e cosi&#8217; nascono persone come Buffett che, ad una certa eta&#8217;, si guardano indietro e fanno scelte come questa.<br />
Sicuramente <strong>in Italia</strong> questa posizione non e&#8217; cosi&#8217; presente. Lo stimolo per una grande donazione, generalmente, proviene da facilitazioni fiscali (argomentazione peraltro preponderante anche in America dove il sistema fiscale e&#8217; molto piu&#8217; favorevole) e da un ritorno di immagine.</p>
<p>Secondo punto, <strong>quanto conta l&#8217;eta&#8217;?</strong><br />
Gli studi sui grandi donatori in Italia non sono molti e, per di piu&#8217;, sono realizzate da aziende (quindi orientate all&#8217;aspetto finanziario e allo studio dell&#8217;immagine).<br />
Negli Stati Uniti si e&#8217; calcolato che la prima donazione da 50.000$ viene elargita dopo 13 anni dalla prima donazione. Questo significa, evidentemente, che la grande donazione arrivera&#8217; con ogni probabilita&#8217; da persone sopra i 40 anni.</p>
<p>Oggi ho cercato di ragionare sulle motivazioni. La prossima volta parliamo <strong>dell&#8217;approccio al grande donatore, il momento dell&#8217;<em>asking</em>. Come fare la domanda?</strong><br />
Defiscalizzazione, ritorno di immagine, vicinanza alla buona causa. Come avvicinare il grande donatore?</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.jbgazzola.it/blog/2007/11/quali-sono-le-motivazioni-di-un-grande-donatore/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Quanto mi costi, caro consulente!</title>
		<link>http://www.jbgazzola.it/blog/2007/11/quanto-mi-costi-caro-consulente/</link>
		<comments>http://www.jbgazzola.it/blog/2007/11/quanto-mi-costi-caro-consulente/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 01 Nov 2007 17:22:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fund Raising]]></category>
		<category><![CDATA[consulenza]]></category>
		<category><![CDATA[costo]]></category>
		<category><![CDATA[fundraising]]></category>
		<category><![CDATA[scelta]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.jbgazzola.it/blog/2007/11/01/quanto-mi-costi-caro-consulente/</guid>
		<description><![CDATA[Questa volta mi chiedo come un consulente possa chiedere decine di migliaia di euro (senza esagerare) ad un&#8217;associazione nonprofit che con 1€ nutre un bambino. Voi direte, il consulente deve pur mangiare, non e&#8217; un volontario&#8230; Sta proprio qui il problema, le organizzazioni per cui ho lavorato sanno bene che non accetto un lavoro se [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://allyoucanupload.webshots.com/v/2003146614183759378"><img border="0" src="http://aycu26.webshots.com/image/31905/2003146614183759378_rs.jpg" alt="Free Image Hosting at allyoucanupload.com"/></a></p>
<p>Questa volta mi chiedo come un consulente possa chiedere decine di migliaia di euro (senza esagerare) ad un&#8217;associazione nonprofit che <b>con 1€ nutre un bambino</b>.<br />
Voi direte, il consulente deve pur mangiare, non e&#8217; un volontario&#8230;</p>
<blockquote><p>Sta proprio qui il problema, le organizzazioni per cui ho lavorato sanno bene che non accetto un lavoro se le cifre che mi vengono offerte sono insostenibili, per l&#8217;associazione.</p></blockquote>
<p>Attenzione (lo si dice anche in una pubblicita&#8217; che gira oggi in tv) non sempre ad un prezzo piu&#8217; alto corrisponde una maggiore qualita&#8217; o un maggiore rendimento. Non sempre dietro una bella facciata corrisponde un altrettanto alto standard qualitativo.<br />
RENDETE LA VITA DURA A QUESTI CONSULENTI, fate che vi sia concorrenza di mercato.<br />
<b>Fategli capire fino in fondo cosa sono per voi 15.000 €!</b></p>
<p>Sulla scia delle associazioni che invitano i donatori a toccare con mano, invitateli! <strong>funziona!!</strong><br />
Invitate il vostro consulente a visitare una missione, un progetto, la prova generale di uno spettacolo teatrale, invitatelo concretamente a provare quello che voi provate ogni giorno quando lavorate per l&#8217;associazione.<br />
In quel momento e&#8217; come se fosse un vostro donatore, <strong>va conquistato</strong>.</p>
<p>Se non riuscirete ad instaurare questo legame che va oltre il contratto formale, se non riuscirete a guadagnarvi la sua stima, ma solo una consulenza, non riuscirete ad avere niente piu&#8217; di una fattura salata e la vostra organizzazione parlera&#8217; come tutte le altre, le azioni si somiglieranno a tutte le altre.<br />
Coinvolgimento!</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.jbgazzola.it/blog/2007/11/quanto-mi-costi-caro-consulente/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>7</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Cosa pretendere da un consulente di fund raising</title>
		<link>http://www.jbgazzola.it/blog/2007/10/cosa-pretendere-da-un-consulente-di-fund-raising/</link>
		<comments>http://www.jbgazzola.it/blog/2007/10/cosa-pretendere-da-un-consulente-di-fund-raising/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 25 Oct 2007 08:51:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fund Raising]]></category>
		<category><![CDATA[consulenza]]></category>
		<category><![CDATA[costo]]></category>
		<category><![CDATA[fundraising]]></category>
		<category><![CDATA[scelta]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.jbgazzola.it/blog/2007/10/25/cosa-pretendere-da-un-consulente-di-fund-raising/</guid>
		<description><![CDATA[Foto da Flickr.com Da una serie di post sul Blog Cause-Related Marketing. Prima di capire come e se licenziare un consulente (o non farlo nemmeno entrare dalla porta d&#8217;ingresso), contestualizzerei la scelta evidenziando le motivazioni dei soggetti in scena. Il contesto e&#8217; la valutazione di una campagna di Cause-Related Marketing. I protagonisti sono: l&#8217;associazione nonprofit, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://allyoucanupload.webshots.com/v/2004953050408602967"><img border="0" src="http://aycu35.webshots.com/image/32434/2004953050408602967_rs.jpg" alt="Free Image Hosting at allyoucanupload.com"/></a><br />
Foto da <a href="http://flickr.com/photos/sarcasmo/18512326/">Flickr.com</a></p>
<p>Da una serie di post sul Blog <a href="http://causerelatedmarketing.blogspot.com/search/label/Evaluating%20a%20cause-related%20marketing%20campaign">Cause-Related Marketing</a>.</p>
<p>Prima di capire come e se <strong>licenziare un consulente</strong> (o non farlo nemmeno entrare dalla porta d&#8217;ingresso), contestualizzerei la scelta evidenziando le motivazioni dei soggetti in scena.<br />
Il contesto e&#8217; la valutazione di una campagna di Cause-Related Marketing.<br />
I protagonisti sono: l&#8217;associazione nonprofit, il consulente e lo sponsor/finanziatore.<br />
<span id="more-79"></span><br />
<strong>1.</strong> Ecco alcuni degli elementi che deve tenere in considerazione la <strong>Organizzazione Nonprofit</strong> nel processo valutativo.</p>
<p>- Il primo elemento che una onp dovrebbe valutare durante l&#8217;intero svolgimento del progetto e&#8217; la gestione del personale, dei ruoli e il turnover del personale (molto poco tenuto in considerazione in Italia). Molto spesso i giovani che partecipano all&#8217;avvio di un progetto non ne vedono la conclusione, talvolta neanche la messa in opera;</p>
<p>- Durante i momenti di aggiornamento si dovrebbero evidenziare i risultati che la campagna ha raggiunto. Presentare lo studio sulla soddisfazione dei partecipanti e l&#8217;apporto di nuovi donatori grazie al progetto. Le chiacchierate su cosa si fa per il progetto non sono produttive. E&#8217; necessario un confronto sui risultati, anche se parziali;</p>
<p>- Se non si sono raggiunti gli obiettivi prefissati, chiedersi il perche&#8217;. Necessario darsi risposte realistiche per poter migliorare con la campagna successiva;</p>
<p>- E&#8217; importante trovare un patrocinio autorevole per il progetto. Puo&#8217; essere utile durante la rendicontazione pubblica della campagna;</p>
<p>- Assicurarsi che ognuno esprima la propria voce. Chiedere l&#8217;opinione e un contributo ai partecipanti al briefing, a volte idee nuove possono venire proprio da chi non e&#8217; dentro alla situazione; (vedi Rapporto di minoranza);</p>
<p>- Parlare del rapporto fra i partner e lo sponsor. Pensate sia rimasto contento lo sponsor? E&#8217; importante sondare l&#8217;opinione interna. Parlare anche dell&#8217;agenzia per avere un feedback interno e valutare se ha avuto effetto propositivo/di coinvolgimento o di dismissione delle responsabilita&#8217;.</p>
<p>- Sono state seguite le linee guida del contratto con lo sponsor? e con l&#8217;agenzia?</p>
<p>Vediamo ora il secondo punto:<br />
<strong>2.</strong> Cosa interessa allo <strong>Sponsor</strong>?</p>
<p><strong>Lo sponsor decide di intraprendere una campagna di CRM per dare una spinta nuova e decisa alle proprie vendite</strong> abbracciando anche le quote di mercato che erano fuori dal suo normale target.</p>
<p>- Lo sponsor vuole capire l&#8217;impressione che la campagna ha avuto sui media e soprattutto la portata della comunicazione. Quali media ho sollecitato, con quale ritorno positivo, con che portata appunto (locale, regionale, nazionale,&#8230;)</p>
<p>- Quanti soldi ho incassato con questa campagna? quale e&#8217; stato il bilancio? elemento molto importante sta diventando anche il quesito &#8220;quanti soldi sono riuscito a far guadagnare all&#8217;associazione?</p>
<p>- Lo sponsor e&#8217; interessato a qualificare con la maggiore precisione possibile quali nuove quote di mercato e&#8217; riuscito a raggiungere. L&#8217;associazione ha creato uno strumento di valutazione in questo senso?</p>
<p>- Cosa ne pensano i miei clienti di questa operazione. Ho aumentato la loro fiducia? Ho perso delle quote a causa dell&#8217;aumento del prezzo dei prodotti?</p>
<p>- Lo sponsor vuole vedere se la campagna, nel suo complesso e contestualizzata ha reso meglio di altre gia&#8217; avviate in passato, anche da altre organizzazioni. Attenzione ai criteri di valutazione!</p>
<p>- Lo sponsor potrebbe essere interessato a conoscere il risultato effettivo della campagna in termini di impatto sulla societa&#8217;. Quante persone ho aiutato? Quanti bambini possono entrare nella nuova scuola?</p>
<p>- Sono riuscito a calcolare l&#8217;impatto che ha avuto la campagna sull&#8217;intera societa&#8217;? come e&#8217; stata vissuta dalle persone, dalle altre aziende?</p>
<p>Ultimo elemento per contestualizzare prima di poter parlare di come valutare un consulente.<br />
<strong>3.</strong> Quali elementi utilizza una <strong>agenzia</strong> per valutare il proprio operato?</p>
<p>Da sottolineare che <strong>l&#8217;agenzia e&#8217; una societa&#8217; che, per definizione, deve massimizzare il guadagno.</strong></p>
<p>- Le agenzie sono interessate al progetto se la campagna otterra&#8217; riconoscimenti o visibilita&#8217; dalla stampa;</p>
<p>- Le agenzie vogliono riuscire a mantere alti gli standard qualitativi e creativi;</p>
<p>- Quanto e&#8217; riuscita l&#8217;agenzia a rimanere legata agli obiettivi economici e di risultato dell&#8217;associazione?</p>
<p>- Essere allineati con la missione e gli obiettivi della organizzazione</p>
<p>Come e&#8217; evidente gli interessi dei tre protagonisti sono diversi e soprattutto possono remare talvolta uno contro l&#8217;altro.<br />
Sono evidenti alcuni elementi:</p>
<p>- L&#8217;agenzia utilizza spesso un linguaggio persuasivo per far coincidere i propri interessi a quelli dell&#8217;organizzazione;</p>
<p>- Molto spesso l&#8217;agenzia, per raggiungere i suoi obiettivi <strong>quantitativi</strong>, usa una comunicazione forte che non sempre si addice all&#8217;organizzazione. Il fine e&#8217; portarsi a casa l&#8217;obiettivo nel piu&#8217; breve tempo possibile, anche se a scapito della base donatori dell&#8217;associazione;</p>
<p>- Se l&#8217;agenzia non ha esperienza concreta nell&#8217;ambito del nostro progetto, valutare bene se potra&#8217; essere attenta alle esigenze elencate nel primo punto (esigenze dell&#8217;organizzazione nonprofit);</p>
<p>- Come si comporta l&#8217;agenzia durante le attivita&#8217;? Misura i propri risultati con parametri adeguati alle esigenze della onp? Se le esigenze sono diverse, il consulente deve decisamente essere allontanato;</p>
<p>- Quando l&#8217;agenzia parla di se&#8217; e&#8217; concentrata sui premi vinti, sulle dimensioni autorevoli oppure sulle esperienze accumulate e i risultati misurabili ottenuti?</p>
<blockquote><p><em>&#8220;Not all ad agencies are bad. But you&#8217;re going to have to search to find the good ones.&#8221;</em></p></blockquote>
<p><strong>**</strong> E&#8217; importante che l&#8217;onp trovi il consulente piu&#8217; adeguato per lei, che sappia comunicare come lei, che si avvicini a lei. E&#8217; importante per l&#8217;associazione capire che in quel momento quella persona esterna <u><strong>sta lavorando per loro e solo per loro!</strong></u></p>
<p><strong>**</strong> E&#8217; importante per l&#8217;agenzia trovare una <strong>onp di cui condivide la mission</strong>. Se cosi&#8217; non e&#8217; rischia seriamente di diventare solamente lavoro d&#8217;ufficio. Attenzione, l&#8217;associazione lo percepisce!<br />
Soprattutto sulla valutazione dei risultati, un dato rilevato non e&#8217; sempre giusto o sempre sbagliato. Se il lavoro e&#8217; stato svolto correttamente le esternalita&#8217; positive sull&#8217;associazione spesso valgono molto piu&#8217; del risultato.</p>
<p><strong>**</strong> E&#8217; importante che lo sponsor non si debba preoccupare delle tensioni o lacune fra gli altri soggetti del progetto. L&#8217;importante e&#8217; che vi sia un approccio alla buona causa, <strong>non solo in un&#8217;ottica di investimento, ma anche di coinvolgimento personale ed emotivo</strong>. Se lo sponsor decide di impegnarsi <u>per</u> la buona causa, osservera&#8217; un investimento ancora piu&#8217; efficace. Provare per credere!</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.jbgazzola.it/blog/2007/10/cosa-pretendere-da-un-consulente-di-fund-raising/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Fotografie e comunicazione sociale</title>
		<link>http://www.jbgazzola.it/blog/2007/10/fotografie-e-comunicazione-sociale/</link>
		<comments>http://www.jbgazzola.it/blog/2007/10/fotografie-e-comunicazione-sociale/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 04 Oct 2007 09:48:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fund Raising]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[foto]]></category>
		<category><![CDATA[fundraising]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.jbgazzola.it/blog/?p=76</guid>
		<description><![CDATA[In questi giorni mi sto occupando della comunicazione di un evento per l&#8217;Associazione in cui lavoro. Mi e&#8217; capitato di dover scegliere fra centinaia di foto quelle 2-3 che potessero convincere un giornalista ad interessarsi alla nostra causa. Mi sembrava facile scegliere quelle che danno piu&#8217; contenuti, piu&#8217; emozioni ma&#8230; lavorandoci un po&#8217; mi sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://allyoucanupload.webshots.com/v/2005881616771448750"><img src="http://aycu17.webshots.com/image/28496/2005881616771448750_rs.jpg" border="0" alt="Free Image Hosting at allyoucanupload.com" /></a></p>
<p>In questi giorni mi sto occupando della comunicazione di un evento per l&#8217;<a href="http://www.apg23.org/">Associazione</a> in cui lavoro.<br />
Mi e&#8217; capitato di dover scegliere fra centinaia di foto quelle 2-3 che potessero <strong>convincere un giornalista ad interessarsi alla nostra causa</strong>.<br />
Mi sembrava facile scegliere quelle che danno piu&#8217; contenuti, piu&#8217; emozioni ma&#8230; lavorandoci un po&#8217; mi sono accorto che era necessario un ragionamento metodico.<br />
I nodi che mi sono trovato a dover sciogliere sono stati relativi a:</p>
<p>1.  anzitutto <strong>quante foto</strong> posso mandare ad un giornalista?<br />
mi sono detto 2-3, se gliene piacciono me le chiedera&#8217; lui raggiunto un accordo.Tra l&#8217;altro ho scoperto che le caselle di posta elettronica dei giornali si svuotano automaticamente delle email piu&#8217; vecchie&#8230; (in questo caso &#8220;vecchio&#8221; e&#8217; un concetto molto relativo)</p>
<p>2.  <strong>a chi</strong> le mando? non ci si pensa, ma non e&#8217; per niente logico mandare ad <a href="http://www.avvenire.it/">Avvenire</a> le stesse foto che mando al <a href="http://www.ilmanifesto.it/">Manifesto</a>. Quindi, e&#8217; una questione solo di contenuti o anche di forma, di tono del messaggio, &#8230;?</p>
<p>3.  vengo quindi al punto fondamentale, a cui non mi sono dato ancora una risposta certa (me la dovrei dare entro breve visto che lunedi&#8217; mando le foto :)<br />
Come definire il <strong>tono del messaggio</strong>? Che messaggio devono passare? Deve essere in linea con la comunicazione del giornale o con quella dell&#8217;Associazione?<br />
<span id="more-76"></span>La prima cosa che mi sono risposto e&#8217; sicuramente il tono deve essere dell&#8217;Associazione.</p>
<p><strong>Cosa voglio comunicare</strong> quindi? Cosa dire al giornalista con la foto?<br />
Nella mia scelta ho puntato soprattutto su:<br />
- due-tre elementi distintivi dell&#8217;Associazione (legati quindi alla sua <em>mission</em>)<br />
- cercare di far capitare nella foto il logo dell&#8217;Associazione o qualcosa di distintivo<br />
- puntare su quegli elementi che &#8220;legano&#8221; o comunque che come si dice in gergo &#8220;abbassano le barriere&#8221; (bambini, affetti, religione,&#8230;)</p>
<p>Su questo ultimo punto, sicuramente il piu&#8217; delicato, mi farebbe piacere ricevere vostre impressioni ed esperienze. Soprattutto con l&#8217;aiuto di <a href="http://comunicandoilsociale.wordpress.com/">Marco Valenti</a> (blog proprio sulla comunicazione sociale) e di <a href="http://campagnesociali.wordpress.com/">Paolo Ferrara</a> (che lavora per Terre des Hommes, hanno una fantastica comunicazione).<br />
Che esperienze avete avuto a riguardo?</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.jbgazzola.it/blog/2007/10/fotografie-e-comunicazione-sociale/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
